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UNA CRITICA A LOTTA COMUNISTA

Printed from: Rotta Comunista
Topic URL: http://www.rottacomunista.org/snitz3_3/topic.asp?TOPIC_ID=41
Printed on: 03/04/2026

Topic:


Topic author: obermann111
Subject: UNA CRITICA A LOTTA COMUNISTA
Posted on: 14/02/2004 18:21:55
Message:



Sabato 7 febbraio 2004,al Teatro Nazionale di Milano si è svolta la celebrazione per i 30 mila anni di
Lotta Comunista passati nei Circoli Operai. Circoli Operai rimanda la sigla
ad un C. O. che può omologarsi a C. L. Le forme
di proposizione mi sembrano le stesse solo che da quella parte c'è la
ricerca verso il riscontro di Gesù nell' "altro",da questa parte invece c'è
la ricerca dell'internazionalista nell' "altro". Il tutto porterà
legittimamente Lotta Comunista a riunirsi tra settant'anni,a partire da
oggi,per l'ennesima ricordanza dell'attività dei Circoli Operai,portando sul
palco la testimonianza di un emigrato operaio da Marte (le esplorazioni
marziane arriveranno a realizzare imponenti città minerarie per lo
sfruttamento di risorse in via d'esaurimento sopra questo pianeta che
chiamano Terra..) che naturalmente decanterà la capacità di resistenza di
Lotta Comunista. All'interno della platea risuonavano le note,in italiano ed
in russo,della sempiterna Internazionale in mezzo a tantissime ragazze e
ragazzi in jeans,felpa,cellulare. Nessuna tensione ideologica,nemmeno all'
interno dei saluti,nessuna "violenza verbale",estrema compostezza,un
servizio d'ordine in giacca e cravatta,nessuna tuta sporca di grasso.
All'interno,chi si susseguiva sul palco non esprimeva
dubbi di sorta : l'alveo internazionalista è l'unico grimaldello possibile,
il Circolo Operaio è l'unica "struttura" rimasta che non è scesa a
compromessi. Ed eccoci al discorso di Renato Pastorello ( uno dei
co -fondatori dei circoli e di Lotta Comunista) ,tutto incentrato sulla
difesa delle battaglie di difesa (scusate il giochino.). Una trentennale
rilevanza sopra la stigmatizzazione del socialismo nazionalista bolscevico e
delle trincee in fabbriche (cita Sesto San Giovanni,Alfa Arese..) che oggi
non esistono più. Tutti a difendere a spada tratta il deserto,la
desertificazione, e questo a prescindere da quello che succedeva oltre
cortina. Sinceramente parlando non voglio scendere all'interno di
confutazioni ideologiche sopra l'originalità del carattere internazionalista
e non voglio puntare il dito verso il modo di procedere di Lotta
Comunista. La cosa che lascia perplessi è
il nome comunismo allegato ad una forza che non esprime nessun sintomo
rivoluzionario. Esiste la filosofia teoretica,ma esiste anche quella
spiccia: insomma il comunismo dovrebbe sempre rappresentare una rottura all'
esistente,uno squarcio. Questa è stata la sua immediata forza,subito
individuata a suo tempo da Messieur Tocqueville. Se si cancella il vocabolo rivoluzione all'interno
di un partito che si definisce comunista,è ovvio che quello che sorge è un
qualche cosa di diverso,ma non certo rivoluzionario. Possono essere anche
giuste le disamine politiche,l'attacco alla regressione capitalistica (da
entrambi i lati,secondo il verbo bordighista),il dito puntato al
trasformismo,ma se poi non si arriva al nocciolo rivoluzionario.. Insomma la
rivoluzione è talmente di là dal venire che se ne sono perse le tracce. All'
interno delle critiche storiche a tutti coloro che erroneamente hanno
costruito il socialismo dal 1905 in poi ,le stesse hanno finito per
distruggere tutto,lasciando macerie fumanti sopra le quali abbracciarsi.
Aspettiamo con slancio il prossimo partito che fonderà Calisto Tanzi :
FORZALAT.

Davide





Replies:


Reply author: isidoro
Replied on: 19/02/2004 01:56:54
Message:

Non credo che tu sia al livello,come teorico politico,di Beppe Grillo...ma come comico puoi avere delle possibilità.
Se per comicità si intende la totale mancanza di visione storica,di arrogante individualismo piccolo-borghese,di vacuità teorica,TU meriti il premio ANTONIO DE CURTIS.
Ma se fai ridere,e questo è un dono beato te,questa tua missione, non ti da il diritto di insultare ,perchè il tuo sarcasmo è fuori luogo.Si perchè quello che hai scritto è un insulto per tutti quelli che erano li presenti.
Hai bisogno di vedere dei proletari in tuta blu,per crederti tra di loro?Hai bisogno di essere sulle barricate della rivoluzione per essere un rivoluzionario?
Hai bisogno di assistere "al discorso della montagna",per sentirti dentro la storia?Devi sperare di incontrare dei marziani,per sentirti "rosso"?Vedere l'internazionalista nell'altro...
Tu non vedi nulla fuori perchè non hai nulla dentro:sei il nulla determinato di Hegel.
Quelli come te non sanno aspettare...eroi a tutti i costi,niente teoria,niente partito,solo in un moto perpetuo su se stessi.
Non hai rispetto,per il lavoro,la dedizione,di quei compagni che erano lì presenti."Hanno sbagliato!","Sono dei dogmatici!","Ricattano
con i soldi!"...questi sono i vostri argomenti teorici.
TU NON HAI CAPITO NIENTE.



Reply author: Admin
Replied on: 19/02/2004 19:55:44
Message:

Scusate se intervengo. Come costume non censureremo i messaggi "colorati" ma lasciatemi osservare che un concetto può essere perfino essere ritenuto un'idiozia senza che si debba necessariamente includere nella categoria anche l'autore. Se invece lo si ritiene tale a che pro discutere?
Inoltre evitate il maiestatis quando inviate o rispondete, ognuno impari a prendersi le proprie responsabilità foste anche un veterano dell'Ottobre.
E poi, Isidoro, cos'è questa storia che "ricattano coi soldi"?????
Da dove esce?? Chi l'ha detta se non tu?
Di solito si ricatta "PER soldi", spiegaci come, secondo te, sia possibile il contrario.
In ogni caso ogni, idiota o non idiota, "notizia di reato" sarà trattata come tale, e senza tanti sarcasmi, girata all'autorità competente.
Ciao.



Reply author: isidoro
Replied on: 20/02/2004 00:55:54
Message:

Che dire...ho forse esagerato!
1)non indendevo dare dell'idiota ad obermann111,ma chiarire che neanche chi era presente alla minifestazione in questione, lo era.
2)che la mia affermazione "ci ricattano con i soldi",è stata da te fraintesa,spero.Io non volevo denunciare un reato da codice penale,ma sintetizzare con una frase quello che avviene normalmente tutti i giorni nella nostra società,quel ricatto che si sviluppa nei rapporti di produzione capitalistici.
In quanto ai toni da me espressi,me ne scuso,ed invito tutti a restare
nell'ambito della critica teorica e pratica.
Quindi quello che più mi ha ferito nelle affermazioni di obermann111,non è stato il senso della sua tesi(esistiamo ma non siamo reali),ma il modo con cui la fatto:gratuito ed irrispettoso.
Invito quindi obermann111 ad una critica basata su argomenti più seri che su un sarcasmo inutile.




Reply author: obermann111
Replied on: 20/02/2004 17:24:49
Message:

Posso capire il livore ferale di Isidoro: l'accostamento a C.L. è infelice,tuttavia voglio ribadire una certa somiglianza di proposizione e questa somiglianza l'ho riscontrata in quanto in passato il sottoscritto aveva come conoscenze degli esponenti di C.L. ed in relazione a ciò mi ha colpito questa impressione subitanea. Tralascio il finale di Isidoro,una insofferenza aderenziale tipica di chi non vuole assolutamente ne vedere ne sentire. In ogni caso non voglio convincere nessuno: se il sottoscritto è un idiota che non capisce niente posso dire che sicuramente saranno cavoli miei quando i compagni di Lotta Comunista riusciranno nel loro intento rivoluzionario sovvertendo l'esistente: che cosa è previsto per i "nullisti hegeliani" della mia specie?
Magari avessi solo la miliardesima parte di Hegel in me,magari.....

Davide



Reply author: isidoro
Replied on: 22/02/2004 16:26:41
Message:

Il mio intento non era quello di darti dell'idiota,ma dirti che,dal mio punto di vista,le tue affermazioni erano ridicole.
L'ideologia dominante produce varianti ideologiche multiformi.Essendo esse ideologie,fanno l'errore di ingigantire un aspetto della realtà,farne l'oggetto di riferimento per ogni scelta d'azione.Sono i singoli effetti del capitalismo che ispirano l'azione di questi movimenti ideologici:la pace planetaria,l'ambiente,il terzo mondo.Queste contraddizioni del sistema,che sono evidenti e vissuti da tutti,non possono essere risolte partendo dagli effetti apparenti,ma dalle cause profonde.Non solo,ma va considerato,analizzato,l'intero sistema socio-economico.Il metodo di analisi,a mio parere,con può che essere che quello del materialismo dialettico.Il marxismo lo ha fatto da sempre,e ha mostrato,e non credo che ci possano essere dubbi sulla validità del metodo,come interpretate i movimenti storici.
Capire il senso della storia,significa sapere in che direzione essa si
muove.Il comprendere,però,non è che l'inzio,la condizione neccessaria
per l'azione.La storia è un processo costituito da continue lotte,tra uomo e natura da una parte,e fra uomini dall'altra.
Lo sviluppo storico dell'umanità,in sintesi la lotta per la sovvravivenza,ha creato le condizioni per la divisione del lavoro,e quindi per la lotta di classe.Tale sviluppo storico,ha anche creato le condizioni per il sorgere delle diverse ideologie sotto forma di religione,filosofia,scientismo.Bisogna aver bene chiaro che le ideologie hanno un preciso valore pratico nella lotta politica,non sono solo fantasie.Esse cercano di dare un involucro teorico agli interessi immediati della classe che in quel momento storico è dominante.Il limite quindi di ogni ideologia passata è la sua storicità,ma,per selezione naturale,esse sono le migliori varianti in grado di adattarsi alle nuove condizioni sociali.Il caso della religione è esemplare,ed oggi più che mai.Cristianesimo ed islam,stanno nella nostra epoca,occupando il posto lasciato vuoto dalle ideologie politiche non più di moda.Ma per sopravvivere nei momenti storici in cui sembra sorpassata,ogni ideologia ha bisogno di una struttura che la preservi dall'oblio.Le diverse chiese rappresentano queste strutture,sono organizzazioni il cui scopo è quello di tramandare tutta la "teoria" che tale organizzazioni hanno sviluppato nel tempo.Tutta la storia della Chiesa ne è la dimostrazione più evidente.Se oggi il Papa ha la speranza di essere ascoltato quando parla,lo fa grazie ad una teoria organizzativa che si è sviluppata con l'esperienza,e che ha retto per duemila anni.
Ogni nuovo tipo di organizzazione,qualsiasi tipo,deve considerare seriamente tutta l'esperienza fatta precedentemente da altri gruppi organizzati,ed utilizzarla per propri fini,e sviluppandola se neccessario.Ci sono pochi modi per organizzarsi,per rendere il lavoro collettivo efficace,e la storia lo dimostra ampiamente.Se tu riscontri
delle analogie apparenti tra un partito bolscevico e altre
organizzazioni politiche ,questa analogia si ferma al tipo di organizzazione che emtrambi praticano.
In un periodo di inerzia come il nostro,è fisiologico,che un partito che si definisca bolscevico,faccia l'impressione di essere una setta,un fossile vivente.Tale interpretazione,però,può avere un senso solo alla luce dell'ideologia dominante,e non può che essere deformante e falsa.
Credo che il tuo punto di vista sia ideologico,non scientifico,perchè in sostanza si oppone ad un tipo di organizzazione che è determinato storicamente,e non una scelta arbitraria di settari.
I processi storici possono cambiare le persone,permettere loro di pensare in modo diverso,spero che accada a te.



Reply author: obermann111
Replied on: 24/02/2004 14:28:18
Message:

Non è un caso il tuo riferimento alla Chiesa: è esattamente così siete anche voi una chiesa. Non è un insulto e nemmeno dell'ironia,e si può senz'altro dire che alla luce di ciò il mio accostamento precedente non è più infelice. Il problema non è cambiare la testa delle persone o meno,anzi si può senz'altro dire che è di secondaria importanza. La problematica è il retaggio,il travaso di lavoro scientifico che vi colloca storicamente. Lo ripeto: senza ombra di dubbio la vostra opera è senza dubbio legittima,assolutamente. Il patrimonio da voi ereditato e conservato,nonchè trasmeso,è assolutamente un punto raggiunto. Solo che a mio avviso questa condizione scientifica storicamente determinata non c'entra con una rottura rivoluzionaria è esattamente il contrario. Lo ripeto per l'ennesima volta: al contrario di te io non voglio cambiare la testa di nessuno ( mi piacerebbe vedere come voi di Lotta Comunista riuscireste a cambiare il pensiero di un aderente della Leibtstandarte...): la testa non la cambi e sai perchè?? Proprio per il retaggio,per la tradizione che eredita,per quel patrimonio storicamente determinato che trasmette. Per questo il sottoscritto ha lanciato la pietra per realizzare un qualche cosa di nuovo,fuori dal patrimonio,dall'eredità. Un altro problema,è che purtroppo lo scientismo,la scienza NON RIESCE A SPIEGARE TUTTO: esistono zone d'ombra,lati oscuri,principi d'inteterminazione che rientrano nell'uomo,che lo compenetrano che vi piaccia o no.

Davide


Reply author: Admin
Replied on: 26/02/2004 14:52:12
Message:

Bene. Dalla STALLE alle .. STELLE. Meglio così.
Ora la questione della Chiesa, di qualunque Chiesa, è cosa veramente importante.
Isidoro pare considerare la Chiesa come un esempio, almeno come organizzazione.
Anche Engels scrisse i suoi "Principi del Comunismo" in stile "catechismo" ma un conto è riprendere la maniera "semplice", apparentemente infantile, di illustrare i propri "principi", altro è, su questa base, giungere ad "educare".
Il partito "leninista" deve riuscire a rappresentare l'avanguardia del proletariato. Non è una questione soggettiva ma un obbiettivo. In questo senso Lotta Comunista è tanto partito quanto lo sono io o quanto lo è Obermann, ne più ne meno. E solo in questo senso l'organizzazione può diventare "educazione" degli strati politicamente "infantili" del proletariato, unirli alla sua avanguardia.
Questo è lo SCOPO, il partito lo STRUMENTO.
Tutte le Chiese non dominanti, come quelle sotto tutela borghese, si pongono in rapporto con gli stessi strati "politicamente infantili". La loro rappresentanza, o mobilitazione ecc., sostanzia la forza della Chiesa in questione quale "frazione", o "fazione", a seconda dei momenti storici, della classe dominante. Non a caso la Chiesa, anche quella cattolica, non può vantare che in astratto di essere il medesimo organismo. Così come giudichiamo un partito od una qualsiasi altra organizzazione per la sua "linea politica", così dobbiamo fare per qualsiasi Chiesa. Una cosa era la Chiesa cattolica medievale altro la Chiesa cattolica borghese. L'una era aristocrazia, l'altra borghesia.
Controllare, in concorrenza con altre "frazioni", ma subordinando al modo di produzione che determina quella Chiesa, gli strati "politicamente e socialmente infantili" è il compito, LO SCOPO, la Chiesa lo STRUMENTO.
Ogni attività, se ha un senso, deve essere CONFORME ALLO SCOPO.
Dunque non può legittamente esistere un organizzazione che se ne esca colla bella pensata "millenaria" (ma è un'anzianità socialmente falsa) di prendere esempio dalla organizzazione ecclesiastica.
Se questa si organizza, cioè se questa compie un ATTIVITA', tipo STRUMENTO CHIESA, oggettivamente si subordina anche allo SCOPO, nonostante tutti i discorsi, tanto cambiare, sui massimi sistemi ....



Reply author: isidoro
Replied on: 28/02/2004 23:16:25
Message:

Per obermann111:
Non credo che tu abbia degli argomenti per sostenere l'impossibilità
del cambiamento di pensiero in un individuo:la storia,tutta,non è
altro che la descrizione di tali cambiamenti.L'origine delle mutazioni
di pensiero,per un marxista,sta in ultima analisi,nelle condizioni
materiali della società in cui gli uomini vivono.
L'uomo è ciò che mangia,ho meglio,quello che riesce a procacciarsi.
In una tribù di cannibali,è normale esserlo,non c'è scelta,anzi è impossibile concepire una dieta diversa.Un evento improvviso,però,può
imporre una cambiamento nel regime alimentare,pena l'estinzione dell'intera tribù.Che questo cambiamento avvenga in modo consapevole
o no,non ha alcuna importanza,perchè la libertà collettiva o individuale,è condizionata dalle necessità,da bisogni insopprimibili.
Se un uomo da cannibale,deve diventare vegetariano,se da schiavo deve diventare un salariato,se nazista deve diventare marxista,non sarà certo la causa politica che determinerà il suo cambiamento,ma la causa materiale.Le collettività,e gli individui,sono il risultato del processo storico,è ne sono condizionati;ma la libertà condizionata degli uomini associati,resta.Libertà è il riconoscimento della necessità,la politica è il modo con cui si tenta di soddisfare la necessità.Sì,la politica,perchè,in sostanza,se i bisogni sono primariamente materiali,il modo con cui vengono sodisfatti,muta con il mutare delle condizioni socio-economiche:da questo punto di vista
lo schiavo o l'impiegato di banca,sono nelle stesse condizioni.
Quindi in definitiva,la scelta politica migliore,darà il risultato migliore in termini di sopravivvenza.Al un proletario disoccupato della defunta DDR ,divenuto un aderente al neonazismo,il mito della razza e della patria,quale politica teorica o pratica daranno,quali benefici?
Nessuno,dal punto di vista della sua classe,il proletariato,ma una possibilità strumentale a quella classe dominante che saprà usarlo.
La storia,la lotta di classe,selezionerà gli uomini,e con metodi anche molto violenti:se la testa non cambirà,sarà tagliata,e non necessariamente dai comunisti.Sì perchè,nota storica,il maggior esecutore di nazisti è stato Hitler,con i suoi ordini vincere o morire.
Se invece,sarà la sua "zona d'ombra",ha scegliere per lui,il proletario sarà nelle condizioni precedenti:che la sua follia sia codificata in ideologia politica,o inutilizzabile politicamente,non sfuggirà al processo storico.La storia della stregoneria mi sembra emblematica.
Gli uomini non possono cambiare la storia,neanche falstificandola.
Possono però cogliere l'attimo in cui è possibile agire,in cui è possibile scegliere:la rivoluzione.
Questi uomini sono il proletariato,cosciente ed incosciente.
Per Admin:non riesco ha capire cosa vuoi dire.Spiegati meglio.



Reply author: Admin
Replied on: 29/03/2004 13:46:37
Message:

Ciao a tutti. Mi scuso per la prolungata assenza ma, vi sarete resi conto dalla visualizzazione del sito che sono occorsi ... problemi.
Bene, ora sono di nuovo qui, debitore di una risposta ad Isidoro che, se non ho capito male, non ha compreso la storiella della chiesa, o meglio dello strumento conforme allo scopo. Non è tanto difficile: non si può perseguire uno scopo con uno strumento conforme ad un altro scopo. Chi lo fa, come Lotta Comunista, finisce per perseguire uno scopo diverso da quello che dichiara.
Tutto qui.
Ciao.



Reply author: Serge
Replied on: 01/04/2004 14:06:23
Message:

Capito su questa pagina per puro caso. La cosa che mi ha divertito è che nel forum di questo sito, che come una galassia di siti marxisti su internet si propone di essere il vero strumento per la formazione del partito rivoluzionario, uno degli argomenti più gettonati sia Lotta Comunista, di cui qui si parla tanto sebbene soffermandosi ad analisi del tipo "ragazzi in jeans col cellulare" "servizio d'ordine in giacca e cravatta" "nessuna tuta sporca di grasso" e via dicendo...

Non mi stupisce che l'attività di Lotta Comunista sia criticata da chi osserva la realtà attraverso il monitor di un computer. Le ideologie del benessere sono portatrici di questo tipo di autoinganno, quello di chi crede di cambiare il mondo trovandosi a discutere su internet. La vita è diversa, andatelo a chiedere agli operai di Genova, Milano o Torino che conoscono sia il lavoro e la vita in fabbrica che l'attività decennale di Lotta Comunista. Loro non la seguono grazie agli accademici ragionamenti sul rapporto tra scopo e strumento o sulle "zone d'ombra indeterminate" nell'uomo, ma grazie all'attività pratica che hanno potuto vedere e vivere, attività di lotta sindacale e organizzazione di militanti direttamente collegata a un apparato teorico in grado di analizzare il mutamento e delineare una strategia. Non c'è da stupirsi se Lotta Comunista non ha un sito. Lotta Comunista è forte sia nella teoria che nella pratica perchè le due cose sono strettamente legate. Su quali basi si può muovere una critica osservando gli altri "partiti rivoluzionari" oggi presenti? Cosa dice "Rotta Comunista" o gli altri sedicenti rivoluzionari dello sviluppo dell'industria bellica europea? O della formazione del Mercosur? O della ristrutturazione finanziaria in Giappone? Quanti giovani partecipano nei loro circoli? Quanti sottoscrivono per il loro giornale? Quanti dedicano del tempo alla sua diffusione?

E' facile oggi sia denunciare il capitalismo che ribadire la necessità di un partito leninista. Ma il marxismo, sia nella teoria che nella pratica, non è un programma fatto di principi, ma un metodo da applicare a una realtà viva. La sfida di uno scienzato è sempre nei confronti dell'inedito, del mutamento. I marxisti sono gli scienziati sociali, e l'inedito di fronte a cui si trovano è sia l'inedito storico, come l'imperialismo europeo o l'irruzione cinese, quanto l'inedito organizzativo, ovvero il radicamento di un partito leninista in Europa. Questa è Lotta Comunista. E magari, prima di parlarne, fatecelo un salto in un Circolo Operaio.

Edited by - Serge on 04/01/2004 14:08:06


Reply author: SandroG
Replied on: 03/04/2004 13:21:41
Message:

Ciao "Victor Serge". Effettivamente la partecipazione di OBERMANN alla manifestazione di Lotta Comunista ha destato scalpore. Ma come tra i partecipanti ce n'era uno che non era uno scienziato? Uno che non si autodefinisce tale e che non si agghinda con nomi di rivoluzionari defunti certo, ma ben lontani da ciò che Lotta comunista definirebbe leninista?
Sul forum è citata anche una critica ad una prefazioncella di un certo Arrigo Cervetto, come mai gli scienziati non ne fanno ogetto di osservazioni aggrappandosi alle critiche che, consapevolmente, Obermann rivolge anche agli aspetti in superfice, visibili, della manifestazione? Come mai non hanno risposto all'elenco di reiterati errori che UgoGenova illustra in questo stesso forum?
Basta con questa storiella dell'inedito, ma non avete altri aggettivi? Avverrà pur qualcosa di capitalisticamente costante contro cui agire altrettanto costantemente?
Qualcosa la cui costanza renda agevole una qualsiasi presa di posizione politica. Oppure di costante non c'è che "la fuga di cervelli", come quel gruppo di milano (ma anche a Genova) uscito sulla questione dell'imperialismo europeo che Lotta comunista da (dava) per avvenuto. Perché non spieghi loro che l'imperialismo europeo è già belle e pronto come tale?
Ma si sa l'inedito consente ogni trovata ... autisticamente scientifica.
Esponi, caro "Serge", una questione su cui voi scienziati abbiate imposto alla collettività scientifica la vostra interpretazione. Esempio: Lenin con "Stato e Rivoluzione" impose le proprie opinioni non solo ai bolscevichi ma per es. anche agli anarchici (Serge, quello vero, l'hai letto?). E voi chi avete battuto in forza della vostra scienza?
Certo nessuno accetta la vostra superiorità scientifica perché in realtà son tutti cretini e non sono mai andati in un circolo operaio a finanziare Lotta Comunista, certo sono (siamo) tutti più cretini degli anarchici e dei polusti russi.
Allora spiegaci tu cosa sono queste "crisi" che non ... crisano mai?
Illustraci ti prego, che fine ha fatto la "crisi di squilibrio"!?
Illustraci ti prego, la profondità scientifica che si cela nella "crisi di internazionalizzazione"!?
Illustraci il pensiero capace di usare il termine "crisi" senza indicarne mai il momento in cui era ciclicamente opposto!!
Il ciclo di questo, il ciclo di quello ma ne questo ne quello erano mai identificati quando non erano "crisi", ma dunque anche i bambini sono capaci di "analizzare" un fenomeno, economico o politico che sia, quando si impone (si imporrebbe se fosse reale) con la sua crisi. Ma che razza di scienziati siete mai? Spiegaci, spiegaci!!
Ciao.





Edited by - sandroG on 04/03/2004 13:29:28

Edited by - sandroG on 04/03/2004 13:32:55


Reply author: Admin
Replied on: 10/04/2004 11:51:55
Message:

Ciao.
Anche se sandroG resta debitore di una risposta, non credo non si possa non ammettere con "Serge" che l'argomento "Lotta Comunista" riscuota un certo interesse.
Anzi, anche se i difensori di LottaCom svicolano sempre finendo col non rispondere, quasi quasi potremmo aprire un forum specifico sull'argomento. Vi prego di inviarmi una mail (in privata) col vostro parere.
Ciao.


Reply author: dalleni
Replied on: 17/04/2004 19:32:41
Message:

volevo rispondere a obermann111: non capisco davvero le tue critiche, critiche puramente esteriori. l'assioma rivoluzionario (anzi ribelle) = zozzone mal vestito e lurido è roba da centri sociali. l'operaio è operaio anche se si veste con la giacca e la cravatta (e pastorino, non pastorello!!, l'operaio l'ha fatto sul serio). è principalmente una questione di dignità, e non vedo l'utilità delle tue critiche: sarebbe come criticare, che so, ai fascisti la bellezza estetica della svastica(!!).
l'internazionale è stata suonata perchè fa parte di una tradizione di lotte che è giusto e doveroso ricordare.
te lo dice uno di quelli che, quel giorno, al nazionale, faceva parte del "servizio d'ordine in giacca e cravatta". ma tu c'eri?


Reply author: IVAN
Replied on: 18/04/2004 21:31:07
Message:

Ciao a tutti!
Vorrei sapere dove SandroG ha letto tutte quelle cose,cioè che Lotta
Comunista ha formulato tesi che non si sono poi dimostrate vere:
VOGLIO SAPERE DOVE HA LETTO TUTTO CIO',LE OPERE COINVOLTE I PERIODICI
DOVE STA' SCRITTO CHE LOTTA COMUNISTA VENDE SOLO FUMO.


GRAZIE!!


Reply author: SandroG
Replied on: 21/04/2004 10:21:25
Message:

Rispondo a Dalleni e IVAN. Ciao.
Come sarebbe dove ho letto le critiche a Lotta Comunista? Ma sul Forum egregio. LEGGIIIII!!!! prima di metterti a starnazzare scandalizzato. Leggi il messaggio di UgaGenova e rispondigli seriamente. IVAN, ma che cacchio dici!!! Se un "operaio" (con la virgolette) non si riconosce dal "grasso della tuta" non si riconosce neanche dalla cravatta. Sei rimasto alla superfice come ... Obermann, che però lo ammetteva come paradosso paragonando LottaCom a CL.
Pastorello o Pastorino, che dir si voglia, non si è mai sognato di fare l'operaio ..... neanche in Lotta Comunista. Non riesco a valutare l'importanza della cosa ma da come la rivendichi immagino che ne abbia per te, ma Pastorino è un normalissimo professore universitario (corporativamente inamovibile) come potrai controllare consultando i libretti con cui vengono elencati i libri per gli studenti dell'università di Genova (Ingegneria). Non saprei neanche se, come dici tu, Lotta Com vende fumo. Forse hai letto l'ultimo articolo del professore sul partito bolscevico. Effettivamente il presentare la gioventù di Cervetto come un "ritorno" a Lenin appare fumoso. Come si fa a "tornare" donde non si era mai venuti???? Mistero!!
O forse ti riferisci a quel passo in cui il summenzionato professore afferma che una caratteristica del partito bolscevico era la lotta alle frazioni? Effettivamente Lenin giunse al "partito" con una mirabile lotta di frazione. Come poteva, nel periodo in cui era nonostante l'appellativo minoritaria, la frazione bolscevica fare una lotta alle frazioni essendone una essa stessa???? Mistero della "scienza", INEDITO, INEDITO.
Ciò che poco scientificamente il professore non immagina neanche è che la lotta alle frazioni fu introdotta (udite, udite) in un congresso, il X, che si svolse nonostante la gravità della situazione, nel 21, cioè DOPO la rivoluzione, a partito già fatto. I (udite, udite) congressi successivi non modificarono la norma tanto che questa divenne una delle armi, la migliore, con cui Stalin schiacciò l'opposizione ... tuttodire.
Seminare ignoranza è diffondere fumo?? Può darsi che tu abbia ragione.
Ciao.

Edited by - sandroG on 04/21/2004 10:27:29

Edited by - sandroG on 04/21/2004 10:31:07


Reply author: IVAN
Replied on: 22/04/2004 01:56:35
Message:

SANDROG,ma ti ha punto la tarantola?Io intendevo chiederti in quali publicazioni di LOTTA COMUNISTA,tu hai letto che:
"Illustraci ti prego, che fine ha fatto la "crisi di squilibrio"!?
Illustraci ti prego, la profondità scientifica che si cela nella "crisi di internazionalizzazione"!?
Illustraci il pensiero capace di usare il termine "crisi" senza indicarne mai il momento in cui era ciclicamente opposto!!
Il ciclo di questo, il ciclo di quello ma ne questo ne quello erano mai identificati quando non erano "crisi", ma dunque anche i bambini sono capaci di "analizzare" un fenomeno, economico o politico che sia, quando si impone (si imporrebbe se fosse reale) con la sua crisi."
Intendendo credo,che tali tesi si sono poi dimostrate errate.
Voglio che tu,indichi i passi,le frasi,i periodi,i capitoli,gli articoli di giornali,o qual si voglia dichiarazione scritta dove si sostiene l'insostenibile,le fanfaronate ideologiche invece della scienza.
TU puoi fare una critica costruttiva solo in questo modo:onore ed onere della prova.
Credo però che la tua critica,non sia a quella o quell'altra tesi,ma a tutto il marxismo.
Esagero?
No,perchè il modo con cui tratti il termine "crisi",non è certo da un punto di vista marxista.
"Crisi" è sinonimo di contraddizione.La realtà è un continuo svolgersi di contraddizioni,la ricerca di stabilire un equilibrio che per sua natura,è instabile.
La lotta di classe è il risultato di una contraddizione nei rapporti di produzione,e il suo opposto non esiste:o c'è o non c'è.La stessa cosa si può dire per ogni "crisi di ciclo",perchè sono casi particolari di un processo unico,cioè,il processo di produzione capitalistico.Sono le contraddizioni che insorgono,che permettono l'azione rivoluzionaria.La realtà è dinamica,è le contraddizioni ne sono il prodotto più genuino,ed è da lì che deve iniziare ogni analisi che pretenda di essere scientifica.
Spero che tu mi dia una risposta che non sia urlata.



Reply author: obermann111
Replied on: 23/04/2004 16:44:14
Message:

Per rispondere ad una domanda di un post precedente,ebbene si,io c'ero all'adunata del nazionale,sennò mi sarebbe risultato impossibile fare il pezzo.......

Aggiungo altresì che l'ultimo post di SANDRO G abbia centrato in pieno lo spirito del mio pezzo,cosa che invece i militanti di Lotta Comunista si rifiutano assolutamente di fare. Pastorino o Pastorello,che dir si voglia,mi sembra incarni perfettamente il paradosso illustrato da Sandro G. Nulla di grave naturalmente,ma il paradosso rimane. Una lotta comunista senza rivoluzione si può dire ancora comunista?

Davide


Reply author: dalleni
Replied on: 23/04/2004 19:47:09
Message:

caro sandro g.
un paio di precisazioni:
1- pastorino, così come cervetto e parodi, l'operaio l'ha fatto sul serio. si dà il caso che lotta comunista fino a metà anni '80 era un partito quasi esclusivamente operaio (la svolta universitaria e studentesca risale agli anni '90, come conseguenza ai problemi della ristrutturazione...). partito operaio nel quale i quadri erano tenuti a lavorare in fabbrica (parlo degli anni '60, quando pastorino si è formato come quadro). quindi pastorino l'operaio l'ha fatto, come l'han fatto la gran parte dei compagni che conosco (a parte gli studenti, ovviamente).
2- il "ritorno a lenin" si riferisce al ritorno all'organizzazione bolscevica della classe operaia (non starò a spiegarti il significato di "partito leninista", "partito di quadri"..., spero che già lo conosca). come saprai, tale modello di partito fu ricalcato in italia dal pcd'i di bordiga, negli anni '20 (seppur con qualche variante). dopodichè, il sopravvento dell'opportunismo smantellò il partito leninista, e si giunse al pci, partito di massa per eccellenza. il "ritorno a lenin" si riferisce dunque al ritorno a un modello di partito, l'unico storicamente vincente.
3- riguardo la lotta alle frazioni: certo, il partito bolscevico era una frazione del psdr. ma questo nei primi anni del secolo scorso. intorno al 1906 (se non ricordo male) i bolscevichi si staccarono per sempre dal psdr, formano un partito a sè. partito nel quale la lotta interna, e dunque la necessità di opporsi al frazionismo, era forte, anzi, fortissima. si pensi alla famosa opposizione di kamenev e zinovev all'insurrezione armata. alle contestazioni interne circa la pace di brest-litovsk, le tesi d'aprile e quant'altro.
dunque, la lotta al frazionismo (necessaria in un partito come quello bolscevico), risale senz'altro a prima del 1921. ma, ovviamente, lotta al frazionismo non significa abolizione di ogni dialettica interna (caratteristica senz'altro stalinista). il partito bolscevico fu sempre fucina di ampi e vivaci dibattiti, dibattiti che, ovviamente, si concludevano in una decisione collettiva, che la collettività dei membri del partito era tenuta a seguire. in questo senso di combatteva il frazionismo (se non lo si fosse combattuto, ogni frazione avrebbe agito per conto suo, mandando a puttane l'unità del partito, e dunque la stessa rivoluzione).
dopodichè, lotta comunista non ricalca precisamente le orme del partito bolscevico (dal punto di vista del dibattito interno), in quanto si basa sul centralismo dialettico e non sul centralismo democratico.
riguardo le allusioni su stalin, meglio stendere un velo pietoso: leggiti trotzky o quantomeno orwell.


Reply author: IVAN
Replied on: 24/04/2004 01:50:06
Message:

Per obermann111:
sì,si può essere comunisti senza rivoluzione,visto che nella storia sono esistite comunità umane che praticavano il comunismo,come ne esistono ora.E'ovvio,per un marxista,che tali società anche se sono presenti,non sono "reali",perchè non hanno alcuna influenza sul movimento storico attuale,che è il processo di produzione capitalistico.Anzi,sono le vittime primarie di tale processo.
Essere comunista,non equivale ad essere marxista,ma ogni marxista sà,che il capitalismo stà preparando il sistema di produzione comunista.Quindi ogni marxista è potenzialmente un comunista,ma esso deve vivere in una società capitalista,viverne le contraddizioni.
Nessuno oggi è comunista,ma può essere un proletario coscente,capire il suo ruolo storico,insomma essere un marxista.
Per SANDROG:
aspetto con ansia una tua gentile risposta,grazie!




Edited by - IVAN on 04/24/2004 01:52:15


Reply author: SandroG
Replied on: 30/04/2004 12:41:23
Message:

Ciao dalleni.
Scusa il ritardo con cui rispondo alle tue obiezioni. Restiamo sui tuoi punti.

1 - Continuo a non capire questa storia di Pastorino "operaio". La cosa ha un senso solo se tu confondi Pastorino con Pressato. Pastorino non mai "fatto" l'operaio neanche per scherzo. Pressato neanche, lo era semplicemente.
Per quanto mi riguarda ero nel partito dai primi anni settanta a Torino ma non parlo "per sentito dire". Forse avrai sentito parlare delle "tesi leniniste sulla tattica nella scuola". Non voglio qui farne la critica spietata che meritano, ma tali "tesi" riguardavano la necessità che quei pochi operai che si raggruppavano attorno a Cervetto spostassero il baricentro della loro attività sulla scuola. La loro formulazione (fine anni sessanta) era il RISULTATO, non la premessa di questa svolta a cui aderirono soltanto Pressato e Parodi, gli altri operai uscirono dal raggruppamento non condividendo tale svolta. Col "movimento" del 1969, iniziò il reclutamento di studenti consentendo una presenza alla "casa dello studente" di genova. Da questo lavoro fu reclutato Pastorino, senza che questo ne ostacolasse la carriera professionale.
Questi i fatti, la cronaca.
Per quanto riguarda la seconda parte del tuo punto uno invece non si può parlare che di MENZOGNE che ti hanno bellamente raccontato. La strategia dichiarata, non segreta, di Lotta Comunista, agli inizi degli anni settanta era la costruzione di un partito operaio utilizzando la presenza studentesca, sostanzialmente genovese, per entrare nelle fabbriche. La cosa non riuscì per niente ma consapevolmente e dichiaratamente, tanto che la cosiddetta "strategia dei circoli operai", costituiti da militanti studenti, fu dichiarata come "aggiramento" delle fabbriche con un lavoro territoriale. Cioè, dal lavoro di quartiere si dovevano contattare gli operai per poter entrare nelle fabbriche.
Inutile dire che il disegno fallì. Non esiste infatti alcuna lotta di fabbrica che LottaCom possa sbandierare quale esempio di lotta alla "ristrutturazione". In quali fabbriche ha mai costretto l'opportunismo a lotte che non voleva fare? In quali fabbriche ha mai giocato un qualche ruolo indipendente dall'opportunismo? Soltando accodandosi al consiglio d'amministrazione di una cooperativa portuale riuscirono ad avere un qualche ruolo. Ma è chiaro che per appoggiare i padroni del vapore non occorre un gran "leninismo".
Questi i fatti incontrovertibili, questa la cronaca, che potrà piacere o non piacere, ma questa è.

2 - il "ritorno a Lenin". Si, è chiaro che si trattava di un "ritorno" logico. Ma l'articolo non parla di logica ma dei "fondatori" di Lotta Comunista, i quali, caso mai, erano stati anarchici e poi "dissidenti" del PCI (Azione Comunista, che poi si scinderà in quanto tale dal PCI), dunque, come ben detto, non potevano "tornare" dove non erano mai "stati". Avrebbero pututo semplicemente "concludere", "giungere", al leninismo non mai tornarci, Ma anche la lotta per un partito rivoluzionario, cui Cervetto ha preso parte, "doveva" GIUNGERE PROPRIO LA DOVE E' GIUNTA. Ecco quindi trasformata la storia di una lotta, di una pur sempre utile esperienza, in un finalismo estraneo al marxismo.

3 - Il "partito bolscevico" non è mai esistito. Esisteva come frazione del POSDR. Tutta la lotta di frazione dei bolscevichi fu una lotta per impossessarsi del partito, per non lasciarlo all'opportunismo. Soltanto nel 1912 i boscevichi riuscirono ad organizzare un "congresso" che i menscevichi non riconobbero come tale. Lenin riuscì così ad impedire che la sezione russa della II internazionale fosse mensevica. Tu conservi una visione democraticista della questione delle frazioni. Tale libertà era tanto connaturata al bolscevismo che più volte Lenin vi fece appello contro la sua stessa frazione attardata su posizioni che la realtà aveva superato. Così dopo la rivoluzione del 1905, quando la frazione non voleva saperne di partecipare alla DUMA autocratica e reazionaria, così nell'Aprile del 1917, quando il partito (non più frazione) non voleva capire che la borghesia non avrebbe appoggiato in alcun modo una rivoluzione foss'anche borghese. Lenin giunse a minacciare le proprie dimissioni per costituire un nuovo partito. Tu confondi "frazione" e "disciplina". PRIMA della conferenza d'Aprile Lenin, e non solo lui, aveva IL DIRITTO di professare un'opinione diversa da quella della maggioranza del partito. Esercitando il suo buon diritto Lenin vinse la battaglia. DOPO poteva solo rompere la disciplina di partito od uscire, infatti minacciò di uscire. Quella che tu chiami invece "famosissima" questione di Zinoviev e Kamenev, evidentemente non è poi tanto famosa se non la conosci. Infatti DOPO la decisione del Comitato centrale sull'insurrezione, Zinoviev e Kamenev ruppero la disciplina di partito ostacolando le decisioni del CC. Per questo furono espulsi dal partito, anche se Lenin non rese mai operativa tale espulsione.
Idem per Brest-Litovski, quando fu grazie allo spostamento di Trotzky che il CC (tre frazioni in piena guerra mondiale...) decise per la pace.
Dunque la lotta al frazionismo non solo era avversata dai bolscevichi ma considerata setatrismo. Al contrario, ogni frazione buon diritto di ogni vero comunista. Ciò che il bolscevismo combatteva era invece l'indisciplina, assimilata dai bolscevichi al tradimento.
Perché mai la lotta al frazionismo dovrebbe essere necessaria in un partito come quello bolscevico vorrei tanto sapere. Come possa poi non confliggere con quella che tu chiami "dialettica interna" è un mistero. Che cavolo è questa "dialettica"???
Centralismo "dialettico", centralismo "democratico", questi sono solo giochetti di parole.
Qualcuno ha posizioni diverse da quelle di Pastorino o di La Barbera? Non risulta. Ad questo qualcuno è stata imposta la disciplina di partito? Non risulta. Risultano invece degli espulsi/fuoriusciti, ultimi i milanesi di Pagine Marxiste, senza alcuna decisione collettiva o dialettica, come vuoi tu. Tutto ciò che era chiaro ai bolscevichi, tutto ciò su cui si questi formavano una coscienza di partito in Lotta Comunista non esiste neanche lontamente.
DUNQUE HAI RAGIONE, LOTTACOM NON RICALCA "PRECISAMENTE" LE ORME DEL PARTITO BOLSCEVICO.

Quanto a Stalin cosa v'era di allusivo nella mia affermazione sul suo utilizzò della LOTTA ALLE FRAZIONI???? Non io ma Pastorino col suo articolo vi si ricollega direttamente e dichiaratamente, PER TE. Non vi è altro scopo in quella affermazione che il tuo SILENZIO-ASSENSO. E se tu sei tanto poco comunista e rivoluzionario da accettare e subire queste allusioni sono solo cavoli tuoi. Ma che non sai leggere???


Edited by - sandroG on 04/30/2004 13:02:18


Reply author: IVAN
Replied on: 01/05/2004 00:47:40
Message:

Per SANDROG:
vorrei anch'io una risposta,visto che hai dimostrato di avere molta esperienza pratica,che storica.Sei stato molto chiaro nelle tue argomentazioni,come verificabile nelle affermazioni.
In sintesi,quale eredità ha lasciato Cervetto?In cosa hanno sbagliato
gli eredi,ed in che cosa sbagliano.Che cosa significa essere marxisti per te oggi?Le mie domande non sono ingenue che nella forma,perchè per me è importante essere chiaro,elementare.Credo che siano domande fondamentali,che vanno al nocciolo della questione:ha senso ciò che teorizza e pratica oggi LOTTA COMUNISTA?


Reply author: n/a
Replied on: 04/05/2004 10:53:26
Message:

Ciao.
Mi si consenta di aggiungere, a quanto detto da Sandro, che l'articolo in questione non si limita a riprendere la questione delle correnti nel partito bolscevico ma anche quella del presunto "ispettorato di partito" (se qualcuno ne trova traccia nel "che fare?" è bravo) che immagino stia per il "Rabrikin", cioè "L'ispettorato operaio e contadino" che fu la prima leva con cui Stalin scardinò il partito (dopo il '17!!!).
Ciò solo per dire che non si tratta certo di un refuso di stampa.
Ciao.


Reply author: dalleni
Replied on: 08/05/2004 20:06:43
Message:

compagno sandro.
innanzitutto, una precisazione: non voglio nè polemizzare, nè litigare.
faccio parte del partito da soli due anni, e di conseguenza lo conosco senz'altro meno di te.
personalmente, non condivido completamente tutte le posizioni di lotta comunista. sulla questione del frazionismo, ad esempio, potrei condividere abbastanza le tue opinioni. che il partito rifiuti ogni forma di frazionismo mi pare innegabile. di più: del frazionista è meglio non parlarne proprio. la madre di un mio amico è entrata recentemente in pagine marxiste: sono venuto a conoscenza in questo modo della scissione, ne ho parlato col responsabile politico di circolo e ho ricevuto risposte piuttosto scarne e scocciate. del tipo: "sono compagni che non avevano voglia di diffondere il giornale, avevano velleità intellettualistiche. stop". piuttosto scarnuccia come spiegazione.
ad ogni modo, non è vero che il partito non ha influssi nella vita di fabbrica e sindacale: ci sono compagni nel direttivo cgil (uno, che conosco personalmente, è presidente del consiglio sindacale europeo di una multinazionale), e anche nell'atm lotta comunista si sta dando da fare...
per quanto riguarda pastorino, nessuno mi ha mai mentito dicendomi che aveva fatto l'operaio: l'ho pensato io, chiaramente mi sono sbagliato, ma non mi pare che la cosa sia significativa. del resto manco lenin faceva l'operaio, o no?
riguardo le critiche a lotta comunista: alcune, come già ho detto, saranno pure condivisibili. ma resta il fatto che lotta comunista è l'unico partito che, pur con tutti i suoi difetti, segue una linea internazionalista coerente e militante. che è in continua e costante crescita. su questo, sei d'accordo?
potremmo entrare nel merito di tutte le discussioni che vuoi, parlare, parlare, parlare. ma resterà comunque un punto che non credo potrai smentire: lotta comunista, in un futuro potrebbe gestire una rivoluzione. pagine marxiste, al limite, potrebbe gestire una piacevole conversazione intellettuale. sei d'accordo?


Reply author: SandroG
Replied on: 09/05/2004 00:17:18
Message:

Ciao Ivan.
Mi scuso anche con te per il ritardo con cui ti rispondo.
Sulla questione di ciò che dovrei mostrare sulle pubblicazioni di LottaCom, dico solo che io non ho LETTO ma DETTO quelle frasi, alle quali, caso mai, avresti dovuto rispondere tu.
Sulla questione invece delle "crisi", del "ciclo", non sono io che non l'adopero in senso marxista, ma tu. Tanto è vero che sostieni che "crisi" significhi "contraddizione". Per capirci facciamo un esempio basato sull'idea che del ciclo industriale si era fatto il marxismo, Marx.
Marx aveva constatato nella produzione industriale ad un "PERIODO" di crescita seguiva inevitabilmente un "PERIODO" di calo. Il ripetersi di questo andamento confermava un andamento "CICLICO". Cioè un andamento in cui gli incrementi nella produzione, riprodotti
graficamente, disegnavano un CICLO decennale.
PROSPERITA', DEPRESSIONE, CRISI E RIPRESA non sono che termini in cui si colloca l'andamento economico.
Supponiamo un andamento annuo di questo tipo: [+3, +5, +8, +5, +3, -3, -5, -8, -5, -3, 0], ovvero:

+8 ------------x
+5 --------x-------x
+3 ----x---------------x
0 -x--1°--2°--3°--4°--5°--6°--7°--8°--9°--10°--x
-3 -------------------------x---------------x
-5 ----------------------------x--------x
-8 --------------------------------x

Dunque quando si dice che un andamento è CICLICO, è un modo per non disegnare un grafico.
La terminologia deve essere però precisa, "scientifica".
"PROSPERITA'" corrisponde all'andamento esemplare dal 1 al 3 anno.
"DEPRESSIONE" dal 3 al 5 e mezzo.
"CRISI" dal 5 anno e mezzo sino all'8
"RIPRESA" DALL'8 ALL'11.
Il concetto di CRISI dunque non significa affatto "contraddizione", senza le quali il capitalismo non esisterebbe neanche, senza le quali non potrebbe esisterebbe alcun "movimento", neanche in natura.
Quando quindi si sostiene che ci sarebbe una "CRISI D'INTERNAZIONALIZZAZIONE", scientificamente significa una cosa sola: diminuzione, crollo, degli indici d'internazionalizzazione. Il tutto non senza aver presupposto implicitamente un movimento ascendendente dello stesso indice. Ora, se non era significativo PRIMA, nel momento
dell'ascesa, e non lo era al punto da non essere RILEVATO, CONSIDERATO, come mai lo diventa solo DOPO, cioè durante la sua presunta crisi???? (che non crisa ... mai!!!).
Visto poi che Lotta Comunista non fa che straparlare di scienza, perché non ci quantifica la "crisi"???
Ma questi non sono che aspetti elementari, applicabili a tutti i concetti proprinati di CICLO.
Ma CICLO de che??? Che categoria è mai quella dell'INTERNAZIONALIZZAZIONE???
Certo non è economica. Cos'è politica? Ma allora devono esserne studiate le determinanti, la struttura non la sovrastruttura.
E' geografica, nel senso della geografia dei modi di produzione? Ma chi era che sosteneva la essere la Cina un capitalismo di Stato??? Era o non era Lotta Comunista? Dunque, anche se di STATO, la Cina era pur sempre CAPITALISMO PRIMA, CAPITALISMO DOPO. DI QUALE INTERNAZIONALIZZAZIONE PARLIAMO QUINDI??? MISTERO ... GLORIOSO!!!!

Ma tu poni anche altre domande.

"Quale eredità ha lasciato Cervetto?".
Al funerale di Cervetto, Parodi non ha avuto dubbi: "I suoi libri".
Naturalmente sul giornale hanno tradotto "il partito".
Certamente ha lasciato, da antistalinista, in primis "l'antistalinismo" che, per quanto obsoleto, non è cosa da poco. In seconda battuta ha lasciato comunque, incompiuto e stando ai fatti fallimentare, un tentativo di costituire un partito operaio e
comunista in Italia.
Che per ognuno di noi resta una meta obbligata, raggiungibile SOLO SE SAPREMO PERCORRERE ALTRE STRADE.

L'altra domanda.
"Ha senso ciò che pratica oggi Lotta Comunista?"
Onestamente, se ha poco senso teorico quanto ne può avere la sua "pratica"?.
In generale avrà pure un senso per chi ci "crede", è una questione di fede, per altri non saprei cosa dire, ma forse è proprio questa la peggior risposta che si possa dare.
Ciao.

Edited by - sandroG on 05/09/2004 00:22:14


Reply author: SandroG
Replied on: 12/05/2004 12:02:40
Message:

Ciao Dalleni.
Scusa il consueto ritardo. MA non sitratta affatto della TUA conoscenza dei fatti o della storia di LottaComunista. Si tratta di quella che Lotta Comunsita DICHIARA come fatti, o come storia. Così del termine "crisi" non si tratta della convinzione di chi, vedendo come lo usa Lotta Comunista, ne ricava un significato TIPO "contraddizione". Non si tratta di chi lo "ricava" ma di chi lo adopera diseducando piuttosto che diffondendo scienza. Di questo e soltanto di questo si tratta.
Un altro esempio: il fatto stesso che tu possa credere ("ricavare") che Lotta Comunista, possa GESTIRE una rivoluzione è il risultato, il frutto di quell'"organizzativismo", di quell' "amministrativismo" autistico che contraddistingue Lotta Comunista, non tanto dai gruppettari odierni (dei quali è sin troppo facile essere 'più forti') ma di qualsiasi formazione comunista mai esistita, soprattutto da quella "bolscevica".
Le rivoluzioni non si gestiscono. Sarebbe troppo facile, alla rivoluzione, se se ne è all'altezza, si può, al massimo, partecipare. Dovremo tutti partecipare. Il lavoro di oggi determina il ruolo futuro di quasiasi organizzazione od individuo, un ruolo di avanguardia o di retroguardia, rivoluzionaria oppure un ruolo controrivoluzionario.
Questo è il punto. Per questo non si può fare misurazioni col bilanciano di chi è il "migliore" ma comprendere come diventare, essere, i più adatti. E' un compito da assolvere NON UNA COLPA DA ESPIARE a vantaggio di "sapienti" detentori di scienza.
Non saprei come collocare Pagine Marxiste. Sono usciti ritenendosi defraudati dell'eredità di Cervetto. Insomma, come detto loro, sono usciti con le gambe, non ancora con la testa. Ma prima o poi lo faranno, ed allora sapremo meglio cosa pensarne. Intanto la scelta non è tra questi o quelli.
CERTO PERO' CHE NON SONO USCITI PER NON DIFFONDERE VISTO CHE HANNO PRODOTTO UN LORO GIORNALE CHE DIFFONDONO!!!!!!!!!!
Comincia a valutarti come comunista senza che la valutazione dipenda da nessun'altro INTERESSE che quello della tua COSCIENZA COMUNISTA, che non è quella cattolica, o quella autistica, per cui si hanno solo colpe e peccati da espiare senza poter decidere neanche chi è il proprio parroco o il proprio responsabile di circolo.
La COSCIENZA COMUNISTA è innanzitutto responsabilità E NON SARà SUBENDO MENZOGNE, che tu riconosci come tali, che potrai averla tranquilla.
Ciao.


Reply author: obermann111
Replied on: 21/05/2004 20:11:10
Message:

Dunque intervengo in seconda battuta per affermare come lo spirito del mio pezzo si sia ormai completamente perso all'interno di un nugolo di polemiche estremamente speciose ed aderenti a quello che è ormai l'incancrenita caratteristica di chi si pone a sinistra in Italia. Per questo mi auguro che questo argomento venga chiuso e che altresì non venga aperto un inutile forum sui perchè ed i percome di Lotta Comunista.

Davide


Reply author: dalleni
Replied on: 28/05/2004 20:20:59
Message:

caro sandro,
io e te non ci capiamo per nulla: tu parli di coscienza comunista, di partecipazione rivoluzionaria, eccetera. il tuo discorso è piatto piatto sul piano individuale ("la tua coscienza deve essere autonoma dal partito...", dici tu). fai il finto tonto, insomma, e alla grande.
sandro, tu sei marxista e leninista quanto me, sai benissimo che le rivoluzioni non vengono giù dal cielo come la merda dei piccioni, ma vanno preparate, propiziate. bisogna saper cogliere il momento giusto, ci vuole un'organizzazione radicata e disciplinata, che sappia "tramutare la guerra in guerracivile", per dirla alla ilic.
la tua concezione ("Le rivoluzioni non si gestiscono. Sarebbe troppo facile, alla rivoluzione, se se ne è all'altezza, si può, al massimo, partecipare") è a dir poco spontaneista. rosa luxemburg ragionava come te, ed è finita in un fosso con la testa fracassata. ma queste sono polemiche vecchie.
lotta comunista, oggi, non ha le forze per gestire una rivoluzione, ma in futuro, chissà... non dimentichiamo che la fase storica che stiamo vivendo è profondamente controrivoluzionaria, e le potenzialità di lotta comunista sono, in prospettiva, notevoli.


Reply author: SandroG
Replied on: 03/06/2004 17:23:45
Message:

Ciao Dalleni.
Qui parliamo di "ciclo", "fasi", dell'andamento economico e tu riesci a farmi dire che la "coscienza deve essere autonoma dal partito"?????
Ho solo detto che nessuno, nessuno ma proprio nessuno e soprattutto un comunista può demendare responsabilità che gli sono proprie.
Allora le colpe di Stalin sarebbero del partito, dato che Stalin stesso non POTEVA (era nel partito, quello vero) avere una "coscienza autonoma dal partito".
Per il resto non ho mai sentito parlare di "Gestire la rivoluzione", Lenin (non Rosa Luxemburg) deve averne parlato solo con te (voi).
Un parere mi è stato chiesto e io l'ho dato ma sappi, caro Dalleni che puoi continuare a farti dare ragione illustrando le tue tesi al circolo che frequenti piuttosto che sul forum. .... sappi che contento tu contenti tutti.
Ciao.


Reply author: dalleni
Replied on: 03/06/2004 22:30:17
Message:

non ci siamo capiti ancora una volta: di coscienza comunista hai parlato te, e ne hai parlato come qualcosa di individuale, autonoma dal partito. ora, è premesso che uno nel partito ci entra autonomamente e liberamente, dopodichè, però, il partito è il partito, è la parte che si sottomette al tutto.
certo che le colpe di stalin non sono di stalin e basta, bella scoperta: non è l'uomo stalin che ha creato lo stalinismo, ma la situazione storica, il fallimento della rivoluzione tedesca, il formarsi della nuova borghesia in seguito alla nep. stalin è stato l'interprete di una situazione storica. stop.
gestire significa propiziare, lavorare, prepararsi a sfruttare la situazione rivoluzionaria: cosa che lc sta facendo da decenni


Reply author: UgoGenova
Replied on: 08/06/2004 09:11:51
Message:

Ho sentito biene?
".... il partito è il partito"
Che profondità!!! Non sarà un concetto troppo profondo per le masse???
E poi:
"è LA PARTE CHE SI SOTTOMETTE AL TUTTO".
Questo sarebbe il "CENTRALISMO DIALETICO"?
A me pare CENTRALISMO SEGNALETICO (senso unico) od al massimo
DIARRETICO, se ne può solo uscire.
Amen


Reply author: anteo
Replied on: 09/06/2004 14:57:40
Message:

La natura del Partito non è un fatto organizzativo, ma sicuramente l'organizzazione rispecchia la natura del Partito stesso.
L'assioma " il partito prefigura la futura società comunista" è la chiave per vedere l'insieme delle organizzazioni che vorrebbero rappresentare il partito storico. Lotta comunista si avvicina molto alle organizzazioni di vendita-network tipo americano, dove la motivazione è un fattore di riuscita. Mi ricordo una frase di Cervetto: " i militanti doppianmo spremerli come limoni ", ad oggi ho visto tanti e tanti limoni spremuti, spersi e spezzati nel loro essere, proprio come nei reduci dai network di vendita.

Anteo


Reply author: n/a
Replied on: 10/06/2004 12:15:40
Message:

Ciao a tutti.
L'ultima risposta di Anteo ha almeno il pregio di porre sul piatto la questione di cosa deve essere e come deve essere un partito comunista.
Anteo non attribuisce a Lotta Comunista non neanche una dignità (chiamiamola così) "stalinista", per lui non è che un organizzazione tipo "multilevel". Chi non ci crede ha solo da farsi descrivere o partecipare all'attività di una tale organizzazione, es. ErbaLife, senza romperci i timpani con difese il cui unico scopo è quello di aggirare le questioni poste.
Ad esempio sandroG ha messo in discussione i concetti di "crisi" e "ciclo" che Lotta Comunista adopera spensieratamente. Ma gli "spremendi" non vogliono affatto capire. Non diciamo che non vogliano capire noi ma che, in generale, non vogliono capire niente, non conoscono la storia bolscevica ne tanto meno la loro e, tuttosommato non la vogliono neanche conoscere, del resto a che gli servirebbe? Sono un po' come le mogli di un tempo, prima del matrimonio "decidono volontariamente", dopo NO, il matrimonio è il TUTTO, ed è noto come solo i bambini sappiano, o credano, che la parte si debba sottomettere al tutto. SONO SOTTOMESSI e pretendono anche di essere comunisti, rivoluzionari.
Restiamo invece sul terreno posto da Anteo.
Personalmente non credo alle "prefigurazioni". Correlando il partito al comunismo non facciamo che ricondurre le nostre responsabilità ad un idea, e precisamente ad un'idea che possiamo solo delineare a grandi linee, il comunismo appunto.
A mio avviso il partito non è che uno strumento. Come tale deve rispondere ad uno scopo prefisso, il comunismo appunto. Ma una cosa è lo scopo, l'oggetto che si vuol ottenere con lo strumento, altro, appunto, lo strumento, con cui raggiungerlo. Non voglio dilungarmi ma è chiaro come la pialla sia ben diversa dall'oggetto piallato, ecc. ecc..
Per questo si può essere comunisti anche senza partito. Per questo si può volere un oggetto piallato anche senza .... pialla. In generale è così che si raggiunge, si produce, lo "strumento" che soddisfi un qualsiasi scopo.
Se, come comunisti, riconosciamo nella lotta di classe il motore sociale che condurrà al comunismo, riconosciamo anche che il partito è, dovrebbe essere, essenzialmente un partito di questa lotta, della lotta della classe che ha interesse al comunismo. Dunque un partito che fonda (elevi, unisca ...) la concezione della lotta di classe con la classe stessa. Quindi marxista, ecc. ecc.
E' quindi ridicolo stabilire o ripetere pedestramente "schemi" ma non riflettere su "esperienze", di cui quella bolscevica (quella vera, concreta, non quella inventata dal "multilevel leninista") costituisce senza alcun dubbio un punto di riferimento.
Ciao.






Edited by - carlo on 06/10/2004 12:18:59


Reply author: anteo
Replied on: 10/06/2004 18:32:49
Message:

La frase citata " il partito prefigura la società comunista" deve essere utilizzata nel senso che il tipo di lavoro, i rapporti tra compagni, il centralismo e la disciplina nel parito si avvicinano a quanto sarà la futura società umana. La milizia comunista è un fatto di adesione volontario e non frutto di costrizioni e mezzucci da imbonitore. Non fraintendetemi con una concezione di un partito setta dove gli eletti se la raccontano sul privilegio di aver capito tutto e vivere beati.
La polemica se i mezzi giustificano il fine non appartiene al movimento comunista che la supera in maniera dialettica ( hai hai hai) il mezzo è coerente con il fine, la tattica comunista può essere elastica ma non rinnega mai i principi propri. In Russia le cose andarono male quando di fronte alla controrivoluzione avanzante si pretese di adattare i principi alla tattica e non il viceversa, allora avremmo perso comunque il potere in Russia, ma la il partito ( l'internazionale ) non sarebbe escita distrutta, scardinata, dalla scontro.



saluti

Anteo


Reply author: operaio
Replied on: 11/06/2004 01:19:01
Message:

vedo che c'è molta "gente" che non capisce un bel niente,nè di partito nè tanto meno di LOTTA COMUNISTA.
L'analisi tipo sociologo alla Alberoni,fa schifo.
FA VERAMENTE SCHIFO!
Tu Anteo hai tutto dell'anarchico conta palle,degno del più datato
Bakunin.
Carlo,non è certo KARL,ma un'altro anarchico.
SANDROG,è un fallito.
OBERMANN111 un personaggio da Zelig.
I poveri DALLENI,ISIDORO,IVAN si dannano per spiegarsi e perdono il loro tempo.
ADIM interverrà per abbassare i toni...
MA E'ORA DI FINIRLA!
VOI SIETE DEI COMUNISTI!?
Cosa avrebbe detto CERVETTO!?
Ma non vi vergognate!?
Ma andate a lavorare!!!!!!!!!


Reply author: SandroG
Replied on: 14/06/2004 11:35:23
Message:

Ciao a tutti.
Caro Admin, la risposta di "operaio" conferma ciò che ti ho sempre detto a voce:
"NON VALE LA PENA DI PARLARE DI LOTTA COMUNISTA".
Chiacchere fanno e di chiacchiere si accontentano.
Non se la prenda nessuno ma colgo l'occasione per fare cò che avevo previsto: MI RITIRO DA OGNI QUESTIONE RIGUARDANTE LOTTA COMUNISTA.
Ciao ciao.


Reply author: Admin
Replied on: 15/06/2004 16:49:46
Message:

Ciao.
Come sostiene "operaio" (lui sì che ha un lavoro, mica voi!), Admin interviene anche se, onestamente, non vedo acque da calmare. SandroG aveva effetivamente dichiarato essere inutile parlare di "ciclo" di "crisi". Era certo che della "crisi", del "ciclo", anche se non maturano mai, ai lottacomunistardi ... non gliene po' frega' de meno. Si fanno un **** come una corba, lavorano come nessun altro, e poi avrebbero torto???? Impossibile!!!!!
Che uno sia convinto che con lo spirito di sacrificio si risolvano questioni per cui altri comunisti hanno persino (senza risultato) dato la vita, sono affari suoi. Perché invece frequentino "forum" per non accettare la discussione, onestamente non lo capisco. Ad esempio "operaio". Ma chi ha parlato mai di cosa HA DETTO Cervetto, caso mai, qui (immagino nella nostra polemica con Pagine Marxiste) abbiamo citato Cervetto, quindi si tratta di cosa HA SCRITTO, non DETTO. E di cos'ha scritto tutti possono rendersene conto.
In ogni caso ci siamo persi con un "ciao ciao" il già poco entusiasta moderatore.
Così va la vita.
Ciao.


Reply author: Admin
Replied on: 18/06/2004 11:31:46
Message:

Scusate l'aggiunta. Probabilmente "operaio", chiedendo conto di "cos'ha DETTO cervetto", si riferiva a quanto sostenuto da Anteo. Anteo RICORDAVA, evidentemente perché c'era, che Cervetto sosteneva che i militanti bisognava "spremerli come limoni". "Operaio" non può più sentirselo dire da Cervetto, in ogni caso per negare ogni validità alla TESTIMONIANZA di Anteo non basta NEGARLA, trasformarla in una "calunnia" per recitare il ruolo della vittima (che in realtà nessuno si caga, e noi siamo nessuno) quando basterebbe citare dichiarazioni, scritti, e quant'altro possa negare l'affermazione di Anteo. Quant'altro possa dimostrare come falsa la testimonianza di Anteo, che personalmente, colgo qui l'occasione per confermare in toto. Nego invece che l'affermazione fosse caratteristica di cervetto. Era caratteristica infatti di tutti gli emuli che ambivano a porsi al di sopra dei "limoni".
Ciao.



Reply author: damiano
Replied on: 18/06/2004 21:16:10
Message:

ciao a tutti,

sono Damiano - ho conosciuto da poco questo sito però devo dire che è davvero molto interessante.
sono stato anch'io un attivista di Lotta Comunista x alcuni anni e beh non mi pare di essere il solo quì........
Molte riflessioni sono appropriate e spero sinceramente sfocino in qualcosa di più concreto.

Saluti Comunisti



Reply author: IVAN
Replied on: 06/09/2004 03:27:54
Message:

Io voglio capire:per voi cos'è un partito marxista,rivoluzionario?
Io sono con LOTTA COMUNISTA da qualche anno,la conosco da almeno 15 anni,sono loro che mi hanno fatto conoscere il marxismo,invitato non solo a leggere Cervetto,ma Marx,Engels,Trotskij,andare alle fonti letterarie,alla teoria.Ho conosciuto degli uomini,ho imparato e capito perchè chiamarli compagni:uomini probi,senza dubbio.
Io,per voi sarei solo un inconsapevole limone.
Questa sensazione acre però io non l'ho provata.
Mi hanno fatto ragionare,e questo lo chiamate lavaggio del cervello.
Mi hanno invitato a partecipare ad ogni loro iniziativa,e per voi sarei solo un galoppino.
Mi hanno procurato li libri introvabili,perchè invendibili vista la moda politica,e sarei vittima di uno squallido multilevel.
Signori,ma da che parte state vedendo la realtà?
Cosa mai vi avrebbe fatto LOTTA COMUNISTA?
E' possibile che voi abbiate ragione:tutto è possibile.
Si può passare su tutti i vostri errori teorici:non si può sapere tutto.
Si può accettare che la vostra particolare esperienza personale con qualche spartano componente del partito:neanche Lenin sembra fosse stato particolarmente simpatico.
Si può capire che la pratica è noiosa:la domenica mattina è più comodo stare a casa che andare al circolo.
Quello che però non è tollerabile,è la menzogna,la calunia.
Io non voglio difendere nessun dirigente del partito,nessun "centralismo".I fatti hanno la testa dura,per dirla alla Cervetto,e la storia darà il suo verdetto,statene certi.
Per ora statene fuori,è meglio per tutti.
Avete paura di essere sfruttati!Il partito deve rispecchiare la società futura!Signori,ma tutti noi viviamo in una società sfruttatrice per eccellenza,il capitalismo!Siamo sfruttati dal partito,e allora?Il lavoro,quello produttivo,e il risultato di un sfruttamento,qualsiasi lavoro.Quello che conta è cosa muove tale pluslavoro.Se tale movimento,il partito,favorisce il proletariato,bene.In caso contrario,si rema contro.Guardate cosa Stalin ha fatto del lavoro di Lenin.
Bene.Il limone si è spremuto abbastanza...
Buona fortuna compagni signori!


Reply author: Admin
Replied on: 06/09/2004 12:01:07
Message:

Ciao Ivan.
Ti risentiamo con piacere ma devo ancora una volta ricordare che il Forum NON E' Rotta Comunista. Se un compagno ritiene che il bordighismo sia la strada da percorrere, non gli risparmieremo le nostre critiche, ma è un suo diritto NON UNA NOSTRA COLPA.
In particolare te la prendi con Anteo per la sua definizione di un buon multi-level editoriale (che condivido, "squallido" te lo sei aggiunto tu), affibbiata a Lotta Comunista. non voglio rispondere al posto suo ma non puoi dire che sia un affermazione gratuita. Anteo conosce, certamente più di te ma concedi che la conosca almeno quanto te, Lotta Comunista e la definizione che ne ha dato l'ha ricavata dalla sua esperienza pratica: è quindi un giudizio, una valutazione, NON E UNA MENZOGNA, NON E' UNA CALUNNIA.
Non è invece Lotta Comunista che sostiene che a Milano un nutrito gruppo di ex-militanti sia uscito PER NON DIFFONDERE???? Questa è una CALUNNIA BELLA E BUONA, dimostrata come tale dalla loro pubblicazione "Pagine Marxiste". Pubblicherebbero un giornale per non diffonderlo??????
Idem per quelli di Roma, per quelli di Livorno (pubblicano ... ancora "L'internazionale"), per gli studenti qui a genova, tutti usciti per non fare fatica, per non andare al circolo la domenica mattina salvo poi subire picchettaggi di Lotta Comunista per non fargli fare riunioni ... alla domenica mattina!!!!!

La storia dei "limoni" è letteralmente da tratta da una frase nota e ripetuta IN LOTTA COMUNISTA, da "dirigenti" di Lotta Comunista. Prenditela con loro non con chi non la condivide riggettandola. Dunque anche questa NON E UNA MENZOGNA, NON E' UNA CALUNNIA.
Sulla questione che il partito debba riflettere la società futura (che NON condivido) ti risponderà, se crede, Anteo ma che il lavoro di partito debba essere uno "sfruttamento" questa te la sei inventata per l'occasione. Dove e quando mai Cervetto ha fatto simili o parasimili affermazioni????? Se non è farina del tuo sacco è del sacco degli eredi di Cervetto che NON POSSONO che relegarla dell'alveo delle CONFIDENZE che Cervetto avrebbe fatto solo e soltanto a loro. Se te la bevi cavoli tuoi.
Cevetto inoltre non c'entra proprio niente col noto detto, un proverbio (scienza???), che i "fatti hanno la testa dura". Infatti da oltre 40 anni Lotta Comunista si spaccia per il partito della classe operaia senza riuscirci. Non mi pare un caso ma un semplice fatto dalla testa dura.
Cosa c'entri poi il mai tanto vituperato Lenin vorrei tanto sapere. Non siete più astensionisti "strategici"??? Tenete regolarmente i vostri congressi regolati da uno statuto (per il quale Lenin condusse una memorabile battaglia nel POSDR)???? Scrivete libri per confutare tesi altrui, anche su posizioni interne al partito??????
Siete dunque per il centralismo democratico?????
Non basta accoppiare alla parola "sfruttamento" quella di "partito" per mettere tutti gli altri dall'altra parte della barricata (si fa per dire...). Il/un partito si giudica per il suo statuto, per il suo programma, per la sua linea politica, non per la "fatica" con cui se ne fa parte. Questa è una concezione cattolica, religiosa, che non solo non impedisce di compiere "fatica" ma anzi la sublima elevandola a metro di giudizio, valutazione, con cui surrogare la natura sociale di un gruppo con la natura individuale di chi è chiamato a compiere quella "fatica" in quel gruppo.
D'altro canto ti arroghi il diritto di criticare che sta dall'altra parte della barricata ma ti stupisci che altri compiano l'identico atto chiedentoti cosa mai ci abbia fatto Lotta Comunista. Sappi caro Ivan che la politica è fatta così, una posizione critica l'altra, e te ne stupisci solo tu, ingenuamente, richiedendo invece, agli altri, una specifica patente che li abiliti ad un simile atto sacrilego.
Bene bene. Dunque ci hai ben mostrato cosa Stalin ne abbia fatto del lavoro di Lenin.
Anche questa della calunnia era una ben nota arma del "leninismo" di Stalin. E' anche una speranza, un'ambizione, di Lotta Comunista, il suo sogno nel cassetto ... essere calunniata. Cerca invece di restare nel merito delle questioni. Rispondi, ad esempio, alla nostra critica a "Pagine marxiste" che, all'epoca, accusavamo di essere Cervettiane. Rispondi esponendo i nostri "errori teorici", te ne saremo grati.
Bene compagno signore (), contento tu contenti tutti, resta pure dove sei che qui nessuno si sogna di venire da te.


Reply author: IVAN
Replied on: 06/09/2004 16:53:43
Message:

Bravo.
Il limone non ci stà però a farsi dare del pretino,del religioso:questa è una tua interpretazione,lontanissima dalla realtà.
Non ho mai parlato di "fatica",ma di lavoro produttivo,che è lavoro che produce più di quello che consuma:in questo senso,il lavoro per partito,se coerente con una vera politica marxista,esige di "dare"più di quello che si riceve;e non è affatto un punto di vista religioso,ma dettato dal metodo di produzione che più ha avuto successo nella storia,il capitalismo.Mi spiego:non c'è un modo proletario di lavorare,c'è solo un modo efficace di lavorare.
La calunia esiste,perchè io non mi sento fruttato,come si sostiene.


Reply author: anteo
Replied on: 06/09/2004 20:48:14
Message:

Mi si tira per la giacca e torno a scrivere alcune considerazioni.
Tutti i meccanismi di coercizione fanno male al partito, sono energie che vanno di fatto verso lo scontro e non il piacere di lavore insieme.
Tutti i meccansimi di calunnia personale fanno male al partito perchè non chiariscono le questioni di sostanza.
Il culto del capo è sbagliato, bisognerebbe avere il culto dei principi e del programma comunista.
La boria di essere i migliori lasciamola ai cretini, accontentiamoci di difendere le nostre posizioni con onestà e coerenza, con questo approccio è possibile anche cambiare idea.
Andrebbe ricordato che sia Lenin che troskj, nonstante fossero a capo del movimento comunista campavano delle loro traduzioni. Il mito del rivoluzionario di professione è un prodotto dello stalinimo, vivere oggi in fase non clandestina dello stipendio di partito è una mostruosità.
Un partito comunista deve essere aperto nel senso che il suo programma e conosciuto da tutti e che i suoi indirizzi tattici ne sono la conferma.
Questo non vuol dire che agli ultimi arrivati bisogna raccontare tutti i fatti interni del partito, ma che anche l'ultima ruota del carro può dare il suo contributo.

Saluti

Anteo



Reply author: Admin
Replied on: 07/09/2004 12:30:03
Message:

Ciao Ivan.
OK. Sarà anche soltanto il mio parere, argomentato, ma certo non è una calunnia.
La frase incriminata, con cui si dava lustro il dichiarante di Lotta Comunista era: SPREMUTI COME LIMONI (quelli che usciti ... non quelli rimasti, che caso mai rientrerebbero, sempre secondo i dichiaranti, nella categoria dei limoni non ancora spremuti).
Che poi tu sia, ti senta, non sia, non ti senta, un limone è una tua valutazione che non ci sogniamo neanche lontamente di mettere in dubbio. E' una questione privata, NON POLITICA, altrimenti che per te.
NON SPERARE IN CALUNNIE, CIO' CHE AFFERMIAMO QUI NON E' CHE IL FRUTTO DI ESPERIENZA. NOTRA, NOSTRA, NOSTRA, CHE SENTIAMO NON SOLO IL DOVERE DI CRITICARE MA ANCHE IL DIRITTO, CUI NON RINUNCEREMO A NESSUN COSTO.
PERCHE' COME TUTTI SANNO DIETRO LA STORIELLA DELLE CALUNNIE SI PRETENDEREBBE GIUSTIFICARE MINACCE E PUNIZIONI VARIE DI CUI TU, SE CREDI, PUOI ANCHE ESSERE COMPLICE, MA SMETTI I PANNI DELLA VITTIMELLA!!!!!
Cosa c'entra il lavoro proletario?????? Per noi esiste solo il lavoro SALARIATO.
Il tuo modo efficace di lavorare (dare più di quanto si riceve) lo si ritrova in tutte le società, anche in quelle precapitalistiche, scisse in classi.
Non si tratta affatto di piu o meno ma di COSA produrre. Che un partito politico possa essere valutato per l'efficienza con cui vende una qualsiasi cosa è una tua opinione, liberissimo di sostenerla, ma non è la mia.
Ti assicuro che il tuo accettare tutto ciò che non condividiamo non ci turba più di tanto. Vediamo bene che sei cosciente che, oltre a ritenersi PARTITO-SCIENZA, il tuo sia anche un SEDICENTE PARTITO-AZIENDA.
Caso mai prova, qualche volta, anche a restare in argomento. Avevi malamente citato Lenin (piuttosto che Cervetto!!!), in difesa dell'astensionismo "strategico", perchè cambi CONTINUAMENTE discorso DIVENTANDO IMPRODUTTIVO ED INEFFICACE?????
Ciao.
P.S. Non sarei così categorico, ma nella sostanza un OK per Anteo che saluto.




Reply author: IVAN
Replied on: 08/09/2004 00:32:25
Message:

Anteo scrive:
"Mi si tira per la giacca e torno a scrivere alcune considerazioni.
Tutti i meccanismi di coercizione fanno male al partito, sono energie che vanno di fatto verso lo scontro e non il piacere di lavore insieme.
Tutti i meccansimi di calunnia personale fanno male al partito perchè non chiariscono le questioni di sostanza.
Il culto del capo è sbagliato, bisognerebbe avere il culto dei principi e del programma comunista.
La boria di essere i migliori lasciamola ai cretini, accontentiamoci di difendere le nostre posizioni con onestà e coerenza, con questo approccio è possibile anche cambiare idea."
Può sembrare strano,ma io limone stalinista,sono d'accordo.
Ora veniamo ad Admin.
Di realtà c'è ne una sola.L'esperienze però possono essere diverse,ed è una difficoltà a tutti i livelli:esprimersi in modo efficace,intendersi senza ambiguità è difficile.Uomini diversi possono avere esperienze diverse,ma la percezione non può dare interpretazioni opposte,se l'esperienza avuta è sufficientemente significativa,ripetuta.Ora dalle tue opinioni e da altre che ho letto in questo forum,viene sostenuto che a tutti i livelli,teorici e pratici,LOTTA COMUNISTA è in errore,e non solo:si sbaglia sapendo di sbagliare.Io non sono d'accordo,è una opinione,come la vostra.Io però mi chiedo:come è possibile che io veda rosso,dove voi vedete nero?Come è possibile che,dove voi vi siete scottati,io non nemmeno l'abbronzatura?Se dicessero che mia madre è un criminale nazista,penserei che è una calunnia,senza dubbio.Ecco,c'è chi in questo forum,ha argomenti che io considero vere calunie,perchè non solo viene sostenuta un'esperienza diversa nel contatto con il partito,legitimamente,ma che sia OGGETTIVO,CHE SIA LA PRASSI DEL PARTITO,prendere in giro chi vi aderisce.Non è così?E se no,cosa vuol dire,LOTTA COMUNISTA è una struttura organizzata tipo network di vendita all'americana?Io ho l'idea,per me fondatissima,di aderire ad un partito rivoluzionario.Qualcuno potrà dire,ligittimamente il contrario:ma chi sostiene il contrario,non con argomenti teorico-pratici,dice che noi limoni,contenti di esserlo,non solo non abbiamo capito nulla,ma aderiamo incosapevolmente ad una società tipo multilevel,una catena di sant'Antonio,il cui scopo è fare soldi,non politica,ma soldi.Non un partito rivoluzionario,ma baraccone da vecchio west,un paese dei balocchi,dove,non i limoni ma i somari,faranno una brutta fine.
Ma ammettiamo,che LOTTA COMUNISTA,anche con le più marxiste intenzioni,in realtà abbia sbagliato tutto.C'è qualche alternativa?
C'è un gruppo di compagni consapevoli,preparati,coscenti delle difficoltà di fondare un nuovo partito rivoluzionario?Da quali esperienze ripartire?Da Cervetto,da Lenin,da Marx?
Che fare?
Senz'altro non si può partire dal nulla,non è simplicemente possibile,non stà nella realtà del movimento storico in generale:lo stesso marxismo,come scienza,è lo sviluppo di dottrine filosofiche,economiche,politiche precedenti,portate fino alle sue più estreme conseguenze logiche.
Ogni rivoluzionario sà,che dovrà lottare per la causa,in ogni sede,formale od informale,agire controcorrente,in ogni istituzione,assemblea,gruppo,anche più reazionario,stare al fianco dei lacchè del sistema.Premesso questo,perchè non restare in LOTTA COMUNISTA allora?Cercare di cambiare il partito dal suo interno.Una eventualità del genere deve essere vagliata da chi si oppone all'attuale dirigenza.Non è solo una possibilità logica,è praticabile.
L'impossibilità deve essere dimostrata.La chiave del problema,a mio parere,stà nel ricambio generazionale,e non solo in questo:le capacità individuali sono condizione neccessaria,ma non sufficiente.Nessuna organizzazione seria,può delegare delle responsabilità a degli incapaci.Ora ogni dirigenza coscente di ciò,sà che è più difficile trovare dei burattini,ma capaci,che solamente dei capaci ma autonomi.Una dittatura personale,od una olidarchia,è intrisicamente debole proprio per questo motivo.Tutto và considerato in modo dialettico,ci vorrebbero uomini capaci,decisi e condizioni favorevoli.Si potrebbe sostenere che il partito non è cosa seria,ma allora dovrebbe spiegare come questo scherzo sia durato così tanto,e cercare di renderlo veramente un partito rivoluzionario.
A mio parere quindi,voi avete a vostra disposizione,tutte le possibilità,basta agire.
In quanto concetto di PARTITO-AZIENDA,non era assolutamente quello che volevo dire.
Io sostengo che esistono pochi modi di rendere il lavoro produttivo,qualsiasi tipo di lavoro,che sia pratico o teorico.
Con lavoro produttivo,intendo quell'attività che produce beni e servizi,più di quelli che impiega nella sua attività:è il secreto della ricchezza del capitalismo.Ora il concetto sviluppo del capitalismo,uguale sviluppo del proletariato,deve essere visto anche dal punto di vista del partito rivoluzionario.L'incremento della produttività del lavoro,ha permesso al proletariato più tempo libero,denaro,insomma,ha creato le condizioni per l'attività rivoluzionaria.Le attività di partito sono condizionate dà ciò,ma per rendere al massimo il contributo materiale della classe,esso si deve organizzare in modo efficacemente produttivo.Attività teoriche e pratiche rivoluzionarie sono il plusvalore prodotto dal partito,e ogni dirigente,funzionario,membro o simpatizzante è tenuto a contribuire nel limite delle sue capacità.Con quale pluslavoro abbia contribuito Lenin alla causa del movimento rivoluzionario,tutti possiamo constatarlo:vivere di traduzioni,e produrre capolavori di teoria marxista,rende l'idea di quale plusvalore ha bisogno un partito rivoluzionario.Tale richiesta di pluslavoro,può fare insorgere
il mito del limoni premuti a dovere,dei somari da soma.Chi crede di entrare in un circolo operaio ed uscire dalla socità che lo condiziona in tutto,si sbaglia completamente.Le nostre catene,che sono i rapporti di produzione,possono essere usate contro gli fruttatori,ribaltargli addosso la dialettica del lavoro come merce:lavorare capitalisticamente per noi,e non per loro.Il comunismo è la distruzione dei rapporti di produzione del capitalismo,ma noi dobbiamo emulare questo metodo di produzione,perchè produce più di quello che consuma,fà raggiungere lo scopo.Lo sò benissimo che l'imperialismo,fase matura del capitalismo,distrugge più di quello che produce,ma noi useremo il metodo di produzione in chiave rivoluzionaria,allo stesso modo della borghesia rivoluzionaria.
Spero di essermi spiegato.
Ho citato Lenin perchè era il caso di farlo:sostiene perchè entrare in parlamento:c'è una rivoluzione borghese,non la RIVOLUZIONE PROLETARIA!I proletari non hanno bisogno del parlamento per fare la RIVOLUZIONE.
Ho citato anche Marx:qualche commento?



Reply author: Admin
Replied on: 10/09/2004 12:43:24
Message:

Avviso. Non so perché ma Ivan ha continuato l'argomento stto la voce "alcune domande". gli interessati possono seguire la questione sotto quella voce.
Ciao.


Reply author: mariettoros
Replied on: 11/09/2004 15:43:39
Message:

Salve a tutti.

E' il mio primo post, e non ho avuto ancora tempo di leggere tutti gli interventi, quindi siate clementi nel caso qualcuno avesse già scritto a proposito di quanto segue.

A proposito di picchetti e menzogne di Lotta Comunista contro frazioni distaccate dal partito...

mi risulta che nei giorni scorsi, a Genova (la città in cui studio), ci sia stata una rissa in cui un ex compagno, che qui chiamerò A e forse fa parte di Rotta Comunista, e alcuni diffusori in via Balbi (dove ha sede la segreteria dell'università, per chi non conoscesse la città).

Dopo una prima lite, dove pare siano volati alcuni schiaffi, mi risulta che sia stato preparato un "comitato d'accoglienza" per A, composto da membri del servizio d'ordine di Lotta tra cui un ex pugile. Quando poi è passato nuovamente di lì l'hanno preso, l'hanno portato in un vicolo e l'hanno pestato.

Tutto ciò l'ho sentito dire da gente di Lotta comunista, in quanto in passato ne ho fatto parte anche io e conosco tutt'ora un po' di compagni.

Secondo loro, l'ex compagno A avrebbe aggredito un diffusore. La cosa è poco convincente, visto che in questo periodo in quella via ci sono normalmente decine di attivisti (periodo delle immatricolazioni...).

Qualcuno qui mi sa dare delucidazioni in merito? Specialmente se quel compagno fa parte di Rotta comunista, cosa di cui non sono sicuro, mi interesserebbe avere la sua (o la vostra ) versione dei fatti. O quella di altri eventuali testimoni. Se non altro per essere in grado di valutare meglio i fatti, visto che non mi piace giudicare arbitrariamente le persone e i gruppi basandomi su un solo (evidentemente fazioso) punto di vista.

Grazie mille e saluti a tutti.

Mario.


Reply author: Gianni
Replied on: 11/09/2004 16:41:40
Message:

Salve mi chiamo Gianni - ho conosciuto da poco tempo questo sito e questo forum e volevo esprimere la mia opinine.
Ho militato per 4 anni come attivista nel "partito" di Lotta Comunista, il Partito per eccellenza per gli autonominati "leninisti".
Di ex in giro pare ce ne siano parecchi , su questo forum alcuni criticano i vecchi idoli, ma le loro argomentazioni mi paiono un pò fiacche , denotano scarsa comprensione ( secondo me) di Lotcom.
LC non solo non è un partito comunista, essa in realtà non è neanche un partito - è semplicemente una ditta che ha come scopo l' accumulo di denaro tramite lo smercio del marchio "Comunismo".
Il giornale ed i libri, la cui qualità tra l' altro è in caduta libera, sono solo i mezzi atti a selezionare i "polli" destinati alla spellatura, in quanto non sono questi a fare cassa ma i sostegni ottenuti dal raggiro dei compratori.Chiunque abbia fatto lavoro ( ops.. il vero lavoro è retribuito con tanto di contributi, forse dovrei parlare di sfruttamento ) sulle case, la fatidica diffusione, sa benissimo che lo scopo del tutto consiste nel trasformare il compratore in sostenitore , indi, saturata l' area, passare ad altra zona . Ai pochi stipendiati ( super-sfruttati oltre tutto ) si affiancano "babbei" ( posso dirlo xchè sono stato uno di loro..) che gratuitamente si rovinano l' esistenza per ingrossare i conti in banca di Pastorino,La Barbera e soci pensando invece di favorire la diffusione del marxismo tra la gente.
In realtà in quella baracca di cosa sia il marxismo, chi siano stati Marx,Engels,Lenin,Labriola,Bordiga o Durruti non ne hanno la benchè minima idea - sapere non fa cassa, indi xchè preoccuparsi.
Il comunismo specchietto x le allodole, ossia x attirare studenti inesperti/volenterosi poichè un lavoratore i loro trucchi li sgama subito. Selezionati i più addomesticabili o motivati, li si sottopone ad un vero e proprio processo studiato e calibrato x renderli psicologicamente dipendenti da un partito presentato come metafisico e trascendentale; tutte le vigliaccate sono tentate,ripetute,sistematizzate fino a che l' apprendista rivoluzionario (esasperato) molla l' osso oppure diventa mulo da soma, fontana di soldi per gli stipendi dei nostri rivoluzionari di professione. Il fanatismo acefalo, l' ossessiva ripetizione di frasi senza senso, la subordinazione a presunti esseri infallibili detentori di magiche formule solo da loro comprensibili - il marxismo, la dialettica, la strategia genovese (forse una variante "rossa" del più famoso pesto) - la fedeltà alle brame boriose di qualche capetto di provincia sono esaltati e presentati come l' infallibile ricetta testata dai mitici bolscevichi russi.
Ogni domanda elusa , ogni tentativo di apportare contributi autonomi nel senso di un impegno politico contrapposto alla raccolta di denaro, considerato tradimento del bene del Partito e della Causa. Chiunque provi una protesta o chieda semplicemente spiegazioni è deriso e denigrato pubblicamente, additato come essere inferiore, indegno del grande Pastorino - quello che ( parole di una militante ) fa paura... Insomma se vuoi il bene del partito ( o dei ns portafogli...) fai quello che ti viene detto xchè Pastorino ( nulla di personale verso di lui...non gli ho neppure mai parlato ) "ha sempre ragione" come mi disse una volta la stessa militante di prima.
E se la ghettizzazione non è sufficiente si minaccia l' aggressione, magari ( è il mio caso ) allargata anche ai familiari di sangue od acquisiti. I "capi" sono in tutto e per tutto i proprietari di una ditta in cui il dipendente sfruttato non ha diritto né di gestione né di consultazione.
LC non raccoglie fondi per portare avanti una linea politica, ma finge di fare politica per potersi riempire le tasche. Chi non ricorda l' attivista/diffusore che, colpevole di essere stato il titolare dell' iniziativa meno lucrosa, viene sottoposto ad un vero e proprio linciaggio morale. Chi, andandosene,non è stato minacciato se non avesse tenuto il becco chiuso o se si fosse messo in testa di continuare l' attività politica altrove - mi sembra ancora di sentire un esimio attivista, apprendista scienziato ( anzi, cialtrone xchè ignorante)e figlio di militanti, pontificare sui danni del maoismo senza sapere che tale termine deriva dalla persona di Mao, ovviamente anch'esso sconosciuto come le vicende ad esso relative. E il bello è che tale personaggio veniva additato come esempio politico ed umano da seguire. Sempre meglio di quella compagna - militante full time - che mi redarguiva per aver comprato testi politici di varia natura da mettere a disposizione ( gratuita..) dei compagni più giovani o meno istruiti.
In sostanza ripetere, anzi gridare, i vuoti slogan confezionati da chi sa tutto ed è infallibile - per il resto << altro che sta roba - se vuoi fare qualcosa x noi, dacci il denaro, daccelo subito,più che puoi,non lo sprecare >>.
Il sogno di ogni signor padrone consiste nel riuscire a far identificare i "suoi" lavoratori con la sua ditta che li sfrutta; in questo Pastorino & Co. ci sono riusciti in pieno xchè i "leninisti" non possono dirti << o mi fai 10 ore di straordinario o sei fuori >> x cui usano tutti i trucchi psicologici ed emotivi.
Il ricorso , infine, alla minaccia od addirittura all' aggressione dell' avversario mostra solo lo stato moribondo ( vedi un comitato - Livorno - uscito in blocco) di questa organizzazione.
Mi scuso per l' eccesiva prolissità dell'intervento.
Cordiali Saluti

Gianni


Reply author: IVAN
Replied on: 13/09/2004 22:26:50
Message:

Ciao Gianni.
Cosa dobbiamo fare?Ha senso un partito rivoluzionario oggi?A Livorno
cosa stanno facendo?Tu sei ancora marxista,o hai mollato tutto?
Io voglio capire.
Un sicero saluto.


Reply author: mariettoros
Replied on: 16/09/2004 15:37:12
Message:

Ciao Ivan.

quote:

Cosa dobbiamo fare?Ha senso un partito rivoluzionario oggi?



Secondo me ha senso eccome, oggi, un partito rivoluzionario. Solo, dobbiamo essere in grado di riconoscere e superare gli errori di LotCom.

Personalmente sto cercando di chiarirmi al riguardo. Sto cercando di capire se e come funziona, se è davvero un partito rivoluzionario, eccetera. Devo ammettere che alcuni messaggi di questo forum sono stati molto utili per chiarirmi le idee, soprattutto per farmi capire che alcune sensazioni che nutrivo circa il partito forse non sono solo cazzate da visionario complottista (LotCom come partito troppo rigido, o come società privata che sfrutta ignari sostenitori...).

Quanto al futuro, se uscisse fuori che tutte queste sensazioni hanno un riscontro nella realtà, penso che si debba ricreare un partito simile, ma fortemente riorganizzato. Ad esempio più aperto al dialogo con la base (il che non vuol dire necessariamente adeguarsi a tutte le mode del momento, se tale dialogo parte da alcuni punti imprescindibili indicati in uno statuto chiaro...). O, se vogliamo mantenere un forte centralismo, che almeno sia dotato di meccanismi di controllo interno, capaci di controllare i capi e in grado eventualmente di sostituirli.

Chiaramente questi sono solo suggerimenti molto generici e, per certi versi, campati per aria. D'altra parte un serio partito rivoluzionario non si può certo organizzare in cinque minuti rispondendo a un forum, no?

quote:

A Livorno cosa stanno facendo?Tu sei ancora marxista,o hai mollato tutto?



Sottoscrivo. In effetti sono abbastanza curioso.

Ciao a tutti.

Mario.

Edited by - mariettoros on 09/16/2004 15:41:00


Reply author: Labriola
Replied on: 17/09/2004 10:20:47
Message:

Ciao MariettoRos.
dato che nessun “testimone” si è fatto avanti, ti rispondo io.
Quello che tu chiami “compagno A” partecipa veramente al lavoro di Rotta Comunista e quel giorno stava andando in Via Balbi 5 per dei documenti universitari. Anch’io partecipo a Rotta Comunista ed anch’io quella mattina sono passato in via Balbi prima che ci passasse “A”, attraversando normalmente il nutrito gruppo di diffusori di Lotta Comunista con cui ci siamo salutati (li conosco, come li conosce “A”) .
E’ poi passato il compagno “A” con cui è avvenuto il fatto, la cui versione definisci tu stesso “poco convincente”, come anche un messaggio di “Gianni”, presentatosi come un ex NON di Rotta Comunista, che testimonia del costume, “per niente convincente”, in Lotta Comunista.
Fatto sta che, nella stessa mattinata, quello che mi è sembrato un responsabile di Lotta Comunista, mi ha cercato in facoltà per parlarmi. Solo nel pomeriggio, venuto a conoscenza dei fatti, il sottoscritto è riuscito a interpretare il monologo fattomi da quello di Lotta Comunista, come una giustificazione/spiegazione degli avvenimenti del mattino. Il trattamento differenziato, il mio da quello riservato ad “A”, sottintende, a mio avviso, che comunque che la lite abbia rivestito un carattere personale, piuttosto che politico nei confronti di Rotta Comunista cui “appartengo” ben anch’io. Tale carattere è confermato, per parte nostra, anche da “A”. Infatti la lite si è svolta téte-a-téte diciamo con "B", naturalmente condita da dispute su presunte calunnie e reali minacce, soprattutto su di un presunta, futura, eventuale, diffusione di materiale di Rotta Comunista in via Balbi. Insomma una roba stile “terminator”, una lite per predeterminare il futuro, in cui uno dichiarava che diffonderà, l’altro che glielo impedirà. Il bello è che dopo una prima lite ce n’è stata pure una seconda (quasi nello stile che descrivi … contro UNO!!!), dimostrando che anche su queste questioni … termitoriane, in Lotta Comunista “lo stile è l’uomo”.


Reply author: Gianni
Replied on: 17/09/2004 16:41:28
Message:

Innanzi tutto mi scuso x il ritardo con cui rispondo - però non ho una connesione domestica e devo "arrangiarmi".

Per quanto riguarda il gruppo di Livorno di cui Ivan mi chiede dico che io non ho nessun rapporto con loro anche se so che continuano a far politica con un proprio organo "L' Internazionale" di cui c'è anche il link su questo sito alla voce "Miscellanea".
Per quanto mi riguarda direttamente io mi considero ancora marxista ed internazionalista ( per quanto può materialisticamente valere ciò che uno pensa di se stesso...) e ti posso dire che sono in contatto con un' altra compagine - certo non "forte" come Lotcom - ma x me maggiormente valida.

Cordiali Saluti.


Reply author: IVAN
Replied on: 22/09/2004 00:42:17
Message:

ciao gianni.
grazie di avermi risposto,ma a quale compagine ti riferisci?si può sapere?
a presto!


Reply author: Admin
Replied on: 29/09/2004 12:07:09
Message:

Ciao Ivan + Marietto + Gianni.
Scusate il ritardo con cui intervengo ma mi era sembrato giusto attendere eventuali risposte dal Circolo Comunista di Livorno ed anche da Gianni.
Concordo con marietto. Un partito rivoluzionario ha senso, eccome se ha senso.
Comunqe abbia ragione, Gianni non può dimenticare che la pratica di qualsiasi organizzazione è comunque un risultato. Rigettabile quanto si vuole, quanto si deve, ma comunque un risultato, il prodotto di un percorso. Se non si vuol ripercorre la strda che portato a quel risultato, non basta uno "statuto", bisogna prenderne un'altra.
L'errore è nella testa prima che nelle gambe. Può darsi che Cervetto, ad un certo punto, si sia ridotto ad accontentarsi di un multilevel-editoriale ma nessuno può affermare serenamente che sia partito con quello scopo. L'errore, se vogliamo chiamrlo così piuttosto che "disarmo teorico", sono una questione, appunto teorica non solo pratica.
MariettoRos studia a Genova, potrebbe farsi vivo con noi scrivendo alla redazione una mail per incontrarsi, perchè vorrei tanto sapere cosa pensa che stiamo facendo qui con questa discussione e su questo sito, chiacchiere per passare il tempo?
Ciò vale anche per Ivan, ma credo, suppongo, che lui non sia altro che un Antonio che conosco già. Lui spera sempre nella risposta successiva ad una domanda altrettanto successiva. Prima faceva l'ortodosso di Lotta Comunista, poi è passato a fare lo stupito insistendo per sapere dove è andato a finire Gianni. Caro Ivan anche Gianni continua a fare attività pur senza Lotta Comunista, questo il punto. Tu non vedi l'ora di poter criticare la sua scelta per ribadire che non c'è niente di meglio che Lotta Comunista. Senza sapere che contro l'identico ragionamento Lotta Comunista è NATA. All'epoca questi ragionamenti erano accampati dal PCI che accettava tutte le critiche ma .. in fondo cosa c'era di meglio? Quei due, DUE, di Comunista? Non sarebbe neglio discuterne all'interno?. Ma lotta comunista non ha la forza del PCI di allora quindi non parla, anzi persino le espulsioni anziché essere rese pubbliche per difendere l'organizzazione restano segrete, così come in generale non discute, ne affronta temi che possano essere discussi. Un comunista può, naturalmente, avere molti difetti, come chiunque altro, ma non quello di essere inconseguente, mediucchiando un'esistenza sottomesssa e rimandando ad un futuro radioso quella di una partecipazione cosciente ad un lavoro comunista.
Sul lavoro del circolo di Livorno dirò solo che svolgono la loro attività, anch'essi pur senza Lotta Comunista. Il loro giornale circola e sul sito (menu link) potrete trovare il loro recapito e ntel per avere informazioni dirette. Per parte mia aggiungo solo che la loro scissione è stata causata da questioni organizzative piuttosto che teoriche, seguendo poi un percorso che li ha portati al trotzkismo (Lutte Ouvriere).
Ciao.



Reply author: Admin
Replied on: 29/09/2004 12:56:35
Message:

Ancora una cosa.
Pare, dico pare, che ad Alessandria sia uscito, ammesso che ci siano mai stati, un indefinito numero di compagni da Lotta Comunista. Qualcuno ne sa di più? E' vero o no?
Ciao.



Reply author: IVAN
Replied on: 30/09/2004 17:40:46
Message:

Ciao Admin.
Ci risiamo,non riesco a spiegarmi,o cosa?
"Lui spera sempre nella risposta successiva ad una domanda altrettanto successiva."Ma il forum,non ha questo scopo?Non si tratta di confrontare tesi diverse,esperienze diverse?
"Prima faceva l'ortodosso di Lotta Comunista, poi è passato a fare lo stupito insistendo per sapere dove è andato a finire Gianni."Io non volglio convertire nessuno all'ortodossia lottacomunarda,se mai c'è,ma solo essere e parlare da marxista.Lo stupido,lo faccio con le ragazze,e non con i comunisti.'Che non posso parlare con Gianni?Non puoi concepire che uno di LOTTA COMUNISTA,possa parlare con chi non è più nel partito:io discuto con tutti.
"Caro Ivan anche Gianni continua a fare attività pur senza Lotta Comunista, questo il punto."Prima mi dai dello stupido,e poi del caro:deciditi a chiamarmi compagno!E allora questo dovrebbe stupirmi,secondo te?Gianni continua ad essere un militante comunista,è entrato e restato nel partito,perchè ci credeva.Poi ne è uscito,una sua libera scelta,ma IL PUNTO è,che è restato marxista:il partito non lo ha ammazzato ideologicamente,non poteva accadere.
"Tu non vedi l'ora di poter criticare la sua scelta per ribadire che non c'è niente di meglio che Lotta Comunista."Si e allora?Ho già detto che non si parte dal nulla,e LOTTA COMUNISTA è qualcosa.Se qualche compagno esce dal partito,lo fà senz'altro non a cuor leggero.
Perchè?Perchè è un comunista,e senza dubbio,ha cercato attivamente di esserlo nel partito.Difatto,uscendo,dichiara la sua esperienza e quella collettiva,un fallimento.
(continua)


Reply author: Admin
Replied on: 01/10/2004 09:29:11
Message:

Ciao Ivan.
Attento ..... stupiTo,stupiTo non stupiDo. Che cacchio!!!
Tu dici che sarebbe un pregio del partito non dissanguare la passione marxista nei compagni che escono ... tanto è vero che Gianni ....
Infatti tutta la polemica sulla questione dei limoni (loro tesi) è che non ce la fanno più rendersela credibile. Sul forum puoi verificare la veridicità della cosa.
Cioè non possono più vantarsene. Sempre più compagni escono RESTANDO TALI!!! Dunque non a causa della moglie, della figlia, dei debiti ecc. ecc.
Bene, aspetto il seguito del tuo messaggio.
Ciao COMPAGNO ( ).



Reply author: IVAN
Replied on: 02/10/2004 15:16:10
Message:

Scusate l'interruzione,vado avanti.
Che LOTTA COMUNISTA,si sia cacciata da tempo in un vicolo cieco,è una possibilità logica,ma questo non vuol dire che chi ne esca ha neccessariamente ragione di farlo,ne che questa sua decisione si frutto di una visione complessivamente esatta.Che oggi LOTTA COMUNISTA
stia sbagliando nella teoria,come nella pratica,non toglie la possibilità logica di un cambiamento di rotta del partito.Bisogna partire da ciò che esiste:il capitalismo non evolverà in comunismo forse?
Non sostengo di accettare tutto,in blocco,ma di ripartire da ciò che veramente ha un futuro,una base che sia ben salda.Che LOTTA COMUNISTA
non abbia fatto nulla di positivo,è semplicemente falso,almeno,per quanto riguarda Cervetto.E anche dopo di lui vale,per me,lo stesso discorso;ma se ci sono dei compagni che escono dal partito,in modo così deciso,c'è qualche distorsione che io non riesco a spiegare.Credo che la linea del partito,sia quella giusta,ma evidentemente,non per tutti.Il tempo chiarirà tutto,su questo non ci sono dubbi.
Oggi,ogni uomo che si consideri un marxista rivoluzionario,è cosa ben rara,se poi non è una sua opinione,ma lo dimostra con i fatti,non posso non considerarlo un compagno di lotta.Litigarci aspramente magari,ma in fondo capirlo comunque.Admin,questa non è una facile sviolinata,sdolcinata diplomazia:tu hai chiesto a cosa può servire discutere in questo forum,una idea però la dà,siamo pochi e disuniti.
E questo non è per nulla incoraggiante,e non voglio sostenere l'unità ad ogni costo,che non è mai proponibile.Solo,sostengo che le difficoltà che si troverà ad affrontare una nuova compagine sono di grandissima entità.
"Senza sapere che contro l'identico ragionamento Lotta Comunista è NATA. All'epoca questi ragionamenti erano accampati dal PCI che accettava tutte le critiche ma .. in fondo cosa c'era di meglio? Quei due, DUE, di Comunista? Non sarebbe meglio discuterne all'interno?."
All'epoca, appunto. Dove sono quelle masse di comunisti a cui indicare una strada diversa, oggi ? Il PCI di allora era forte, perché le masse si riferivano a questo, lo stalinismo cavalcava la tigre. Dove sono le masse comuniste da organizzare, da dirigere? Per quanto la discussione interna al partito sia importante, fondamentale, le dimensioni nelle movimento rivoluzionario in particolare in Italia, e in generale in Europa, sono tali, che per quanto riguarda il problema delle divisioni dei rivoluzionari all’interno del movimento stesso, tali divisioni fanno ridere. Fanno ridere il proletariato ,incosciente della propria condizione di schiavi salariati, e me personalmente piangere ,per la fatica il tempo perso.
Abbandonare tutto? Neanche che sogno! BISOGNA ORGANIZZARSI!!!!!! RIUNIRE LE FORZE!!!!!
I mille rivoli in cui il nostro movimento è diviso, aspetta solo il grande letto che è il fiume impetuoso della rivoluzione:
non saremo noi a unirci , ma la rivoluzione. Ma se mi sono concesso una licenza poetica, non concedo nulla all’immobilismo. Ora, oggi , ogniuno di noi deve adoperarsi come può per la causa comune , superare l’avvilimento del grigia attività quotidiana , agire per il futuro. Che lo faccia con LOTTA COMUNISTA o contro di essa , malgrado essa ,attraverso essa , non ha oggi ,in questo momento storico , nessuna importanza. Nessun errore tattico può non essere superato se agiamo comunque coerentemente da marxisti ,perché il marxismo è scienza, base per una strategia sicura.



Reply author: dalleni
Replied on: 10/10/2004 14:36:31
Message:

caro ivan, tu dici che bisogna discutere, restare uniti, "lavare in casa i panni sporchi". il frazionismo è dannoso? certamente. il problema è che in lotta comunista, come tu ben sai, discussioni non ce ne sono, e non ce ne possono essere. ho fatto 2 anni di attività, e frasi come "il partito ha una linea unica", e "se non capisci qualcosa, te la si spiega una volta, due volte, tre volte, alla quarta non te la si spiega più. è così e basta, se non ti va bene affari tuoi" mi escono ancora dalle orecchie. in lotta comunista non si può discutere alla base, ma neppure ai vertici: quanti convegni provinciali e nazionali ti sei fatto? io un paio. in teoria, il convegno è il contesto nel quale si discute la linea politica, c'è un minimo di dibattito, eccetera. che discussioni ci sono ai congressi di lc? nessuna. ci sono solo una serie di interventi che riportano serie infinite di numeri, cifre, dati. e basta: gli interventi più prettamente "politici" non fanno che ribadire la linea dei partito.
e ancora: persino le relazioni che vengono tenute negli incontri arrivano direttamente dalla direzione nazionale, e sono tutte uguali, in tutta italia. un fossilismo pauroso.
ti dirò di più: io conosco solo sommariamente le posizioni di pagine marxiste, e onestamente non posso giudicarle, anche se alcune mi sembrano più che valide. ma coloro che hanno elaborato quelle tesi, è gente che si è fatta 30 anni di attività in lc, ad alti livelli: non sono riusciti a trovare uno spiraglio di discussione, è stato imposto loro un odioso silenzio. per questo hanno dovuto abbandonare il partito (che per trent'anni ha rappresentato la loro vita). e l'hanno fatto tra le più vili minacce, calunnie e botte.
sì, perchè lc nei confronto di pagine marxista ha dimostrato ancora una volta la propria incapacità di dialogo, la propria totale mummificazione: e non volendo (o non potendo) rispondere ai propri contestatori con la tanto vantata arte dialettica, ha preferito impugnare il santo manganello.
e mò che me dite?


Reply author: Admin
Replied on: 11/10/2004 09:51:18
Message:

Ciao Ivan, ciao Dalleni.
Mi scuso col ritardo con cui intervengo ma questa settimana è stata veramente impossibile, o meglio, fruttuosa sotto altri aspetti, così non ho trovato modo di intervenire. Meglio, così il discorso non resta a "due", è entrato anche Dalleni.
Dalleni ha brutalmente messo sul piatto la concreta natura di Lotta Comunista. Tengo a precisargli che qui non è propriamente il luogo in cui difendiamo quello stile di vita, anzi. Se quelli di "pagine marxiste" sono usciti dopo trent'anni di lavoro per Lotta Comunista, altri hanno fatto altrettanto, spesso avendo compreso prima dove si trovavano.
In ogni caso Dalleni ritiene inutile ogni discussione "interna" a Lotta Comunista. Per quanto mi riguarda, una volta resomi conto di dove mi trovavo, sono partito con la discussione ma di fatto mi sono subito ritrovato fuori, volente ma fuori, nonostante da decenni avessi lavorato "più in alto" (si fa per dire..) dei fuoriusciti di Pagine Marxiste, dell'Internazionale di Livorno, come dei torinesi e dei Romani che non dobbaimo dimenticare.
Ivan parla di masse di comunisti riferendosi al PCI, cui all'epoca, Lotta Comunista avrebbe lottato per "indicare la via". Ma, così concepite, queste masse non sono mai esistite. Se non si capisce che oggi la situazione è cento volte più chiara e potenzialmente più fruttuosa di quella di allora non si è capito niente di niente. Quelle presunte "masse" NON erano staliniste perché "ingannate" ma perché OPPORTUNISTE, nutrite con briciole del "boom" imperialistico italiano.
Queste interpretazioni del passato sono più pietose di quelle del presente (vedi Imperialismo Europeo dato per vivente ed operante).
Ivan rendeti conto che la tua scelta non è che il modo migliore di rimanere IMMOBILE, in buona compagnia ma IMMOBILE come una statua. Le difficoltà di una nuova formazione non sono minori di quelle di una vecchia, se si vuol restare su di un terreno rivoluzionario, per un lavoro di ufficio, invece, è tutt'altra cosa.
Che poi occorra organizzarsi, riunire le forze, siamo tutti d'accordo. Caro Ivan esci da Lotta Comunista per organizzarti, unire le tue forze alle nostre e la cosa è fatta....
La questione vera è che non è come dici. La questione è proprio che non esiste alcuna causa comune. Se tu decidi che la causa che sostieni è anche di altri non c'è ancora alcuna condivisione della causa in questione. Il contrario è se una comunità, una classe, si riconosce in una causa che tu decidi di condividere, questa è una causa comune. Tu nella fattispecie hai accettato la tesi che la causa di Lotta Comunista coincidesse con quella della classe operaia, ma non è così, per noi non è così. Cos'hanno in comune le nostre due cause??? Niente. Tutto il resto è propaganda, aria fritta, frasi fatte, luoghi comuni con cui abbindolare qualche giovanotto.
Stai pur tranquillo di fatica ne dovrai fare ancora molta, giustamente e correttamente ma se continui su questa strada, stai pur certo che non servirà a nulla.
Ciao.


Reply author: IVAN
Replied on: 12/10/2004 22:42:44
Message:

Ciao a tutti.
"Ivan parla di masse di comunisti riferendosi al PCI, cui all'epoca, Lotta Comunista avrebbe lottato per "indicare la via". Ma, così concepite, queste masse non sono mai esistite. Se non si capisce che oggi la situazione è cento volte più chiara e potenzialmente più fruttuosa di quella di allora non si è capito niente di niente. Quelle presunte "masse" NON erano staliniste perché "ingannate" ma perché OPPORTUNISTE, nutrite con briciole del "boom" imperialistico italiano."
Dunque in Italia oggi non ci sarebbe plusvalore da distribuire,indi,l'opportunismo non avrebbe buon gioco,oggi.
Non è affatto così.Dov'è l'opposizione alla legge Biagi?Dico ,quella di massa,incontrollata dai 3 sindacati?Nel '57 non esisteva lo statuto dei lavoratori,che si ottenuto,con lotte,solo dopo,per gli anni '70.
Dov'è la stessa opposizione di massa oggi?
Allora,le masse, certamente ingannate,non dico direttamente dal PCI dell'epoca,ma di un falso mito della rivoluzione bolscevica,dell'abbaglio del socialismo in un solo paese.
E poi,tu parli con dei lavoratori?Lavori in fabbrica?Non arrivi come loro,ora,a fine mese?Si,spero che tu lo faccia.Ora le masse sono opportuniste,non allora.Anzi,sono talmente opportunistiche che la loro preoccupazioni sono in ordine:sesso,soldi,calcio e vacanze.E a volte,non sempre per carità,mugugno,insensato ribellismo contro un'autorità astratta:un modo più fine di bestemiare.Mio nonno,comunista,faceva la stessa cosa,ma almeno aveva,se pur falsata,un'idea politica.Tutti l'avevano dopo la guerra,per via dell'esperienza che avevano maturato.Oggi,quale idea politica hanno i nostri "compagni" di lavoro?Eccola:Prodi o Dalema,Fassino o Rutelli?
Tutto qui!E non è nemmeno la maggioranza,la quale se ne sbatte altamente,della POLITICA.Io sono stato delegato di fabbrica e SO quello che sto scrivendo,e allora non ero nemmeno in LC.Non c'è coscienza di classe,questa è l'amara realtà.Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire,e la classe,oggi, non vuole nemmeno sentir parlare di partito rivoluzionario,e non mi riferisco a LC per carità!
C'è un tale sentimento piccolo-borghese,da dare il vomito.Io lavoro in una industria,petrolchimica,che per sua natura,è un nido di opportunisti,ma nelle altre categorie,tipo metalmeccanici,non credo che la tradizione incida più di tanto.Questa è la situazione che,secondo te,è 100 volte più favorevole ai rivoluzionari! E se ti vuoi riferire ai ferrotranvieri , tali punte di protesta non deviano l’attuale direzione delle masse , non le trascinano , non le raggruppano spontaneamente.Attenzione:nessuna apologia del spontaneismo! Voglio solo dire, che una tale agitazione di massa , se ci fosse ,sarebbe indice della maturazione di condizioni oggettive di scontro , più che nella normale lotta di classe quotidiana.
Veniamo all'epilogo:se per settarismo si intende un gruppo che è staccato dalle masse,sia nella teoria che nella pratica,a prescindere dalla giustezza delle posizioni,allora ,TUTTI NOI APPARTENIAMO A GRUPPI SETTARI.Con tutti intendo,io,te,LC,ROTTA COMUNISTA,e tutti i gruppi che si rifanno in qualche modo al marxismo,perchè,le masse proletarie oggi non hanno il BISOGNO MATERIALE DI RIVOLGERSI A NOI,NON SONO SENSIBILI ALLA NOSTRA GUIDA.E quando lo fanno , si riferiscono a noi in quanto rappresentanti sindacali , o ras , ma guai a parlare di partito rivoluzionario! “Gli operai non li considerano nemmeno,quelli di LC , riescono solo ad attirare studentelli ingenui!” . Certo che non li considerano ,come non considerano niente che non capiscono .Si trovano così bene nel loro stato di schiavi salariati , dormono così beatamente , ma li vuoi svegliare?
Le rivendicazioni sono puramente economiche,e non POLITICHE:si vuole il giusto salario,non il superamento di questo!La pratica dello sciopero,le sconfitte,non maturano la classe in senso rivoluzionario,non perchè io o te,o LC,siamo degli incapaci,ma perchè tale maturazione ha bisogno di uno scontro più violento e netto:essi non vogliono conquistare un nuovo mondo possibile,ma difendere il loro orticello!
Questa è la situazione , la montagna di difficoltà che chiunque rivoluzionario dovrà affrontare, se non sarà marxista solo a parole. Restare in LC ,per quanto mi riguarda , è la tattica migliore oggi . Cominciare dal nulla , senza base materiale ,senza soldi insomma , aumenterebbe solo le difficoltà . E tu puoi sostenere con tutte le argomentazioni che LC ha errato , sbagliato , ma non puoi sostenere che LC non sia un partito marxista ,perché facendolo ,dichiari che chi vi aderisce , non è un marxista .Tale tesi è semplicemente falsa , perché io so di essere un marxista , non meno di te!
Vale per me la massima di Trotskij :il partito è sfiducia organizzata. In questo senso , io resto in LC , per cui ,buona fortuna compagni!



Reply author: Admin
Replied on: 13/10/2004 12:59:10
Message:

Ciao Ivan.
Ancora una volta si parla di una cosa e tu passi ad un altra.
Il PCI NON CONTROLLAVA LE MASSE. Questo è quanto ti ho obbiettato.
Tua risposta.
Allora oggi, cosa dovremmo dire? Il calcio, la figa ecc. ecc.
Cosa ci combina il giudizio su oggi con quello su ieri??????
Il giudizio su oggi non smentisce quello sullo ieri.
E cosa c'entra l'operaio che dipingi con le condizioni più o meno favorevoli al partito???
Oggi andranno pure dietro alla figa MA NON C'E' PIU alcun abbelinato che possa raccontarci favole su tendenze oggettive al CAPITALISMO DI STATO, perché SI è RIVELATA FALSA, fallimentare!!! Perché possiamo dichiararla TALE, non sciarci sopra come qualcuno di nostra conoscenza.
Quindi le condizioni sono più favorevoli perché più CHIARE. Combattere pregiudizi "politici" non è ne meglio ne peggio che combattere pregiudizi qualunquistici.
Sei tu che non ti adatti, che credi di essere superiore ai tuoi colleghi solo perché ti ritieni comunista.
Potrei dirti che i tuoi colleghi si rifugiano nel calcio, nella figa, ecc. ecc. Che vivono più da oppressi che da sfruttati potendo contare (ipotizzo) su di un buon stipendio, come il marxismo non sia solo per gli affamati (ma gli universitari sono così affamati??? per questo vengono privilegiati da Lotta Comunista? O sono più intelligenti dei tuoi colleghi?? Mah!), come invece sia solo una questione di estensione della classe che può essere influenzata o no, una questione di quantità non di qualità.
Non capisco. Ma che pratica praticate (per la teoria lo sappiamo ... lo sapppiamo)????
Ciao.



Reply author: dalleni
Replied on: 28/01/2005 12:38:49
Message:

criticare lotta comunista è veramente un'attività tutt'altro che impegnativa: non sarà come sparare sulla croce rossa, ma poco ci manca.
ad ogni modo, personalmente, ho assistito a decine di crictiche, più o meno convincenti, più o meno acute: ma la critica più incisiva (quella che più mi ha convinto) non poteva che arrivare da lotta comunista stessa.
ed è arrivata settimana scorsa, quando un gioioso militante del "partito scienza" mi ha scientificamente piantato un pugno sul muso, argomentando poi scientificamente che "quelle merde di volantini (sullo tsunami e sull'iraq!!) qui a milano non li dovete più appiccicare". il gioioso emulatore di jagoda ha poi sempre scientificamente pronosticato: "la prossima volta che ci riprovi ti mandiamo all'ospedale".
onsetamente non credevo si potesse giungere a questi punti, ma la vita è piena di sorprese.


Reply author: IVAN
Replied on: 03/02/2005 01:48:46
Message:

CIAO A TUTTI!
MA E'POSSIBILE CHE ACCADANO QUESTE COSE?!CHI E' STO FIGLIO DI PUTTANA?!E'STATA UNA SCHIFEZZA GRATUITA!!!!SPERO CHE TU ABBIA RICAMBIATO CON GLI INTERESSI!!!NON E'COSI'CHE SI FA!!!TI CHIEDO SCUSA
A NOME MIO E DI QUELLI,IN LOTTA COMUNISTA,CHE SONO CONTRARI A SIMILI METODI.RIPETO,NON E'COSI' CHE SI FA!!!!VIOLENZA GRATUITA E SENZA SENSO!TI CHIEDO SCUSA,SINCERAMENTE.PUOI PENSARLA DIVERSAMENTE DA ME,MA TU NON SEI UN AVVERSARIO DELLA CLASSE,NON PUOI ESSERLO!!!SI DEVE RISPONDERE AD ARGOMENTI CON ARGOMENTI!!!!TI PREGO DI SPIEGARMI MEGLIO COSA E' ACCADUTO...PERCHE'MI HAI FATTO PASSARE LA VOGLIA DI ANDARE A MILANO IL 6 DI QUESTO MESE!E QUESTO SAREBBE IL PARTITO DI QUADRI?!COSA PUOI AVERE FATTO PER MERITARTI QUESTO?IL PARTITO CHE HO IN MENTE IO NON E'COSTITUITO DA FARABUTTI,E NEANCHE NE CONOSCO!SE C'E' QUALCOSA TRA TE E QUESTO PAZZO,DICO DI PERSONALE,AMMETTILO!SE INVECE SI TRATTA SOLO DELLA TUA "DISSIDENZA",ALLORA,PER QUELLO CHE POSSO,AGIRO'IN MERITO!GLI EX DI LOTTA COMUNISTA NON MERITANO QUESTO:NON SIETE UN PERICOLO,NE TEORICAMENTE,NE PRATICAMENTE.GLI AVVERSARI SONO BEN ALTRI!TI CHIEDO SINCERAMENTE SCUSA.


Reply author: dalleni
Replied on: 04/02/2005 14:01:16
Message:

ciao ivan, capisco benissimo la tua perplessità: del resto, il modo migliore per NON conoscere cos'è LC è, paradossalmente, starci dentro. quella subita dal sottoscritto non è stata la prima (e non sarà l'ultima) aggressione perpetrata da lotta a milano: a riguardo, ne ho sentite di cotte e di crude, e ti assicuro che in un panorama così desolante mi ritengo di gran lunga il più fortunato. insomma, poteva andare peggio, e a vari compagni E' andata peggio. ma questo sarebbe un discorso troppo lungo e spinoso, che non mi pare il caso di affrontare in questa sede.
perchè LC aggredisce i suoi ex? perchè sono usciti con posizioni CRITICHE, e perchè tentano di fare attività politica in zone che lotta ritiene propri feudi privati.
a tal proposito, attenzione: aggressioni e minacce NON partono MAI dal singolo militante. il singolo militante, in lotta, agisce UNICAMENTE dietro precisi ordini, e mi stupisce che tu non l'abbia ancora capito. NESSUN militante di LC si sognerebbe di prendere iniziative senza una chiara direttiva del vertice.
veniamo brevemente ai fatti: il militante che mi ha tirato il cazzotto ovviamente lo conoscevo, e ovviamente non aveva nulla di personale contro il sottoscritto (una volta, quando già ero uscito da lotta ed ero entrato nel raggruppamento dove milito tuttora (che chiamerò "XYZ", in quanto il mio è un intervento prettamente personale, e non mi pare corretto tirare in ballo nomi, sigle...), mi aveva pure offerto un caffè): il suo gesto, dunque, non aveva NULLA di personale.
semplicemente, insieme ad altri compagni, avevamo attacchinato di fronte all'università alcuni manifesti che esprimevano la nostra posizione INTERNAZIONALISTA riguardo lo tzunami e la guerra in iraq: i manifesti erano firmati "i giovani di XYZ", e in quelle occasioni avevamo pure diffuso il nostro giornale e distribuito volantini (nei quali LC, ovviamente, non era neppure menzionata).
reazioni di LC:
1- strappare tutti i manifesti
2- farmi tirare un cazzotto e minacciare ("se ci riprovate, vi mandiamo all'ospedale", più, ed è il colmo (peccato che il partito scienza non brilli di autoironia): "come negli anni 70 il PCI ci cacciò dalla CGIL e cercò in ogni modo di isolarci, così oggi noi non vogliamo più vedervi a milano". il che sarebbe come ammettere: "la nostra scuola è lo stalinismo")
3- farmi aspettare, il giorno dopo, sempre in università, da uno dei responsabili milanesi di lotta, che ha ufficializzato le minacce, invitandomi a riferirele a chi di dovere (ribadisco, le minacce erano: "se lo rifate, vi mandiamo all'ospedale", testualmente).
questo è quanto, c'è poco da aggiungere. riguardo le tue perplessità, ripeto: posso capirle, ma ti assicuro che sono completamente fuori luogo. evidentemente, hai un'idea assolutamente astratta di cosa LC è e di come agisce praticvamente.


Reply author: IVAN
Replied on: 10/02/2005 03:14:39
Message:

Ciao dalleni.
Io non sono affatto perplesso, credo che in LOTTA COMUNISTA, possano accadere queste cose. A te è accaduto, che un imbecille, che si crede un militante modello, ha seguito “gli ordini superiori”. Tali ordini non hanno alcun senso, poiché sono spropositati rispetto alla vostra presunta “minaccia”. La lotta politica, può raggiungere punte di violenza molto alte, ma in circostanze ben precise, determinate. In questo senso, tu hai subito oggettivamente ed unicamente un atto di teppismo. La teoria marxista sulla violenza nella lotta in politica, è chiara, e non lascia dubbi.
A chi giova?
Non a LOTTA COMUNISTA, che non può temere nessuna minaccia fondata da voi o da chiunque altro.
Non ai militanti, come me, che vedono in questo, un errore gravissimo, un regalo a qualsiasi avversario politico.
Queste faide devono finire, e subito. Io non so da quale punto del vertice del partito sia arrivato tale ordine, ma è sicuro che tale “strategia”, se continuerà, sarà pagata a caro prezzo da tutti i suoi aderenti.
E poi, cari compagni di LC, ma cosa crediamo di essere? Non è, che qualcuno di noi sente odore di rivoluzione? Ma finiamola di darci un compito storico che ancora non abbiamo conquistato! Non siamo che l’adolescente avanguardia di un proletariato ancora bambino!
Volete menare le mani? Andate a diffondere in qualche quartiere che so io!
I capi “ordinano”? E allora andateci voi, ”capi”, e fate seguire la teoria alla pratica!
Un tale modo di agire non ha alcun senso, lo ripeto. Il fatto di avere ragione su tutta la linea, RAGIONE sottolineo, non è il pugno in faccia più potente e definitivo che possiamo scagliare? Ma leggete ciò che “teorizzano” i nostri presunti avversari, o cosa? La critica, per esempio, di ROTTA COMUNISTA sull’imperialismo europeo, e semplicemente ridicola, insostenibile.
Tutto il lavoro scientifico, la lotta teorica e politica, la militanza cosciente, insomma, tutto ciò che LOTTA COMUNISTA ha compiuto e acquisito, non può essere svenduto in questo modo.
Dalleni, per me, puoi attaccare tutti i manifesti che vuoi, proclamando l’internazionalismo e la lotta cosciente della classe, firmandoli come desideri. Ma vedrai, che, chi oltre la lettura di questi manifesti, agirà, sarà con noi, con LOTTA COMUNISTA.



Reply author: n/a
Replied on: 10/02/2005 18:36:00
Message:

Ciao Ivan, ciao Dalleni.
Scusate se mi intrometto. Dalleni saprà cosa rispondere per parte sua. Mi limito ad osservare che sull'imperialismo europeo, di ridicolo c'è solo la posizione di Lotta Comunista. Ivan spara sempre giudizi a casaccio. Pagine marxiste è USCITA dalla pugnace lotta comunista criticandone l'incapacità di considerare (in via d'ipotesi) il lato atlantico dell'imperialismo europeo come quello di un suo fallimento. Non è quindi possibile girare frittate. Rotta Comunista ha apprezzato le considerazioni di Pagine Marxiste pur vedendo l'ipotesi dell'eventuale fallimento europeo, ammissibile, ma solo in linea teorica, non politica. Qualsiasi idiota non può che vedere, al momento, come la linea europea per un imperialismo europeo filo-atlantico sia tutt'altro che ridicola, anzi questa (non da oggi!!!) manda soldati dove l'asse franco-tedesco non può mandarne senza copertura anglo-italiana. Comunque sei sempre libero di ridere di quello che vuoi rallegrando la compagnia che frequenti così appassionatamente.
Ciao.


Reply author: dalleni
Replied on: 10/02/2005 22:32:22
Message:

caro ivan, premesso che non è mia intenzione nè polemizzare con te, nè tantomeno perdermi in discussioni chilometriche, ti riporto i punti cardine del tuo ragionamento.

1- le aggressioni firmate LC sono un atto di teppismo individuale, frutto dell'"eccessivo zelo" di alcuni "militanti imbecilli"

2- tali "militanti imbecilli", pur agendo (vedi sopra) per "eccessivo zelo" individuale (ovvero di propria spontanea volontà, in quanto "imbecilli"), nel contempo seguono anche gli ordini del vertice (!?)

3- la strategia del vertice (leggi "le aggressioni") è sbagliata, in quanto controproducente (e il discorso dei "militanti imbecilli" che agiscono di loro spontanea volontà che fine ha fatto? bò)

4- ad ogni modo, LOTTA COMUNISTA ha sempre ragione, "su tutta la linea", e questo taglia la testa al toro.

ora, con tutto l'impegno di questo mondo, non riesco a trovare un barlume di coerenza in tutto il tuo discorso, che fa più acqua del titanic. nello specifico, mi sfugge:

a) se il "teppismo" deriva da "ordini del vertice", cosa c'entano i "militanti idioti"? sono "idioti" perchè obbediscono agli "ordini"?

b) la linea politica e pratica di LC non è forse dettata dal "vertice"? non capisco come tu possa criticare il "vertice" senza criticare LC, che è l'espressione pratica del "vertice" stesso. misteri della dialettica

c) appurato che LC è infallibile, allora qual'è la necessità di ricorrere alla violenza? tu questa domanda la poni a me, ma dovresti porla a LC. evidentemente, una risposta teorica sarebbe molto più efficace (anche perchè non ci vorrebbe molto al partito-scienza per buttar giù quelle due "obiezioni insostenibili" che tanto lo infastidiscono), e soprattutto meno infamante delle aggressioni. perchè allora non si è agito in quel senso? non scaricare le colpe sui "soliti militanti idioti", perchè comprendi benissimo che non è da loro che partono le iniziative.


Reply author: IVAN
Replied on: 12/02/2005 02:09:58
Message:

Ciao Dalleni.
Si, risposte non chilometriche.
1-Lo confermo, ma aggiungerei, che qualunque “capo”, a qualsiasi grado della gerarchia, sbaglia a dare tali ordini. Atto di teppismo individuale o collettivo, non cambia il giudizio.
2-Come al punto 1. Questo non è zelo, ma fanatismo. Gli ordini dal vertice vanno valutati, sempre.
3-Come al punto 1 e 2. Io non ho sostenuto quello che tu scrivi. Rileggi quello che ho scritto : la mia E’UNA CRITICA SEVERA A TUTTA LOTTA COMUNISTA.
4-Si,è l’amara vostra, inconscia, realtà.
a)Si, sono degli imbecilli che eseguono ordini imbecilli, fosse stato Marx a darli. Il vertice, che ha perso la pazienza con voi, invece di ingnorarvi, vi ha fatto diventare dei martiri.
b) Vedi punto 3 e a.
c) LOTTA COMUNISTA non è infallibile, ma è la più vicina ad una visione esatta della realtà. Io non pongo questa domanda a te, ma a tutti i compagni del partito: ma hai letto quello che ho scritto?
“E poi, cari compagni di LC, ma cosa crediamo di essere? Non è, che qualcuno di noi sente odore di rivoluzione? Ma finiamola di darci un compito storico che ancora non abbiamo conquistato! Non siamo che l’adolescente avanguardia di un proletariato ancora bambino.”
Una risposta teorica, e quello che ho sostenuto:” Il fatto di avere ragione su tutta la linea, RAGIONE sottolineo, non è il pugno in faccia più potente e definitivo che possiamo scagliare? “
Perché non si è agito in tal senso? Forse perché siete ritenuti refrattari alla teoria, ma non ai pugni. Non volete capire, e noi di LC, non vogliamo capire che voi non contate niente.
E aggiungo, che mi vergogno per quello che è successo, perché, sono persuaso, che tu non denuncerai alle autorità nessuno, come farei io da marxista. Quindi, all’idiozia si somma la vigliaccata, ed è questo, che è veramente infamante. E ora basta!

Un saluto internazionalista.





Reply author: dalleni
Replied on: 17/02/2005 17:12:51
Message:

"Siete ritenuti refrattari alla teoria, ma non ai pugni. Non volete capire, e noi di LC, non vogliamo capire che voi non contate niente"

caro ivan, a volte certe frasi parlano veramente da sole, un pò come i cazzotti, del resto. e, parlando, non dicono certo belle cose del proprio autore. segui pure le tue convinzioni, se è quello che vuoi: mi ricordi un protagonista de "la fattoria degli animali", quello che ripeteva "napoleon ha sempre ragione". la tua non è per nulla una critica a lotta, è solo un tentativo di giustificarne le azioni. ciao ciao.


Reply author: IVAN
Replied on: 19/02/2005 01:21:17
Message:

Non credo,dalleni ,che tu abbia capito quello che ti ho scritto.
Non sono di certo al livello di G.Orwell,ma ti prego di rileggere senza astio ciò che sostengo.E'inutile,credo,dirti che non ritengo LC
infallibile,ma chiaramente questo non interessa,nè a te nè a chiunque
critichi severamente LC,almeno in questo sito.Io sono sicuro,che verranno giorni migliori,per tutti.Sono un marxista,e anche tu.Se è così,sai che gli uomini,la classe,il partito,sono il risultato di un processo storico,ne sono il prodotto.Ecco perchè ho fiducia,che oggi ciò che ci divide,forse un giorno ci unirà.Cosa voglio dire?Oggi LC,sta costruendo qualcosa,forse l'embrione del partito rivoluzionario,ma credo che non sia l'unica compagine che agisce per questo fine.Nessuno comunque,ha il diritto oggi di considerarsi più avanzato di altri.Se considero LC superiore dal punto teorico,ed è un mio parere,questa superiorità è relativa.Se la teoria fa seguire la pratica,questo non avviene meccanicamente,ma dialetticamente:avere in'idea giusta non significa fare la cosa giusta.Alla resa dei conti,in un futuro,alla prova pratica,si vedrà chi veramente seguirà l'esempio di Lenin.Non però senza un partito già formato,preparato.Se questo partito sarà LC,o una sua parte,o una nuova compagine nata dagli sviluppi rivoluzionari e sintesi dei gruppi rivoluzionari precedenti,questo sarà la storia a determinarlo.Sono convinto che,se senza movimento rivoluzionario,il partito cioè,non c'è rivoluzione,è vero dialetticamente anche l'inverso.Quindi credo che il mio atteggiamento,sia non dogmatico,e non fanatico nei confronti LC.
Allora coraggio,ogniuno segua,in modo critico e considerando i tempi storici in cui agisce,ciò che crede,fino in fondo,per quello che può.

Un saluto internazionalista.


Reply author: M.Savio
Replied on: 26/06/2005 12:42:47
Message:

UN'ALTRA CRITICA A LOTTA COMUNISTA

Ciao a tutti,sono SAVIO e ho deciso di inserirmi in questa sezione del forum per esporre una critica personale esplicita a Lotta Comunista.Critico un articolo comparso nell'ultimo numero del giornale,il 417-Maggio 2005,alle pagine 6-7.Il suo titolo è "Le carte del Vaticano nella nuova fase strategica".E'un titolo che l'autore,un certo G.L.,non rispetta fedelmente,dal momento che si dilunga su molti argomenti non direttamente connessi al tema per spiegare solo nelle ultome righe,in modo chiaro,a cosa si riferisse:le carte politiche nella nuova fase strategica il Vaticano pensa di trovarle facendo leva sulle paure psicologiche delle masse,come reazione alla modernità e allo sviluppo tecnologico del capitalismo.
Nulla di nuovo,è la storia che si ripete,l'autore non aveva bisogno di 10 colonne per portare il lettore a comprendere questo assunto,pur volendo collegarlo all'ascesa dei Paesi asiatici.
E',a mio giudizio,un pessimo articolo,dal contenuto confuso,come un tema scritto andando fuori tema,in più fatto seguendo un'impostazione troppo descrittiva,con citazioni continue,riguardanti diversi argomenti affrontati troppo sbrigativamente.Ciò rende la lettura pesante e noiosa.Ad es. si salta dall'ambiente storico-culturale del giovane Marx alla situazione politica di Yalta e del dopo Yalta vista con occhi religiosi e con occhi materialisti;dalle biotecnologie(fecondazione assistita compresa)alla questione della "civiltà della vita" e,dulcis in fundo,al tema del "declino relativo".
Sono sicuro che il lettore comune giudicherebbe un simile articolo illeggibile.
Il sig. G.L. è capace di affrontare un solo argomento sviluppandolo a fondo,al fine di fornire non solo informazioni ma anche idee che aiutino il lavoratore a riflettere?E,per farlo efficacemente,sa come tenere alta l'attenzione del lettore?Io credo proprio di no.
Aggiungo che non mi è piaciuto il modo con cui G.L. ha affrontato il tema del referendum:sbrigativamente e senza mai entrare nel merito della legge 40,ma soltanto esprimendo giudizi generici come pure il principio,di per sè condivisibile,della "libertà della scienza alla condizione che essa sia al servizio dell'umanità intera,e non del soggettivismo individualista o delle singole quote del capitale sociale in concorrenza" fra loro;per arrivare a dire,più avanti,che "non c'è ragione di farsi coinvolgere oggi nella disputa tra la non partecipazione perorata dai vescovi e i fronti del SI e del NO".
Il suddetto principio viene violato dalla fecondazione assistita tanto quanto lo faccia ogni altro elemento che interessa le nostre vite e che col capitalismo è diventato pura merce,fonte continua di profitto(cibo,medicine,auto,...praticamente tutto).In nome di questo principio,Lotta Comunista,ha rinunciato ad intervenire nella campagna referendaria in favore dei 4 SI.
Sappia,dunque,che,volente o nolente,ha contribuito al successo della linea clericale.Si chieda se ne valeva la pena.Forse ha visto in questo un referendum qualsiasi,come lo sono stati quelli passati sulla pubblicità televisiva e sull'ordinamento della magistratura,argomenti ben lontani dalla vita dei lavoratori,ma non questo,diamine,che riguarda il diritto per le coppie sterili ad avere figli naturali,in Italia.E sappiamo tutti bene che a rimetterci sono soprattutto i lavoratori non benestanti.
Fosse stato per Lotta Com. e per il suo modo di ragionare,oggi in Italia non ci sarebbero ancora il divorzio e l'aborto.
Si tratta del modo di ragionare tipico degli scolastici,proprio di chi non ha mai compreso il pensiero dialettico di Lenin.
Ho già avuto modo di parlarne nella mia risposta ad Ivan,altro membro di Lotta Comunista,esposta nella sezione 'fecondazione assistita' di questo forum,e altro non ho bisogno di aggiungere.
Mi limito solo ad alcune domande che rivolgo ai militanti di Lotta Com.,sperando di convincerli su quanto sia errata la loro posizione.
Come si può pensare di acquisire influenza sociale senza intervenire nelle dinamiche concrete della società?;come si può pensare di cambiare,un domani,con la rivoluzione,la vita dei lavoratori,se questa vita,fin da oggi,non si cerca di conoscerla a fondo,nella sua concreta quotidianità?;e come possono le donne-militanti di Lotta Com. restare in silenzio davanti ad un problema come quello dei rischi alla loro salute conseguenti alle limitazioni che la lg.40 pone in materia di fecond.assistita?;e sul rischio di vedere modificata la legge 194?;in Lotta Com. pensano davvero di essere un partito della classe proletaria,intimamente legato ad essa,parte della sua esistenza?;e i giovani militanti,nel loro agire,da che parte tengono rivolto il cuore:verso le sofferenze dei lavoratori(come quelle coppie povere e sterili che vorrebbero tanto poter avere dei figli ma che all'estero non ci possono andare)o verso la presunta purezza della teoria(che rispetto alla vita è sempre grigia)?;e,poi,questa teoria per Lotta Comunista che cos'è:è ancora marxismo,cioè lo strumento teorico della lotta rivoluzionaria,o è pseudomarxismo,un coltello di legno che non ferisce e non taglia?.
Spero vogliano farmi conoscere le loro risposte,magari prendendo in considerazione non soltanto la questione della fec.assistita,ma anche l'intero operato del loro partito e i risultati che finora ha prodotto.
Secondo me,questo partito ha,ormai,ridotto il marxismo a puro scolasticismo,nel senso che l'ha privato completamente del suo elemento pratico,materiale e dialettico,l'ha isolato dalla prassi.
Evidentemente concepisce la teoria come un qualcosa di autosufficiente e il solo fatto di conoscerla come garanzia sufficiente per condurre in futuro una rivoluzione vittoriosa.
Ma i determinismi non sono mai esistiti.
Se,come dice G.L. nel finale dell'articolo,i chierici dell'individualismo borghese sono attesi in penitenza non più al S.Uffizio ma a S.Pietro,ai militanti di Lotta Comunista,di questo passo,in futuro andrà molto peggio,perchè saranno attesi in penitenza non solo al cospetto dei lavoratori italiani ma di quelli di tutto il mondo.

SAVIO




Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 05/07/2005 16:31:50
Message:

Caro Savio,
come puoi pretendere che un'organizzazione astensionista, che quindi non partecipa alla stesura di nessuna legge dello stato, prenda parte ad un referendum abrogativo di una legge? Se lo facesse dimostrerebbe di credere nelle riforme o, ancora peggio, nelle leggi borghesi.
Si poteva fare un'eccezzione se la questione riguardava la classe lavoratrice, ma anche in quel caso probabilmente si sarebbe giunti alle stesse conclusioni, vedi articolo 18.
O.C.


Reply author: raes
Replied on: 05/07/2005 19:34:11
Message:

giusto l intervento di savio ho fatto 1 polemica simile nel forum di battaglia comunista con ladifferenza che loro accettano di discutere mentre lotta comunista ormai ignora l ide altrui pensate che in 1 nota biografica fanno finire l attivita di bordiga nel 1930 eppure negli anni 70 il loro attegiamento era molto diverso e il giornale molto piu vivo come ho visto nella raccolta

alberto.dinucci


Reply author: M.Savio
Replied on: 08/07/2005 17:13:07
Message:

Ciao Obtorto Collo,
guarda che io non ho mai preteso che un'organizzazione astensionista come Lotta Comunista prendesse parte ad un referendum abrogativo;non l'ha mai fatto in 40 anni di storia,perchè mai dovrebbe farlo ora,il solo pensarlo è utopia.E neanche l'ho mai sperato e,difatti,non faccio che criticarla.Spero,semmai,di riuscire a convincere qualche giovane militante di LotCom sulla necessità di abbandonare un simile partito e cercare partiti realmente rivoluzionari,cioè capaci realmente di formare delle avanguardie comuniste e non dei semplici teorici della rivoluzione.Per me,LotCom non è un partito rivoluzionario e fa già parte del "cestino della storia".
Spero di essere stato molto chiaro.
Penso che i partiti astensionisti non siano realmente rivoluzionari,pochè,in definitiva l'astensionismo è la politica dei fifoni,di coloro che non hanno il coraggio di affrontare sul terreno parlamentare,"arena della lotta di classe"(tenete a mente questa citazione!)il nemico borghese.
E come si fa a dirsi leninisti praticando,allo stesso tempo,l'astensionismo?Chi lo fa ha le idee confuse ed ignora la verità.
E' il caso di Lotta Comunista.Sono un esempio gli interventi di Ivan,visibili nella sezione 'alcune domande' di questo forum:Ivan cita a sproposito il discorso di Trosky sulla questione parlamentare,pronunciato al 2 Congresso dell'Internazionale Comunista(19 giugno-7 agosto 1920).Dico a sproposito perchè è sufficiente leggere con attenzione questo testo,come ha fatto il compagno Admin,per comprendere che il parlamentarismo è una politica che può essere perseguita sia in epoca rivoluzionaria e sia in epoca 'pacifica',più rivoluzionaria.
L'importante è possedere un 'organizzazione composta da rivoluzionari autentici e non da opportunisti.
Questo è il nocciolo del pensiero di Trotsky,in piena sintonia con quello di Lenin.
Di seguito riporterò per intero il discorso sul parlamentarismo pronunciato da Lenin nella medesima occasione,il 2 Congresso dell'I.C.E'contenuto nel volume 41 delle op.compl. e riproposto nel libro "Lenin e l'Italia" ediz. Progress alle pag. 310-314.
Rinvio ogni considerazione a dopo.
SAVIO


Reply author: M.Savio
Replied on: 08/07/2005 19:13:06
Message:

DISCORSO DI LENIN SUL PARLAMENTARISMO(2 agosto 1920)

IL compagno Bordiga,evidentemente,ha voluto difendere qui il punto di vista dei marxisti italiani,ma,non di meno,non ha risposto a nessuna delle argomentazioni addotte da altri marxisti in favore dell'azione parlamentare.
Il compagno Bordiga ha riconosciuto che l'esperienza storica non si crea artificialmente.Egli ci ha detto che bisogna spostare la lotta su un altro piano.Non sa forse che ogni crisi rivoluzionaria è accompagnata da una crisi parlamentare?E' vero,egli ha detto che bisogna trasferire la lotta in un'altro campo,nei Soviet.Ma lo stesso Bordiga ha poi riconosciuto che i Soviet non possono essere creati artificialmente.L'esempio della Russia dimostra che i Soviet possono essere costituiti durante la rivoluzione o nell'imminenza di essa.Al tempo di Kerenski i Soviet(e precisamente i Soviet menscevichi)erano costituiti in modo tale che non potevano dar vita in nessun caso al potere proletario.Il parlamento è un prodotto dello sviluppo storico,che non potremo eliminare dalla vita,fin quando non saremo tanto forti da sciogliere il parlamento borghese.Solo quando si fa parte del parlamento borghese si può combattere,partendo dalle condizioni storiche date,la società borghese e il parlamentarismo.Lo stesso mezzo di cui la borghesia si serve nella lotta deve essere utilizzato dal proletariato,naturalmente,per fini radicalmente diversi.Non potete affermare che le cose non stiano così,ma,se voleste contestare quello che ho detto,dovreste cancellare l'esperienza di tutti gli avvenimenti rivoluzionari del mondo.
Avete detto che anche i sindacati sono opportunistici e rappresentano un pericolo;ma al tempo stesso avete affermato che per i sindacati bisogna fare un'eccezione perchè si tratta di organizzazioni operaie.Tuttavia,questo è vero fino a un certo punto.Anche nei sindacati vi sono elementi molto arretrati.Una parte della piccola borghesia proletarizzata,gli operai arretrati,i piccoli contadini,tutti questi elementi pensano in realtà che i loro interessi sono rappresentati in parlamento;bisogna combattere questa mentalità mediante l'azione parlamentare e mostrando con i fatti la verità alle masse.Le masse arretrate non le smuovi con la teoria,hanno bisogno dell'esperienza.
L'abbiamo visto anche in Russia.Siamo stati costretti a convocare l'Assemblea costituente dopo la vittoria del proletariato per mostrare agli arretrati che non avrebbero ottenuto un bel niente con quell'Assemblea.Abbiamo dovuto contrapporre concretamente i Soviet all'Assemblea costituente per far confrontare le due esperienze e presentare i Soviet come l'unica soluzione.
Il compagno Souchy,sindacalista rivoluzionario,ha difeso le stesse teorie,ma la logica non è dalla sua parte.Egli ha detto di non essere marxista,e pertanto il suo atteggiamento è comprensibile.Ma se voi,compagno Bordiga,vi dichiarate marxista,allora si può esigere da voi un po' più di logica.Bisogna sapere in che modo si può distruggere il parlamento.Se riuscite a distruggerlo in tutti i paesi mediante l'insurrezione armata,benissimo.Come sapete,in Russia abbiamo dimostrato,non soltanto in teoria ma anche in pratica,la nostra volontà di distruggere il parlamento borghese.Ma voi dimenticate che ciò è impossibile senza una preparazione abbastanza lunga e che,nella maggior parte dei paesi,è ancora impossibile distruggere il parlamento con un colpo solo.Siamo costretti a condurre in parlamento la lotta per distruggere il parlamento.Voi sostituite la vostra volontà rivoluzionaria alle condizioni che determinano la linea politica di tutte le classi della società contemporanea e quindi dimenticate che noi,per poter distruggere il parlamento borghese in Russia,abbiamo dovuto convocare l'Assemblea costituente pur dopo la nostra vittoria.Voi avete detto:"E' vero che la rivoluzione russa è un esempio che non corrisponde alle condizioni dell'Europa Occidentale".Ma,per dimostrarcelo,non avete invocato un solo argomento serio.Noi abbiamo attraversato un periodo di democrazia borghese.Lo abbiamo attraversato rapidamente,quando siamo stati costretti a svolgere l'agitazione per le elezioni dell'Assemblea costituente.
E in seguito,quando la classe operaia aveva già avuto la possibilità di conquistare il potere,i contadini continuavano a credere nella necessità del parlamento borghese.
Tenendo conto di questi elementi arretrati,abbiamo dovuto indire le elezioni e mostrare alle masse con l'esempio,con i fatti,che l'Assemblea costituente,eletta in un periodo di gravissime e generali difficoltà,non esprimeva le aspirazioni e le rivendicazioni delle classi sfruttate.Così,il conflitto tra il potere sovietico e il potere borghese è diventato assolutamente chiaro non soltanto per noi,cioè per l'avanguardia della classe operaia,ma anche per la stragrande maggioranza dei contadini,per i piccoli impiegati,per la piccola borghesia,ecc.In tutti i paesi capitalistici esistono elementi arretrati della classe operaia i quali sono convinti che il parlamento è la vera rappresentanza del popolo e non vedono che nei parlamenti si fa uso di mezzi poco puliti.Si dice che il parlamento è un mezzo di cui si serve la borghesia per ingannare le masse.Ma quest'argomento dev'essere ritorto contro di voi,e in realtà si ritorce contro le vostre tesi.Come mostrerete alle masse arretrate,ingannate dalla borghesia,il vero carattere del parlamento?Se non parteciperete al parlamento,se resterete fuori di esso,come denuncerete questa o quella manovra parlamentare,la posizione di questo o quel partito?Se siete dei marxisti,dovete riconoscere che i rapporti di classe nella società capitalistica e i rapporti tra i partiti sono strettamente connessi.Lo ripeto,come dimostrerete tutto questo,se non fate parte del parlamento,se vi rifiutate di svolgere un'azione parlamentare?La storia della rivoluzione russa ha dimostrato chiaramente che nessun argomento può convincere le grandi masse della classe operaia,dei contadini,dei piccoli impiegati,se queste masse non si convincono per esperienza diretta.
Si è detto qui che,nel partecipare alla battaglia parlamentare,perdiamo molto tempo.Si può immaginare un'altra istituzione alla quale tutte le classi siano interessate come sono interessate al parlamento?Una tale istituzione non può essere creata artificialmente.Se tutte le classi sono spinte a partecipare alla lotta parlamentare,questo avviene perchè gli interessi e conflitti di classe trovano un riflesso in parlamento.Se si potesse organizzare subito e dappertutto,poniamo,uno sciopero generale per abbattere di colpo il capitalismo,la rivoluzione sarebbe già esplosa in diversi paesi.Ma bisogna fare i conti con i fatti,e il parlamento è un'arena della lotta di classe.Il compagno Bordiga e i compagni che condividono la sua posizione devono dire la verità alle masse.La Germania è il migliore esempio della possibilità di avere un gruppo comunista in parlamento,e quindi voi avreste dovuto dire francamente alle masse:siamo troppo deboli per fondare un partito con una forte organizzazione.Ecco la verità che avreste dovuto rivelare.Ma,se voi confessate alle masse la vostra debolezza,le masse diventerebbero vostre avversarie,fautrici del parlamento,e non vostre seguaci.
Se diceste:"Compagni operai,siamo tanto deboli che non possiamo costituire un partito abbastanza disciplinato che sappia costringere i deputati a subordinarsi al partito",gli operai vi abbandonerebbero dicendo:"Come costruiremo la dittatura del proletariato con uomini così deboli?".
Siete molto ingenui se pensate che,nel giorno della vittoria del proletariato,gli intellettuali,la classe media,la piccola borghesia diventeranno comunisti.
Se poi non avete quest'illusione,dovete preparare fin da ora il proletariato a realizzare la propria linea.In nessun campo dell'attività statale troverete una sola eccezione a questa regola.L'indomani della rivoluzione troverete dappertutto avvocati opportunisti,che si diranno comunisti,troverete dei piccoli borghesi che non riconosceranno la disciplina del partito comunista o dello Stato proletario.Se non preparate gli operai a creare un partito realmente disciplinato,che costringa tutti i suoi iscritti a sottomettersi alla sua dittatura,non preparerete mai la dittatura del proletariato.Penso che proprio per questo motivo voi non vogliate riconoscere che appunto la debolezza costringe molti dei nuovi partiti comunisti a respingere il lavoro parlamentare.Sono convinto che la stragrande maggioranza degli operai effettivamente rivoluzionari seguirà noi e si pronuncerà contro le vostre tesi antiparlamentaristiche".



Reply author: M.Savio
Replied on: 08/07/2005 20:15:04
Message:

Questo è un testo che si commenta da solo:è una 'mazzata' contro le idee pro-astensionismo.
Mi limito a ribadire alcuni concetti espressi da Lenin:

-La presenza in parlamento è indispensabile per condurre una politica rivoluzionaria:"solo quando si fa parte del parlamento borghese...si può combattere la società borghese e il parlamentarismo";"il parlamento è un'arena della lotta di classe".

-Occorre una preparazione abbastanza lunga per poter distruggere il parlamento borghese,l'attività parlamentare serve per convincere le masse arretrate:"le masse arretrate non le smuovi con la teoria,hanno bisogno dell'esperienza".

-Per riuscire a condurre una politica rivoluzionaria in parlamento occorre avere un partito con una forte organizzazione e "abbastanza disciplinato che sappia costringere i deputati a subordinarsi al partito".

Detto ciò,invito tutti i militanti marxisti,appartenenti ad organizzazioni astensioniste,a studiare a fondo il pensiero di Lenin e Trotsky sul parlamentarismo.Partendo proprio dall'assunto marxista
per il quale "i rapporti di classe nella società capitalistica e i rapporti tra i partiti sono strettamente connessi".
SAVIO




Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 14/07/2005 21:27:26
Message:

Ciao Savio,
Mah, capisco che cerchi di "convincere" quelli di lotcom a uscire da lotcom, azione legittima che i succitati fecero a loro tempo verso quelli del pci, ma Arrigo Cervetto, uno dei fondatori, nel 1979 scrive: «I proletari sono produttori che, all'attuale livello dell'economia e dell'istruzione tecnica della forza-lavoro, non possono più accettare di rappresentarsi nella democrazia parlamentare che scinde delega, delibera ed esecuzione. I proletari sono produttori che hanno bisogno di rappresentarsi nella forma comunista che fonde delega, delibera ed esecuzione e rende corrispondente questa nuova pratica politica alla produzione socializzata. La democrazia fa della partecipazione una burla. Il comunismo è l'unica e vera partecipazione perchè non basata sulla chiacchiera ma sulla pratica produttiva. L'astensionismo traduce a livello teorico, politico e organizzativo la tendenza storica dell'avvenire: è il positivo della partecipazione e del protagonismo di classe contro il negativo della passività parlamentaristica».
Viste queste premesse, come fai a criticare lot.com?
A meno che non pensi che la sua influenza nella classe è talmente alta che valga la pena di farci una campagna contro e quindi impegnare il tuo tempo in quel senso, quindi presumo che militi in qualche organizzazione o movimento antagonista a lot.com.
Detto ciò, se l'hp fosse confermata, allora chiediti perchè lot.com si è così radicata? (ammesso che lo sia), e perchè i partiti "della classe", cioè quelli che nel parlamentarismo ci operavano, non ci sono più?
Ancora; ammettendo che tu operi, che so, in rifondazione (unica organizzazione che si "richiama" alla classe proletaria) perchè lo fai, e soprattutto perchè lo fa rifondazione?
Ma, e concludo, a che caspita serve parlarne?
Non sarebbe meglio esprimere le proprie convinzioni su determinati argomenti ed evitare le polemiche?
E poi, ed ora concludo veramente compagni, lot.com era ed è leninista, che era marxista, ma dal '95 lot.com è cervettiana ;-)


Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 14/07/2005 21:43:03
Message:

Ciao ancora Savio,
Aggiungo un'altra piccola "chicca" che mi è capitata tra le mani; è un articolo di Poggi scritto su lot,com nel dic. del 1966.
Ne riporto la parte finale. L'articolo si intitola: " Le schede bianche e la crisi del parlamentarismo".
"[...] il PCI, che sbraita verso i socialisti per Valletta, ha forse dimenticato le "benemerenze" acquistate dall'industriale torinese con l'accordo FIAT-URSS... o aspetta invece che gli venga conferito l'Ordine di Lenin? A questo punto non resta che una conclusione: lavorare affinché le schede bianche diventino milioni, affinché l'astensionismo operaio sia cosciente, preciso, indirizzato in una organizzazione rivoluzionaria e possa diventare una forza storica poderosa. Allora, la "valanga" che spaventa il giornale della FIAT sarà veramente distruttrice, demolirà ogni residuo della società borghese, ogni senatore a vita e ogni cittadino onorario: sarà la rivoluzione proletaria."

Non male no?


Reply author: IVAN
Replied on: 19/07/2005 02:39:38
Message:

«L'astensionismo strategico contro il parlamentarismo»
"Tratto da Lotta Comunista, marzo 1968:
In polemica con Bordiga e la Sinistra italiana, Lenin riaffermò il principio della utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare e della combinazione del lavoro legale con quello illegale a cui tale utilizzazione era strettamente collegata. La lotta teorica di Lenin rappresentò una importante tappa nella formazione del movimento comunista mondiale, sancita dalle Tesi del Secondo Congresso sottoscritte dalla stessa Sinistra italiana e da Bordiga. Periodicamente, ogni più squallida figura di opportunista esce fuori con la citazione dell' "Estremismo" di Lenin credendo in questo modo di confutare le posizioni rivoluzionarie. Niente di più falso. Lenin parla inequivocabilmente di utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare e nessun rivoluzionario rifiuta per principio di adoperare uno strumento qualsiasi nella lotta contro il sistema capitalistico. Il problema oggi non è se si deve adoperare rivoluzionariamente la tribuna parlamentare, ma se si può. Lenin sosteneva che si deve e si può e portava l'esempio del deputato socialista Liebneckt nel parlamento tedesco contro la guerra imperialista e l'esempio bolscevico in Russia. Giustamente Lenin derivava la validità di una tattica da una analisi concreta e non si limitava ad affermare un principio. Anche noi non possiamo limitarci ad affermare un principio indiscutibile ma dobbiamo compiere una analisi concreta sulla possibilità di applicazione del principio nella attuale situazione reale. Una tattica non può scaturire semplicemente da una considerazione teorica, ma, sulla base della teoria, deve risolvere una serie di problemi concernenti la lotta di classe. La tattica comunista non ha altro fine che rafforzare la lotta della classe operaia, nella prospettiva della strategia della rivoluzione e della dittatura del proletariato. La validità della tattica si verifica soltanto nella prospettiva strategica. E siccome la tattica è uno strumento della lotta di classe, in nessun caso può distaccarsi da questa, perché se la tattica non esprime le punte più avanzate della lotta operaia finisce con il diventare una tattica della lotta capitalistica. Non ci sono vie di mezzo, non ci sono tattiche "neutre". Perciò nel porre il problema della tattica parlamentare devono essere visti tutti gli aspetti della questione perché solo dalla comprensione e dall'analisi di tutti gli aspetti deriva il giudizio sulla possibilità o sulla impossibilità dell'utilizzo rivoluzionario della tribuna parlamentare. Diciamo, a proposito, tutti gli aspetti e quindi anche quelli che Lenin non poteva considerare e sottolineare perché non avevano ancora subito lo sviluppo che hanno avuti negli ultimi cinquant'anni. In Lenin sono certamente presenti tutti gli aspetti della questione e non può essere altrimenti perché già tutti gli aspetti erano presenti alla considerazione di Lenin ed altri fondamentalmente "nuovi" non ne sono sorti. Lenin vede la questione parlamentare in una determinata serie di correlazioni tra i suoi vari aspetti. Del resto Lenin, maestro di dialettica, ci insegna che tutti gli aspetti debbono essere visti e colti in tutti i loro rapporti ed è proprio un determinato tipo di rapporto che caratterizza una realtà presa in esame. La questione parlamentare e la tattica conseguente non possono essere, quindi, una questione ed una tattica sempre uguali ed invarianti, ma invece l'insieme di aspetti in specifici rapporti così come si presentano nel 1919 e così come si presentano nel 1968. Facciamo un esempio. La tattica con cui Lenin risolve la questione parlamentare si basa essenzialmente sull'utilizzo rivoluzionario della tribuna parlamentare nel quadro della combinazione del lavoro legale con quello illegale. L'esperienza bolscevica dimostrava che il partito rivoluzionario aveva sfruttato bene questa possibilità, che il partito non era caduto nel "cretinismo parlamentare" e che la tattica parlamentare aveva permesso al partito di portare avanti il lavoro di preparazione della rivoluzione socialista. La tattica bolscevica, dice Lenin, non ha una validità solamente "russa", ma universale. E' tattica del partito comunista mondiale. L'affermazione di Lenin è importantissima e la sua mancata assimilazione è stata uno dei fattori di disgregazione del tentato partito mondiale di fronte alla controrivoluzione staliniana. Ma perché è importantissima la tesi di Lenin? Forse perché dice che bisogna utilizzare da rivoluzionari la tribuna parlamentare? Puerile e ridicolo! Cosa può fare di diverso un rivoluzionario se non utilizzare da rivoluzionario uno strumento politico? La tesi di Lenin è importantissima perché sostiene che la attività del partito rivoluzionario è una combinazione di lavoro legale e di lavoro illegale, e, per queste ragioni e per questo fine ben preciso e non tanto per un generico "fine socialista" invocato da ogni opportunista, la tribuna parlamentare deve essere utilizzata. La tribuna parlamentare è, infatti, il lavoro legale. In questo senso si precisa il significato della utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare. In definitiva, si precisa tutto il significato di tutto il lavoro legale (giornali, sindacati, circoli, tribune parlamentari ecc.). Indicando la validità universale della tattica bolscevica Lenin indica il tipo di formazione del partito rivoluzionario in ogni paese. Ciò vuol dire che la combinazione del lavoro illegale con quello legale non riguardava solo la Russia come situazione particolare, od altri paesi dove si fossero presentate precedentemente situazioni similari. Compito del partito marxista rivoluzionario è quello di preparare tutte le condizioni soggettive per la rivoluzione proletaria: difendere e propagandare il programma, agitare particolari idee nella classe operaia, organizzare i proletari più coscienti negli organismi di partito, introdurre la coscienza socialista nelle masse lavoratrici, partecipare ad ogni forma di lotta di classe, lottare implacabilmente contro ogni influenza borghese e riformistica sui lavoratori, distruggere ogni tipo di direzione controrivoluzionaria nelle masse per stabilire una direzione effettivamente rivoluzionaria, fare di ogni tipo di lotta economica e politica un episodio tattico di scontro sociale che si colleghi ad un piano strategico generale rivoluzionario di distruzione del Potere capitalistico e di instaurazione della dittatura del proletariato. Forme di organizzazione e di tattica sono subordinate a questo supremo fine strategico senza il quale manca la ragione di esistenza del partito stesso. La lotta rivoluzionaria della avanguardia operaia organizzata in partito leninista viene ad essere concentrata contro lo Stato capitalistico in tutte le sue componenti, tra le quali la organizzazione parlamentare, in una serie di battaglie che preludono all'offensiva insurrezionale e militare del proletariato in armi. E' ovvio che per il sistema capitalistico il piano strategico rivoluzionario sia illegale perché va contro i suoi dispositivi di difesa e di conservazione. In fondo stabilire ciò che è legale e ciò che è illegale nella attività generale del partito rivoluzionario è un problema che riguarda la borghesia e non il partito che si propone di infrangere tutto l'ordinamento capitalistico. E' un problema che riguarda la borghesia ed i suoi rapporti di forza con la avanguardia operaia. E nella misura in cui il sistema capitalistico è costretto a difendersi dagli assalti proletari cresce il lavoro illegale del partito rivoluzionario per due ragioni: perché si sviluppa il lavoro militare della preparazione insurrezionale e perché il sistema capitalistico non può tollerare neppure la semplice propaganda di idee eversive. Il partito rivoluzionario cercherà, allora, di utilizzare tutte le possibilità legali (sindacati, giornali, circoli, tribuna parlamentare ecc.) per poter continuare la sua propaganda e per poter proteggere la sua preparazione militare. Per queste ragioni l'esperienza russa non è particolare ma universale. Ogni partito rivoluzionario che si trovi a fare una profonda opera di preparzione della rivoluzione è costretto dal sistema capitalistico ad un lavoro illegale. Ogni partito seriamente rivoluzionario cercherà di utilizzare tutte le possibilità di lavoro legale che oggettivamente gli sono date e di stabilire una combinazione di lavoro illegale e di lavoro legale, combinazione che varierà in dipendenza di molti fattori.
L'esperienza degli ultimi cinquant'anni ci ha dimostrato che:
a) ogni partito rivoluzionario che ha operato nella fase di preparazione militare è stato posto nella illegalità;
b) il capitalismo mondiale ha scatenato violentissime ondate controrivoluzionarie (fascismo, socialdemocrazia, stalinismo) che hanno non solo distrutto tutta la fase di preparazione militare, ma addirittura distrutto il partito nella stessa fase di preparazione dei quadri e di propaganda. Le ondate controrivoluzionarie hanno cercato di rigettare indietro di cento anni l'avanguardia proletaria distruggendo il movimento rivoluzionario alle radici;
c) ogni margine di utilizzazione del lavoro legale si è estremamente ridotto, se non è scomparso.
Mentre la classe operaia non ha assimilato la lezione bolscevica, il capitalismo ne ha fatto tesoro. Il capitalismo permette un lavoro legale oggi in certi paesi perché la situazione generale è controrivoluzionaria. Ma laddove le sue crisi parziali generano forme più intense di lotta di classe mette immediatamente in moto i suoi apparati repressivi che annullano ogni possibilità di lavoro legale e di propaganda rivoluzionaria. Cercare di utilizzare la tribuna parlamentare in paesi come l'Italia in una situazione come l'attuale non ha un senso strategico. Il partito rivoluzionario è ancora nella fase di preparazione dei quadri e l'attuale corso di lotta di classe restringe enormemente il lavoro di preparazione militare e di mobilitazione di massa. Quando il corso della lotta di classe diventerà più acuto e si allargheranno le possibilità del lavoro di preparazione militare il conflitto sociale e politico assumerà aspetti tanto violenti che non ci sarà, come la esperienza dopo l'ottobre dimostra, margine per il lavoro legale. La tendenza in cui si svilupperà un processo rivoluzionario, data la concentrazione del potere statale, vedrà una serie alterna di battaglie di classe combattute sul terreno militare prima della distruzione dello stato borghese e della instaurazione della dittatura proletaria. La rivoluzione d'ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere. La rivoluzione in occidente sarà costretta a svolgerla prima. Questa tendenza della strategia rivoluzionaria deve essere chiaramente individuata dalla avanguardia di classe e dal suo partito leninista. In questa prospettiva il nostro astensionismo non è solo tattico (giudizio negativo sulla attuale possibilità della utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare da parte della nostra organizzazione oltre a radicale rifiuto di "fronte unico" con le organizzazioni controrivoluzionarie di "sinistra") ma è strategico. Il nostro astensionismo è strategico perché si basa sulla impossibilità di utilizzo della tribuna parlamentare in tutto il futuro delle battaglie di classe che porrà nella forma più violenta il problema del potere. Il nostro astensionismo è strategico perché è collegato al futuro della lotta rivoluzionaria."
LA TATTICA CHE DIVIENE STRATEGIA,QUANTITA' CHE MUTA IN QUALITA'.NON E' COSI'?50 ANNI PER CAPIRE CHE COSA?SONO CAMBIATE LE CONDIZIONI OGGETTIVE,MATERIALI.COME SARA' LA VIGIGLIA DELLA TERZA GUERRA IMPERIALISTICA MONDIALE?NON DI CERTO COME QUELLE DELLA PRIMA,STANNE CERTO SAVIO.LA TRIBUNA PARLAMENTARE E' GIA' ORA QUASI INSERVIBILE DALLA STESSA BORGHESIA,NON TE NE RENDI CONTO?AL PROLETARIATO IL PARLAMENTO FA SCHIFO,MA LO IGNORA COME MALE INCURABILE,UN CANCRO.IN QUESTO PARLAMENTO,NON DICO QUELLO ITALIANO,MA QUELLO EUROPEO,COSA CI ANDRA' A FARE UN QUALSIASI PARTITO RIVOLUZIONARIO?VEDIAMO,VEDRANNO...BELLA STRATEGIA LA TUA!MA LA STRATEGIA NON E' IN SINTESI PREVISIONE?ORA BISOGNA COSTRUIRE IL PARTITO RIVOLUZIONARIO,QUESTA E' LA STRATEGIA.E NON DIRMI CHE SIAMO QUATTRO GATTI,PERCHE'PROPRIO NEL VOLUME DELLE OPERE COMPLETE DI LENIN,IL NUMERO 31,NON 41,A PAGINA 224 PARAGRAFO 2 "DISCORSO SULLA FUNZIONE DEL PARTITO COMUNISTA":E in realtà,nell'epoca del capitalismo,quando le masse operaie sono sottoposte a uno sfruttamento ininterrotto e non possono sviluppare le proprie capacità umane,la principale caratteristica dei partiti politici operai sta nel fatto che essi possono abbracciare soltanto una minoranza della classe.Il partito politico può riunire soltanto una minoranza della classe,allo stesso modo in cui gli operai realmente coscienti costituiscono,in qualsiasi società capitalistica,soltanto una minoranza di tutti gli operai.Siamo quindi costretti a riconoscere che soltanto una minoranza cosciente può dirigere le grandi masse operaie e condurle al suo seguito."QUESTO NEL 1920,UNA SITUAZIONE ANALOGA,DIALETTICAMENTE,A OGGI,MA DI QUALITA' E QUANTITA'DIVERSISSIME.
INOLTRE,CREDO IN MODO FONDATO,CHE CON PARTITI OPERAI,LENIN INTENDA ANCHE I PARTITI OPERAI BORGHESI,E LA LORO BASE NELLA LORO ARISTOCRAZIA OPERAIA.
LO SO SAVIO,PIU' AVANTI LENIN AGGIUNGE:"Che cosa è una minoranza organizzata?Se questa minoranza è realmente cosciente,se è capace di condurre con sè le masse,se sa risolvere ogni questione posta all'ordine del giorno,essa è,in realtà,un partito.E,se dei compagni come Tanner,dei quali noi teniamo particolarmente conto perchè rappresentano un movimento di massa-cosa che non si potrebbe affermare,senza qualche esagerazione,dei rappresentanti del Partito socialista britannico-se questi compagni sono per l'esistenza di una minoranza che si batta energicamente per la dittatura del proletariato
ed educhi le masse operaie a questo fine,una tale minoranza non sarà altro,nella sostanza,che un partito."
E ALLORA LOTTA COMUNISTA,E' TALE PARTITO?IN QUELL'EPOCA,MINORANZA RIVOLUZIONARIA SIGNIFICAVA MILIONI DI UOMINI.OGGI NO.NON E'MATERIALISTICAMENTE POSSIBILE!SIAMO POCO RADICATI,NON PERCHE'NON ABBIAMO UNA STRATEGIA VINCENTE,MA PERCHE'QUESTO NUMERO DI ADERENTI E' QUELLO CHE IL PARTITO PUO'REALISTICAMENTE ATTRARRE A SE.E MEGLIO DI CERTO NON FANNO GLI ALTRI PARTITI,FUORI E DETRO IL PARLAMENTO,A DESTRA E SINISTRA.L'EPOCA D'ORO DELLA LOTTA DI CLASSE,CHE TU RIMPIANGI E A CUI TI ISPIRI,E'FINITA.DA TEMPO L'IMPERIALISMO E' ENTRATO IN UNA FASE DI TOTALE REAZIONE,ANCHE VERSO IL SUO STRUMENTO CLASSICO DI LOTTA POLITICA,IL PARLAMENTO.LA NON CORRISPONDENZA TRA STRUTTURA E SOVRASTRUTTURA,NE E' LA PROVA PIU'EVIDENTE.IN FUTURO,LA LOTTA DI CLASSE IN SENSO RIVOLUZIONARIO,SFOCERA'DA SUBITO IN LOTTA ILLEGALE,E GUAI A QUEL RIVOLUZIONARIO PRESENTE IN PARLAMENTO.


UN SALUTO INTERNAZIONALISTA.




Reply author: raes
Replied on: 19/07/2005 20:47:20
Message:

da quel che ne so savio fa parte de l internazionale che sarebbe l ex sezione di livorno di lotta comunista uscita da questa organizazione nel 98 li trovi su www.linternazionale.it p.s linternazionale tutto attacato 1 altro gruppo uscito da lotta comunista è pagine marxiste su www.paginemarxiste.it consultali è scoprirai le menzogne di lotta comunista parlo per esperienza personale

alberto.dinucci


Reply author: IVAN
Replied on: 22/07/2005 14:30:55
Message:

raes,ciao.
Menzogne di lotta comunista?Perchè non ne scrivi qui?Scrivi di esperienze personali...mi stai facendo diventare curioso!
Vedi,a me non è mai capitato nulla,ma proprio nulla...Sarà che sono troppo ingenuo?Discutiamone.


Un saluto internazionalista.


Reply author: raes
Replied on: 23/07/2005 20:23:54
Message:

mi dicevano che era impossibile che lotta comunista subisse scissioni questo anche nel 1999 quando cera gia stata la scissione di livorno e tieni conto che me lo dicevano a pisa.

alberto.dinucci


Reply author: M.Savio
Replied on: 02/08/2005 22:47:59
Message:

Ciao a tutti,rieccomi.
E'davvero divertente leggere le citazioni di OBTORTO COLLO e constatare che tali citazioni si sono rivelate,nei fatti,false,almeno fino ad ora.
Nel 1979,A.Cervetto parlava di una tendenza che oggi,a più di 20anni,non si è ancora avverata in Italia,dove la partecipazione alle elezioni parlamentari è di circa l'85 per cento(elezioni del 2000).Perciò non sarebbe stato più utile tentare la strada parlamentare per svolgere una politica rivoluzionaria contro il parlamentarismo borghese e tutte le istituzioni che lo circondano,fino alla Costituzione.Come ha sempre consigliato Lenin ai comunisti italiani,i quali,oltre a dover lottare contro la borghesia italica,debbono lottare contro il Vaticano.E come si può fare ciò,efficacemente,senza il parlamentarismo?!.
La presunta 'chicca'di Poggi è una barzelletta:nel '68,due anni dopo l'affermazione poggiana,prendeva vita il Movimento del '68,che nei successivi anni sarebbe stato ben controllato dalla politica parlamentare del PCI,attraverso concessioni di legge come l'articolo 18,l'aborto e il divorzio,tanto per citare le più famose.Un Movimento che,pur essendo rivoluzionario solo sul piano dei costumi e non su quello politico,avrebbe potuto fornire un'ampia visibilità ed una posizione politica di grande forza per quel partito comunista-rivoluzionario che fosse stato capace di cavalcarne l'onda,con i conseguenti benefici della storia.Invece,a beneficiarne sono stati i Radicali e il PCI.Perciò,sì al parlamentarismo,perchè permette una più facile operazione di direzione dei movimenti di massa spontanei.
E poi nel '66 Lotta Comunista era appena nata e perciò non poteva ancora vantare di essere un partito forte e disciplinato per una politica parlamentare,come auspicava Lenin.
E a tutto ciò si aggiunga l'inesperienza pratica ,sul piano politico-parlamentare,dei fondatori di Lotcom,che provenivano per lo più dall'anarchismo.Insomma,quella di Poggi è una prova d'immaturità politica.
Se ancora non ti ho convinto,Obtorto Collo,prova a leggere il testo di Lenin e a rispondere alle domande che all'epoca poneva ai bordighisti.
Forse capirai che la posizione di LotCom sul parlamentarismo non è leninista,ma cervettiana ed in sintonia col bordighismo.
Vale la pena,perciò,di attaccare politicamente LotCom,anche se Essa non possiede un'influenza politica tra i lavoratori,che sia significativa(meno male).Se non altro perchè manda i suoi giovani in giro a diffondere il proprio giornale,a dimostrazione,che una certa presenza ce l'ha.Perciò è bene ridurre anche questa,anche perchè io vivo e opero a Genova,la città dove LotCom può vantare di avere la sua massima presenza.E perchè,io in LotCom,ci ho fatto un anno di attivismo, prima di andare via disgustato,quindi parlo con cognizione di causa.
Aggiungo,in breve,di aver collaborato,poi,con il gruppo RotCom per un altro anno circa(come potete constatare da voi leggendo la sezione del forum 'Lettera aperta ai compagni di Rotta Comunista')per aderire,infine,all'Internazionale di Livorno.
Il suo sito è:wwwlinternazionale.it e il suo indirizzo e-mail è: l.internazionale@tin.it .Si tratta di un'organizzazione trotskysta,che guarda con favore al parlamentarismo,ma niente a che vedere con Rifondazione,che è un partito borghese,o con i trotskisti del passato che con il loro entrismo si sono autovotati al fallimento politico e storico.Anche perchè ci vuole una bella faccia tosta per unirsi politicamente con gli stalinisti,con gli assassini di Trotsky e anche una bella dose d'ingenuità per sperare di poter riuscire a conquistare gli spazi per un'azione politica forte e duratura.Piuttosto confermo quanto scritto da Raes:l'Internazionale è nata nel '98,grazie ad un gruppo di compagni che sono usciti da LotCom,a Livorno.E i motivi di tale azione sono scritti nel primo numero del giornale.E che LotCom negasse di aver mai avuto scissioni significative è vero,lo posso testimoniare anch'io,sulla base della mia esperienza a Genova.
Ad Ivan dico:mi citi l'articolo di Cervetto del'68 che sembra descrivere una imminente situazione rivoluzionaria,che,nei fatti,non c'è mai stata.Un modo di analizzare la realtà tipico degli autori del Catechismo del rivoluzionario,o di un Blanqui,e non degli autori del Manifesto del Partito Comunista.
E che ha fatto LotCom dal '68 ad oggi?Ha forse preparato militarmente e politicamente la rivoluzione?Nient'affatto,tanto che ancora oggi vi trovate ad ammettere di non avere un grande radicamento,dopo 40 anni.Ma come mai? Con buona pace dei teorici astratti,esiste una sola risposta:perchè non avete seguito la strada parlamentare,che è l'unica che permette di educare efficacemente le masse arretrate,quelle che fanno numero,a decine di milioni.
Nel '68 si poteva anche capire questa scelta(proviamo a fare questa concessione ai lor signori!)perchè era un partito nato da poco,ma a patto che ci fosse stata sempre,sistematicamente,un'attiva propaganda comunista,per mezzo di un giornale vivace e un'attiva agitazione,come le occupazioni delle case e delle scuole,un attivo lavoro sulle fabbriche,vari comizi,ecc. come dimostrano i vostri primi numeri del giornale(vedi raccolta)e come raccontano i vecchi compagni usciti da LotCom.Invece,a partire dalla metà degli anni '70 in poi,è iniziato il ritiro più completo,su ogni fronte.E allora ve la siete cercata,e oggi sembrate essere più una setta religiosa,i Testimoni di Genova,più che un partito politico.
Tutto il vostro sapere si riduce a dire,parlando ai lavoratori:"Delle vostre sofferenze(causate come si sà dal capitalismo)dovete farvene una ragione,perchè oggi non esistono le condizioni per un'aperta politica comunista rivoluzionaria".
"Povero Lenin,non è stato sufficiente il tuo esempio di politico vivente per fare capire le tue idee,perciò ti prego,torna sulla terra!?"Solo così LotCom potrebbe rimettersi sulla giusta strada della rivoluzione.Ma Lenin non può tornare,Lenin è morto come uomo,ma continua a vivere come rivoluzionario nei suoi testi,perciò studiateli.E Lenin ha detto e scritto:se non si può distruggere il parlamento con un colpo solo,rapidamente,occorre stare in parlamento per condurre la lotta rivoluzionaria.E lo stesso vale per l'oggi.
Questo è il nocciolo dell'analisi dialettica leninista.Punto.
Tutto il resto è un continuo arrampicarsi sugli specchi,e in questo,Ivan,sei bravissimo.Come dimostra la tua ennesima citazione a sproposito,il Discorso sulla funzione del partito comunista,vol.31 pag.224-227.In esso Lenin affronta il problema della funzione del partito e quello,terminologico,della definizione di 'partito'in risposta ai compagni inglesi,Tanner in testa.Ma in esso,non nega mai l'importanza del parlamentarismo,mai lo condanna,d'altronde come potrebbe,dal momento che questo testo,secondo in ordine temporale, sarà seguito da un quarto,espressamente dedicato al parlamentarismo,che è quello da me riportato più sopra.
Perciò,Ivan,non sprecare le tue energie per cercare quelle citazioni di Lenin che possono giustificare o avallare il vostro astensionismo 'strategico' perchè il pensiero di Lenin non è un puzzle che puoi smontare e rimontare a tuo piacimento,ma è un'opera architettonica ben definita,dove ogni tesi è un pilastro che regge l'intera struttura e senza il quale tutto crolla.Spero di aver reso l'idea.Piuttosto,riconosci apertamente che si tratta dell'interpretazione che Cervetto ha dato del pensiero di Lenin,diventando,poi, quella del tuo partito.
In proposito condivido l'opinione dei due autori della biografia di Cervetto,secondo i quali il pensiero di Cervetto si sarebbe caratterizzato per una forte impostazione scientista nei confronti del marxismo e da ciò,come dimostra il bordighismo,deriva la conseguente ed inevitabile concezione del partito come unione di illuminati,di puri,come setta.
Perciò,consiglio a tutti,specialmente ad OBTORTO COLLO e ad Ivan,se ancora non l'hanno fatto,di leggere questo testo:
Giorgio Amico-Yurii Colombo,"Un comunista senza rivoluzione.Arrigo Cervetto,dall'anarchismo a Lotta Comunista:appunti per una biografia politica",(2005)MASSARI EDITORE,pag.163-10euro.
Ma avremo occasione di riparlarne...


SAVIO








Reply author: damiano
Replied on: 06/08/2005 11:28:45
Message:

Un breve intervento solo x precisare che il P.C. Int. partecipò alle elezioni politiche del '48 con le motivazioni analoghe alle tue.
Ne trovi traccia nell'opuscolo "Cronache Rivoluzionarie in provincia di Varese" oltrechè nel sito - dove tra l'altro trovi anche ben documentata tutta la polemica tra Bordiga, quale principale esponente della Sinistra italiana, e la 3 Internazionale sui temi dell'astensionismo,fronte unico etc.
Saluti.


Reply author: Admin
Replied on: 06/08/2005 19:33:01
Message:

Ciao.
Savio, mi pare tu non abbia capito 'Obtorto Collo'. La citazione di Poggi è alquanto eloquente. Un astensionismo che si propone di battere ELETTORALMENTE, la partecipazione al voto, è quanto di più stupido si possa pensare (!). ASINERIE, altro che scientismo!!!!!
Ciao



Reply author: raes
Replied on: 06/08/2005 20:03:39
Message:

ho forti perplessita che ai giorni nostri abbia senso la partecipazione a 1 parlamento aparte ledifficolta pratiche per partecipare alle elezioni in italia.comunque è 1 decisione da prendere studiando con metodo marxista la situazione reale enon con citazioni di testi sacri

alberto.dinucci


Reply author: IVAN
Replied on: 09/08/2005 03:56:24
Message:

CIAO A TUTTI.
ALLORA TUTTI ALLE URNE!PER VOTARE COSA?L'INTERNAZIONALE DI LIVORNO...
IO NON POTREI,NON LO PERMETTE LA MIA CIRCOSCRIZIONE ELETTORALE.DOVE SIETE RADICATI?NORD,CENTRO,SUD,ISOLE?CHI VI CONOSCE?VI SIETE CHIESTI QUANTO COSTA UNA CAMPAGNA ELETTORALE?MOLTI SOLDI.E VOI LI AVETE,NATURALMENTE.O NO?AMMETTENDO DI SUPERARE TUTTE LE DIFFICOLTA' PRATICHE,QUANTI DEPUTATI PENSATE DI RIUSCIRE A FAR ELEGGERE?UNO?MA SI.MAGARI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE,CI RIUSCIRESTE.
E POI?UNA VOCE SU QUANTI PARLAMENTARI?PARLEREBBE IN PARLAMENTO,CON I MINUTI CONTATI,SPERANDO CHE IL DIBATTITO SIA TRASMESSO IN TV:PERCHE' LO SCOPO E' QUELLO DI ARRIVARE A PARLARE ALLE MASSE,O NO?OPPURE DI AVERE UNO SPAZIO NELLE TV PRIVATE,SE INVITATO SI INTENDE.MAGARI,CON UN'ARRIGA PARTICOLARMENTE EFFICACIE,CON UNO SCANDALO ORATORIO,AVERE IL SERVIZIO DI APERTURA DI UN TG SERALE...AMMESSO CHE NON CI SIANO NOTIZIE PIU' CLAMOROSE.INSOMMA,SI DOVREBBE SPERARE SOLO NELLA VISIBILITA' CHE,PICCOLISSIMO PARTITO TRA I PICCOLI PARTITI,POTREBBE REALISTICAMENTE AVERE.
"TI SBAGLI IVAN,NON HAI CAPITO NULLA COME AL SOLITO!NOI INTENDIAMO INIZIARE UN PROCESSO.UN LENTO PROCESSO DI AVVICINAMENTO ALLE MASSE,ATTRAVERSO LO STRUMENTO DEL PARLAMENTO.E'LI CHE LE MASSE GUARDANO.E'LI CHE LE CONTRADDIZIONI HANNO VALENZA POLITICA:LI SBUGIARDEREMO TUTTI E IL PROLETARIATO SARA' CON NOI!".
VOI POTRESTE RISPONDERMI COSI',FORSE.E SE NON E'COSI,COSA VOLETE SOSTENERE?
QUALE VALENZA POLITICA HA OGGI LA LOTTA DI CLASSE IN PARLAMENTO PER LA CLASSE DOMINANTE E LE SUE FAZIONI?IO SOSTENGO,NESSUNA.FACCIAMO L'ESEMPIO DELLA LEGA.LA LEGA E' L'EPRESSIONE POLITICA DELLA PICCOLA E MEDIA AZIENZA DEL NORD ITALIA:IL PROTEZIONISMO VERSO I PRODOTTI ASIATICI,L'AVVERSIONE ALL'EURO,LA XENOFOBIA DI COMODO,LO DIMOSTRA AMPIAMENTE.COSA HA OTTENUTO,DA QUANDO E' UN PARTITO DI UN CERTO PESO IN PARLAMENTO,LA LEGA?NIENTE.UNA LEGGE CHE EFFETTIVAMENTE SIA ESPRESIONE DELLA SUA IDEOLOGIA E CHE SIA REALMENTE APPLICABILE,MI SIA MOSTRATA.DOVE SONO LE LEGGI CHE,OGGI IN EUROPA,DIFENDONO LA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA ITALIANA?CHE SENSO HA LEGIFERARE,SE COMUNQUE TALI LEGGI SONO LE NECCESSARIE REAZIONI ALL'EMERGERE DELLA CINA?LA LEGA,CON TUTTA LA SUA INFLUENZA,PUO' IMPEDIRE LA CHIUSURA DELLE TESSITURE DI BIELLA?NO,MA PUO' FARE BACCANO IN PARLAMENTO PER ATTIRARE VOTI,SPAVENTANDO CON LA MINACCIA DEL TERRORISMO,CON IL RAZZISMO,E CON TUTTO IL LETAME IDEOLOGICO PROVOCATO DALL'IMPERIALISMO.
GLI ELETTORI DELLA LEGA,NON HANNO PIU'MOTIVAZIONI POLITICHE GENUINE PER CONTINUARE A VOTARE,MA LO FANNO PERCHE' AIZZATE DALL'ODIO RAZZIALE,DALLA PAURA,INSOMMA,NON DA RIVENDICAZIONI ECONOMICHE.
SE L'ERA DELLA DEMOCRAZIA ERA LA LIBERA CONCORRENZA,OGGI L'IMPERIALISMO E' IL MONOPOLIO.VOGLIO DIRE,CHE LA LIBERA CONCORRENZA AVEVA COME SOVRASTRUTTURA IL PARLAMENTO,E QUINDI LA PIENA DEMOCRAZIA IN SENSO BORGHESE:E QUESTO PERMETTEVA ANCHE IL PARTITO PROLETARIO BORGHESE.VICEVERSA,E QUESTO E'L'ABC DEL MARXISMO,IL MONOPOLIO NON PUO' AVERE NELLA DEMOCRAZIA DI VECCHIO TIPO,LA SUA SOVRASTRUTTURA.PERCHE'?LA DEMOCRAZIA E' IL MIGLIOR INVOLUCRO DELL'IMPERIALISMO,MA E' UN INVOLUCRO APPUNTO,UN SIMULACRO,CHE IMITA LA VECCHIA DEMOCRAZIA,MA NON LA SUA SOSTANZA:C'E'UNA DIFFERENZA TRA IL SENATO DEGLI USA DI OGGI E DI 100,200 ANNI FA'O NO?LA MODERNA DEMOGRAZIA E' LA METAFORA DELLA SOCIETA' PER AZIONI DI OGGI:UN VOTO,UNA AZIONE.IL MONOPOLIO,IL CAPITALE FINANZIARIO,SONO ENTITA'CHE IMPONGONO LA LORO VOLONTA',QUALI CHE SIANO GLI AZIONISTI DI MINORANZA.LA POLITICA E' CAPITALE CONCENTRATO,MA NELL'IMPERIALISMO TALE CONCENTRAZIONE VALICA GLI INTERESSI NAZIONALI,E QUINDI I PARLAMENTI NAZIONALI.L'ARENA DELLA CONTESA,NON E' PIU' IL PARLAMENTO,MA LA LOTTA INTERNAZIONALE TRA LE FAZIONI DEL MONOPOLIO.L'INTERNAZIONALISMO DEL PARTITO RIVOLUZIONARIO VA NEL SENSO DELLA GLOBALIZZAZIONE DELLA LOTTA.SE IL CAPITALISMO NASCENTE DELLE DIVERSE NAZIONI POTEVA,ATTRAVERSO I PARTITI OPPURTUNISTI,ELARGIRE LE BRICIOLE DEL SUO ARRICCHIMENTO AL PROLETARIATO E ATTENUARE LA LOTTA DI CLASSE,OGGI CIO' NON E' PIU' POSSIBILE:IL PROLETARIATO PUO'LOTTARE SOLO FUORI DAL PARLAMENTO.LE CONQUISTE IN OCCIDENTE OTTENUTE DAL PROLETARIATO,E SI BADI BENE,OTTENUTE IN PARLAMENTO DAI PARTITI OPPORTUNISTI,STANNO PER ESSERE PERSE.LA LOTTA E' FUORI DAL PARLAMENTO,QUESTO E' SICURO.NON BISOGNA PERDERE TEMPO IN CAMPAGNE ELETTORALI CHE NON DANNO NULLA AL PARTITO RIVOLUZIONARIO:NE DISPERDONO GIA' LE DEBOLI FORZE.DEVE ESSERE CHIARO CHE NESSUNA FORZATURA DEI TEMPI NE DEI MODI DI RADICAMENTO DEVE ESSERE ATTUATA:NON POSSIAMO MUTARE LA NATURA MATERIALISTICA DELLA POLITICA.SE IL PROLETARIATO NON CI SEGUE,E INTENDO NON SOLO LC,E PERCHE' NON SONO MATURATE LE CONDIZIONI MATERIALI DELLA SUA EMANCIPAZIONE COME CLASSE COSCENTE DI ESSERE RIVOLUZIONARIA:QUESTO E' OGGETTIVO,E NESSUNA PARTECIPAZIONE AL PARLAMENTO PUO' SUSCITARE TALE COSCENZA.CREDO CHE SENZA SITUAZIONE RIVOLUZIONARIA,NON SI POSSA PARLARE DI PARTITO RIVOLUZIONARIO,COME NON SI POSSA PARLARE DI CLASSE RIVOLUZIONARIA SENZA CHE QUESTA SIA POSTA NELLE CONDIZIONI MATERIALI PER ESSERLO.IN TALE PROSPETTIVA,E' INVECE ASSULUTAMENTE NECCESSARIO UN' AZIONE NEL SINDACATO,DOVE IL CONTATTO CON LA CLASSE E' REALE IN SENSO MATERIALISTICO.IL RESTO E' FUORI DALLA REALTA' POLITICA.



UN SALUTO INTERNAZIONALISTA.


Reply author: Admin
Replied on: 10/08/2005 00:03:16
Message:

Ciao.
Dei due messaggi che precedono questo mio, i due autori non potevano conoscere il testo dell'altro, essendo entrambi in via di pubblicazione.
Intervengo perché trovo interessante il messaggio di RAES che si pone il problema come questione da affrontare non astrattamente ma politicamente.
Del resto Rotta Comunista è astensionista e lo sarà sinché non ci sarà un partito rivoluzionario in grado di affrontare le sacrosante questioni che IVAN vede nella partecipazione al parlamento, cioè con la forza, con un rapporto di forza adeguato. Questa è una premessa essenziale altrimenti lo stesso comunismo potrebbe essere precondannato al fallimento da un altrettanto sacrosanto elenco di impossibilità.
Del resto ciò non vale solo per il parlamento ma anche per il sindacato (cioè CGIL-CISL-UIL) oggi ridotto ad apparato dello stato e senza la "dignità" concessa al parlamento.
In quanto tale è inconquistabile, anzi il presunto "lavoro rivoluzionario" nel sindacato
non fa che dare forza a tale apparato. Pochi di lotta comunista sanno che il loro mito, Arrigo Cervetto, nel concetto di "ritirata ordinata" includeva la necessaria uscita dalle responsabilità sindacali per non far da parafulmini ai sindacalisti. Nello stesso momento, invece, gli attuali soloni "sindacali" di lotta comunista ai affannavano a sfruttare la sopradetta necessità di un parafulmine per far carriera nel sindacato, naturalmente spacciandola per radicamento agli illusi che pensano che solo in parlamento la "democrazia" sia stata svuotata di ogni significato.
Ciao.




Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 10/08/2005 20:24:49
Message:

-Per riuscire a condurre una politica rivoluzionaria in parlamento occorre avere un partito con una forte organizzazione e "abbastanza disciplinato che sappia costringere i deputati a subordinarsi al partito".

Ciao Savio,
premetto che anch'io vengo quì per divertirmi!
Ho ripreso in manchette la citazione di Lenin che riporti più sopra per un motivo molto semplice; visto che lc enuncia il suo astensionismo in una fase di formazione di quadri, cioè nella sua fase iniziale, è evidente che per seguire le direttive di Lenin, deve "aspettare" che la sua massa-partito divenga forte abbastanza per fare ciò che Lenin dice, come del resto hai anche detto tu.
Ma quello che volevo farti notare, e che certamente hai già notato anche da solo, era la chiarezza della posizione di lotta comunista, giusta o sbagliata che sia, era dunque un rispondere alla tua domanda, quando chiedevi: "poi,questa teoria per Lotta Comunista che cos'è:è ancora marxismo,cioè lo strumento teorico della lotta rivoluzionaria,o è pseudomarxismo,un coltello di legno che non ferisce e non taglia?."
É ovvio che non sei daccordo con l'astensionismo, ma che ti entra in tasca se lc diventa parlamentarista?
Se pensi questo: "Perciò,sì al parlamentarismo,perchè permette una più facile operazione di direzione dei movimenti di massa spontanei.", è meglio per quelli come te piuttosto che per quelli come lc che lo spontaneismo lo aborrono così come "la natura aborre il vuoto" (mi si scusi la citazione di Marx).
Quindi, caro Savio, la questione non è se lc ha torto o ragione, questo non interessa a nessuno, e nemmeno a te o a rot.com. o all'internazionale o a n+1 o a chi più ne ha più ne metta. La questione che nessuno di voi dice, ma che invece emerge dai vostri discorsi è: "Se lotta comunista avesse ragione, e riuscisse un domani a prendere il potere, sarebbe un bene o un male per la specie umana?"
Questo è ciò che vi rode, lo so anch'io che il giovane Poggi ha un po "smarronato" in quell'articolo, ma ciò è sintomo di attaccamento alla causa e niente altro; e poi che lc è cervettiana lo avevo già detto io, anzi lo ribadisco, Cervetto ha aggiunto all'analisi marxista nuovi elementi, che questi poi siano in parte mutuati da Fontenis, o da Damen, o da Bordiga o etc. etc. non fa che rafforzare la figura di Cervetto come studioso e rivoluzionario, anche se "senza rivoluzione" come dicono Amico e Colombo.
Personalmente non ho una posizione sull'argomento, credo che sbagliate tutti, da CarloAdmin a Savio passando per Ivan.
L'attuale fase politico-economica, non consente un gran chè, e quando i tempi accellereranno non credo che nessuno dei vostri "partiti", ammesso che sopravviviate alla repressione vaticano-borghese, sia in grado di gestire un processo rivoluzionario, se non a livello ultra locale. Dopo di chè dovrete necessariamente prendere contatto con le altre organizzazioni sparse sul territorio, ammesso e non concesso che sia esplosa la rivoluzione sociale e non la "barbarie".
Tra le organizzazioni che troverete, ammesso che ci sarete, sicuramente, e sottolineo sicuramente, troverete lc, con i suoi uomini grigi, magari ancora in giacca e cravatta, con lotte di classe sotto il braccio, ma le idee ben chiare, molto più chiare delle vostre.
Addio, non andrò oltre nella discussione, ma continuerò a leggervi.
p.s. Caro Ivan, evita di postare articoli chilometrici, fai dei sunti e morta lì, ed evita anche il maiuscolo, tanto la voce grossa non ti si addice.
O.C.


Reply author: raes
Replied on: 10/08/2005 21:03:19
Message:

ringrazio adim in effetti che senzo a boiccotare il parlamento e poi accettare cariche sindacali io sono simpatizante di battaglia comunista e mi ritrovo nelle loro posizioni anche sulle elezioni propio perche mi sembra che si basino su 1 analisi reale e non su frasi citate a memoria.savio e il suo gruppo credo che si richiamino all esperienza di lutte operaie francese

alberto.dinucci


Reply author: Admin
Replied on: 11/08/2005 20:11:43
Message:

Ciao,
anzi addio ad ObtortoCollo che colla sola forza del pensiero (suo) pensa che Poggi abbia "smarronato". Bisogna proprio non conoscere Cervetto per non sapere che, invece, proprio questa era secondo lui, la tendenza spontanea, altro che "smarronamento". Non si capisce poi perché Poggi smarroni per fedeltà alla causa mentre tutti gli altri "smarronano" perchè sono veri e propri coglioni. Quanti erano nella redazione ed in tutta Lotta Comunista quando Poggi ha "smarronato"? 280 milioni che non sono riusciti a badare cosa c'era scritto sul GIORNALE DEI GIORNALI? No! Erano quattro gatti che "smarronavano" TUTTI. E poi basta con la pubblicità di questa biografia di Cervetto in cui tutto è ridotto ad un romanzetto razionalista, in cui tutto è il frutto del pensiero del CAPO, che lo si definisca giusto o sbagliato poi, non fa aggiungere risibilità ad una simile biografia. La storia non è fatta da editoriali di Cervetto, dunque non la sua biografia, non la sua vita politica. Mi pare una cosa da conquista del parco lettori, si fa per dire, di lotta Comunista, che oltre tutto ci saranno sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.

P.S. sempre secondo ObtortoCollo, l'astensionismo di lotta comunista non sarebbe
strategico. E' tutta una finta per poi rientrare nell'alveo leninista, perché sia chiaro che Cervetto, come da biografia, è rivoluzionario, sfigatamente senza rivoluzione. Dal che si evince che la realtà materiale è il nulla mentre ciò che ne penso IO (biografo?), il tutto.


Reply author: IVAN
Replied on: 12/08/2005 00:13:46
Message:

"Personalmente non ho una posizione sull'argomento, credo che sbagliate tutti, da CarloAdmin a Savio passando per Ivan.
L'attuale fase politico-economica, non consente un gran chè, e quando i tempi accellereranno non credo che nessuno dei vostri "partiti", ammesso che sopravviviate alla repressione vaticano-borghese, sia in grado di gestire un processo rivoluzionario, se non a livello ultra locale."
BENE,SONO RIUSCITO IN PARTE A FARMI CAPIRE,ALMENO DA OBTORTO COLLO.
LE CONDIZIONI MATERIALI TRA LE CLASSI ALLA FINE SONO DECISIVE,E LA POLITICA NON PUO' ANDARE OLTRE.PER QUANTO RIGUARDA QUELLO CHE LA CLASSE DOMINANTE FARA' NEL MOMENTO DELLA CRISI,CREDO CHE SIA STRATEGICO PENSARE AL PEGGIO.IN QUESTA IPOTETICA PROSPETTIVA,CREDO,E VISTO LA STORIA,CI SARA' UNA SVOLTA AUTORITARIA,E L'OPPOSIZIONE TUTTA,ANCHE QUELLA BORGHESE,SARA' SBATTUTA NELLA ILLEGALITA'.IN QUEL MOMENTO,SARA' LA CLASSE A CERCARE UN PARTITO,UNO QUALSIASI ALL'INIZIO,ANCHE OPPORTUNISTA,MA SARA' IL PARTITO MEGLIO ORGANIZZATO AD AVERE LE POSSIBILITA' MIGLIORI DI TRASCINARE DIETRO DI SE LA CLASSE.TALE PARTITO DOVRA' AVERE MILITANTI ANCHE ALL'INTERNO DEI SINDACATO:QUESTA E' UNA CONDIZIONE ASSULUTAMENTE NECCESSARIA,VISTO LA CAPILLARE PRESENZA DEI SINDACATI NEI LUOGHI DOVE LA CLASSE VIVE E SI CONFRONTA CON LA REALTA':NEGARE QUESTO FATTO E' IN SINTONIA CON LA PRASSI POLITICA DELLA BORGHESIA,CHE SEMPRE HA VOLUTO CONTROLLARE I PROLETARI ATTRAVERSO IL SINDACATO.QUESTO PARTITO,PERO',SE SARA' RADICATO SOLO IN ITALIA,NON AVRA',SE LO AVRA',UN SUCCESSO DURATURO:LA RISPOSTA DELLA CLASSE,GUIDATA DAL PARTITO,DOVRA' ESSERE INTERNAZIONALE.LA SITUAZIONE DI CRISI RIVOLUZIONARIA SARA' A DOPPIO TAGLIO:SE DA UNA PARTE SUBIRA' UNA REAZIONE RABBIOSA E LETALE,SARA' ANCHE LA DISCRIMINANTE DEI REALI RAPPORTI DI FORZA E DI INFLUENZA DEI DIVERSI GRUPPI MARXISTI OGGI ESISTENTI.INOLTRE,COME HO SEMPRE SOSTENUTO ANCHE IN QUESTO FORUM: TALI CONDIZIONI POTRANNO COAGULARE TUTTE LE ATTUALI DISPERSE FORZE DEL MARXISMO MILITANTE.TUTTO QUESTO A CONDIZIONE CHE LA CRISI NON SIA DI TALE GRAVITA' CHE SIA IMPOSSIBILE ALLA CLASSE RIPRENDERE FIATO,E RIORGANIZZARSI:IN QUESTO CASO L'ESPERIENZA ACQUISITA RENDERA' POSSIBILE IN PARTE,ALLA CLASSE,PRENDERE COSCENZA DEL SUO RUOLO E DI COSA NECCESSARIAMENTE DEVE FARE POLITICAMENTE.IL CASO STORICO DELLE DUE RIVOLUZIONI RUSSE,1905-1917,POTREBBE RICALCARE LA FUTURA CRISI RIVOLUZIONARIA,MA IN MODI E TEMPI INEDITI.IN VIA DEL TUTTO IPOTETICA,ALLORA,CI POTRANNO ESSERE DELLE PROBABILITA' PER UNA RIVOLUZIONE GUIDATA DA UN PARTITO RIVOLUZIONARIO,ED E' SOLA LA SOTTOVALUTAZIONE DELLE CONCRETE POSSIBILITA' STORICHE,O PEGGIO,CHE GIUSTIFICA IL DISFATTISMO.IL FUTURO,NON LO CONOSCE NESSUNO,MA LENDENZE
POSSONO ESSERE STUDIATE:E OGNI MARXISTA,VERO,SA CHE LE CONDIZIONI RIVOLUZIONARIE,NELLA STORIA,SI RIPETONO CICLICAMENTE,PERCHE' IN SINTESI E' LA NATURA DEL CAPITALISMO A CREARLE.CIO' CHE NON E' PREVEDIBILE,E'SE CI SARA' UN PARTITO RIVOLUZIONARIO A FRUTTARE TALE SITUAZIONE IN MODO EFFICACIE:MA E' INNEGABILE CHE LA CLASSE IMPARERA' MOLTO E NON PASTERANNO I PRETI O POLITICANTI,DI QUALSIASI CREDO,A GIUSTIFICARE LA FURIA DELLA CLASSE DOMINANTE.IL PROLETARIATO E' LA STORIA MATERIALIZZATA:CHI ANDRA' CONTRO LA STORIA?SE FOSSE CHE TRA 1000 ANNI,L'UMANITA' USCIRA' DALLA SUA PREISTORIA,DALLA BARBARIE CIVILIZZATA,LO SCOPO DEL PARTITO RESTERA' SEMPRE QUELLO DI ABBREVIARE IL LASSO DI TEMPO CHE CI SEPARA DA QUESTO SALTO EVOLUTIVO.IL RESTO E' IDEOLOGIA.
IO,NON VOGLIO FARE LA VOCE GROSSA:IL MARXISMO NON HA BISOGNO DI ESSERE URLATO.NE,PROVANDO AD ESSERE MARXISTA,RIESCO AD ESSERE CONCISO.
IN QUALSIASI CASO,LA MIA POSIZIONE IDEOLOGICA E' SINCERA,E SE COINCIDE CON QUELLA DI LC,ALLORA E'MEGLIO PER ME E PER LORO.


UN SALUTO INTERNAZIONALISTA.


Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 13/08/2005 16:23:37
Message:

Rieccomi quà, rompo il voto e ritorno, tanto in politica lo si fa..........

Chi è Admin? La bocca della verità? il verbo? il giudice maximo?
E con quale diritto mette in bocca agli altri cose che non ha detto? Gestire un sito non permette simili arroganze.

Smarronamento è sininimo di enfatizzazione, di impetuosità, non di coglionaggine, come la intende Admin.

Essere impetuosi in una affermazione non significa negarla, solo la forza del pensiero di Admin (suo) può arrivare a simili conclusioni.

E poi l'odio di Admin verso lotcom gli annebbia veramente il "pensiero", arrivando ad affermare che "La storia non è fatta da editoriali di Cervetto"; forse voleva dire che la storia non è fatta solo da editoriali di Cervetto, ma nessuno può negare che gli editoriali di Cervetto (ed anche gli articoli minori) fanno parte della storia, per lo meno della storia di lotcom e sua (di Cervetto).

Ed infine, riguardo al p.s. da cosa evince Admin che secondo me l'astensionismo di lotcom non è strategico? Il mio commento alla frase di Lenin, era ironico verso Savio, che criticava lotcom di non essere leninista.
Ma sarà il sole di agosto, o l'arterio che avanza ma il "Caro" Admin non perde occasione per ricordarci che rotcom non sarà mai nint'altro che una riserva per la borghesia, che userà il suo odio in funzione antioperaia, così come Vader finirà per abbracciare il male oscuro, costringendoci a trattare con Jabba the Hutt.

Ops forse ho smarronato.
O.C.


Reply author: M.Savio
Replied on: 13/08/2005 23:16:08
Message:

Ciao a tutti.
Credo che il parlamentarismo sia indispensabile per consentire ad un partito comunista-rivoluzionario di dare CONTINUITA' ALLA LOTTA che,altrimenti,finirebbe per fare solo sul piano sindacale e,quindi,con meno forza ed efficacia.In una situazione storica,oggi come ieri,che vede i partiti parlamentari borghesi,in particolare della 'sinistra',agire anche sul piano sindacale,con tanto di propri uomini nei direttivi.Con lo scopo manifesto di condizionare meglio i lavoratori e di renderli perennemente succubi dell'ideologia borghese.E in una situazione storica,oggi,che vede la classe proletaria italiana ancora affezionata al parlamentarismo,seppure la tendenza è quella della disaffezione crescente.Ma allo stato attuale(83per cento dei votanti nel 2001)sembra che ci vorranno almeno altri 40-50 anni perchè la percentuale scenda sotto il 50per cento.
Perciò ritengo che la situazione reale sia favorevole per una politica rivoluzionaria-parlamentare.
Attualmente non esiste in parlamento un partito comunista-rivoluzionario di fatto,cioè che svolga un lavoro di lotta e di educazione comunista,in maniera coerente,decisa ed indipendente,non interclassista(come invece fa Progetto Comunista in Rifondazione)e perciò,anche noi dell'Internazionale di Livorno non possiamo che essere astensionisti.
Tutti quei 'rivoluzionari'che oggi si astengono dal parlamentarismo rivoluzionario sono gli stessi che lo facevano anche 50-40 anni fa,in situazioni storiche ancora più favorevoli per il parlamentarismo(eccome se lo erano!)quando il proletariato partecipava ancora più numeroso alle elezioni.
Questo vale anche per il Partito Comunista Internazionalista,che pure partecipò alle politiche del'48,come ha ricordato Damiano,che ringrazio per la sua indicazione,che terrò presente per un approfondimento sulla questione.Sono proprio curioso di sapere cosa Battaglia Comunista ha ottenuto da quell'esperienza e il perchè del suo cambiamento d'opinione.Ma forse può già dirmi qualcosa Raes.
Penso che questa scelta scellerata sia stata determinante nel decretare il fallimento politico e il conseguente ridimensionamento numerico-organizzativo,divenendo col tempo vere e proprie sette di illuminati,scientisticamente aggrappati alle proprie idee e perennemente in attesa delle situazioni storiche più favorevoli,dicono,per poter realizzare i loro programmi politici,dico io,con più coraggio.
Mi riferisco soprattutto alla corrente bordighista e ad un partito,poco diverso su questo,come Lotta Comunista.E quando parlo di fallimento politico mi riferisco al mancato raggiungimento di un'influenza politica profonda nella classe,visto e considerato i tanti anni di esistenza.Ciò vale anche per i partiti 'trotskisti' diretti da L.Maitan e company,legati alla politica fallimentare dell'entrismo e dei quali non si può parlare di sette,perchè un minimo di radicamento nella classe ce l'hanno,evidente sul piano sindacale.Ma non li considero rivoluzionari.Nel panorama troskista,noi dell'Internazionale,guardiamo con particolare ammirazione all'esempio rappresentato da Loutte Ouvriere in Francia.
Tutti coloro che sono in continua attesa di crisi economiche profonde 'per poter fare e non più dire',mantenendosi nel frattempo astensionisti sul parlamentarismo,continuano a non capire che,in generale,non esiste una dipendenza automatica del movimento rivoluzionario proletario da una crisi economica.Esiste solo un rapporto dialettico,come dimostra la storia del movimento operaio.E c'è di più:una crisi che giungesse al termine di numerose battaglie perse,avrebbe,molto più probabilmente,l'effetto,non di radicalizzare le masse,ma,al contrario,di abbatterle,sbandarle e disgregarle ulteriormente.In parte è ciò che sta avvenendo oggi,allorchè assistiamo a continue perdite di diritti sindacali e di posti di lavoro,senza che ciò produca una radicalizzazione delle masse,anzi,la partecipazione alle manifestazioni sindacali è bassissima e la disaffezione generale alla politica è crescente.
Io credo che il condurre sempre la lotta su più fronti sia l'unica tattica vincente,cioè la sola che permetta di ottenere la maggiore visibilità e la massima influenza politica,nonostante le circostanze storiche più o meno favorevoli(si tratta sempre di un concetto relativo sul piano storico,poichè ogni situazione reale va considerata nella sua totalità).Daltronde è ciò che fa la borghesia per i suoi scopi reazionari,perciò,a maggior ragione,dobbiamo farlo noi che ci diciamo rivoluzionari.
Lo scopo è sempre quello:educare le masse più arretrate,quelle più numerose,che necessitano di esperienza pratica e diretta.
Agire sindacalmente senza una politica parlamentare che ne affianchi l'azione significa lottare con un'arma in meno,più disarmati.
tantopiù che l'azione sindacale è per lo più un'azione di difesa (di determinati interessi)in risposta all'aggressione borghese.Ebbene,non ci si può solo difendere,bisogna pure passare all'offensiva,e ciò è possibile soprattutto con la politica parlamentare,che permette di presentare leggi,decreti,ecc. coi quali pretendere il riconoscimento e salvaguardia di determinati interessi di classe.E quale migliore occasione per attaccare la politica borghese e le complicità delle burocrazie sindacali e per dire ai lavoratori:"Guardate costoro sono uniti contro di voi,non fanno i vostri interessi;solo noi siamo con voi,siamo pochi,aiutateci a essere più forti,appoggiateci..."e via con la propaganda rivoluzionaria.
Penso che non ci sia niente di più demotivante e sfiaccante per i lavoratori in lotta che il dover constatare amaramente di essere soli nella lotta,di non poter contare su nessun partito che difenda i loro interessi fino in fondo,ad alta voce ed in ogni campo di azione politica.Ebbene,agire da rivoluzionari anche in parlamento vuol dire andare fino in fondo e fronteggiare il nemico con più armi.
E allora sì che i lavoratori inizieranno ad ascoltarti con attenzione e a seguirti,successivamente.
A ciò si aggiunge la possibilità di poter dirigere più facilmente e con più efficacia i movimenti spontanei,ma anche la possibilità di promuovere grandi manifestazioni di protesta,specie in occasione di grandi avvenimenti come la guerra.E' una cosa che la Sinistra borghese dimostra di saper fare bene,mentre c'è ancora qualcuno,tra i 'rivoluzionari'(Obtorto Collo)che continuano a snobbare i movimenti spontanei.Ma allora,Obtorto C,lo sai o non lo sai che in questi movimenti la maggioranza è formata da proletari,sui quali è bene intervenire,cosa ,ripeto,più facile se si parte da una posizione parlamentare.La politica,Obtorto Collo,richiede una buona dose di passione e,credo,che nel tuo pseudonimo ci sia racchiuso tutto il tuo essere di politico rivoluzionario:privo di attenzione e sensibilità per il proletariato,i suoi problemi e i suoi comportamenti,è evidente che tu agisci di controvoglia,appunto,obtorto collo(e cerchi pure di nasconderlo,usando la lingua latina).Guarda,la mia è una stoccata che nasce spontanea dopo aver letto le tue ultime affermazioni.
Riprendiamo.Tutti coloro che rifiutano di condurre(o per lo meno di provare)una politica rivoluzionaria in parlamento stanno dimostrando ai lavoratori di non essere delle avanguardie rivoluzionarie,di non sentirsi tali o pronti,e pertanto continueranno ad esserlo ancora in futuro:soggetti passivi,destinati a subire la politica altrui.
E non stupisce che simili politici non siano stati mai in grado di cogliere l'importanza di battaglie politiche d'importanza storica,solo all'apparenza lontane dagli interessi proletari,come quelle per l'aborto e il divorzio degli anni '70 e,più recentemente,per l'abrogazione della legge 40.
Le cause,per me,sono sempre le stesse:sottovalutazione della politica e della cultura,sopravvalutazione in senso deterministico dell'economia,e mancanza di conoscenza profonda della psicologia delle masse proletarie.E di conseguenza:eccessivo schematismo tattico.
L'Internazionale di Livorno è nata nel 1998 e,oggi,non ancora la forza per potersi anche solo proporsi sul piano elettorale ma,per me,se non arriverà a farlo fra 10-15 anni al massimo(e dico al massimo),almeno a livello locale,cioè in almeno una città d'Italia,vorrà dire,per me,che dovrà rivedere completamente la propria politica condotta fino allora,e agire di conseguenza.Per me è fondamentale raggiungere una posizione di governo almeno di una città,per poter poi tentare di crescere a livello nazionale,sul piano elettorale,con una certa rapidità.Anche perchè,già a livello locale si possono affrontare problemi,che riguardano la vita dei lavoratori,su scala ridotta,in maniera esemplare al fine della diffusione delle proprie idee comuniste-rivoluzionarie in tutto il Paese e all'estero.Porto l'es.,genovese,delle Acciaierie di Cornigliano,le cui problematiche sono state seguite anche dal Comune,sia per i posti occupazionali,sia per la faccenda della tutela ambientale.Ebbene,la giunta borghese ha agito in un certo modo,una futura giunta comunista agirebbe in un'altro modo.Spero di aver reso l'idea.
Bisogna lavorare in questa direzione.
Certo,bisognerà fare i conti con il problema dei costi della campagna elettorale;si tratta dell'unico caso in cui sono ammessi i finanziamenti pubblici,sotto forma di rimborso e in base ai voti ottenuti.Tuttavia,la cosa non mi preoccupa più di tanto,perchè,in quanto rivoluzionari comunisti,dobbiamo propagandare il nostro modo di fare polita,totalmente diverso da quello borghese.Il loro altro non è che la 'politica delle poltrone e della menzogna',che si caratterizza per la mancanza di partecipazione attiva,tutto è delegato alla tv,in sintonia con il concetto di cittadino-consumatore,tanto caro al mercato.Ciò fa si che i partiti,anno dopo anno,in Italia come all'estero,spendano sempre più soldi per essa,nonostante il calo dei votanti.Veri e propri show,in molti casi.Al contrario,il nostro modello deve essere quello della partecipazione attiva,del confronto diretto con le masse,in modo aperto e sincero.Bisogna coinvolgerle il più possibile,attraverso il lavoro gratuito e volontario.E' l'unico modo perchè un piccolo partito rivoluzionario riesca a diventare un partito di massa,in piena sintonia con una politica di classe.
Per fare ciò occorre lavorare fin da ora,senza aspettare l'appuntamento elettorale,mediante un lavoro quotidiano e costante di educazione e d'intervento tra le masse,specialmente laddove è più facile trovare un inquadramento di classe pre-definito,cioè nei sindacati e sui luoghi di lavoro.
Lavorare con energica tenacia e senza risparmiare la voce.E,all'occorrenza:osare,osare e ancora osare.

SAVIO


Reply author: Admin
Replied on: 22/08/2005 10:17:56
Message:

Ciao.
Rientrato ObtortoCollo. Smarronare da "marroni", traduzione letterale "coglioni", o anche le parole hanno un significato arbitrario, a piacere? Se poi si potesse restare sul merito dei messaggi anziché svicolazzare sarebbe meglio per tutti.
Ciao.

P.S. riporto quanto scritto dall'irato ObtortoCollo:
Ho ripreso in manchette la citazione di Lenin che riporti più sopra per un motivo molto semplice; visto che lc enuncia il suo astensionismo in una fase di formazione di quadri, cioè nella sua fase iniziale, è evidente che per seguire le direttive di Lenin, deve "aspettare" che la sua massa-partito divenga forte abbastanza per fare ciò che Lenin dice, come del resto hai anche detto tu.

Questo sarebbe astensionismo strategico?


Reply author: raes
Replied on: 22/08/2005 20:16:37
Message:

savio non hai idea di cosa sia 1 campagna elettolare.comunque ti ricordo che le proposte di legge non è obbligatorio discuterle quindi proposte di vera difesa degli interessi proletari resterebbero nel cassetto e nessuno ne saprebbe nulla.per avere 1 giunta comunista il candidato comunista dovrebbe avere il 50+ 1 per cento dei voti.guarda lutte operaie ha tanti voti nelle elezioni europee ma poi in quelle nazionali li perde quasi tutti.

alberto.dinucci


Reply author: raes
Replied on: 22/08/2005 20:21:40
Message:

dimenticavo i decreti possono essere fatti solo dal governo e poi essere aprovati dal parlamento entro 60 giorni.riguardo al 48 chiedilo a battaglia comunista non a me

alberto.dinucci


Reply author: M.Savio
Replied on: 25/08/2005 21:08:39
Message:

Rispondo a Raes.
Se esponessi i tuoi pensieri in maniera più articolata e profonda,sarebbe meglio.Invece di giocare al 'mordi e fuggi'aiuteresti tutti a capire cosa intendi dire.
Ti sei dichiarato simpatizzante di Battaglia,e adesso mi vieni a dire che non conosci la sua storia,sul '48.Dopo che qui non si è fatto altro che parlare di parlamentarismo,avresti potuto arricchire la discussione con le informazioni relative il partito per il quale simpatizzi.Se non altro,per metterle a confronto con quelle emerse nel forum.Potevi informarti.Comunque,ne parlerò con quelli di Battaglia.
Se per te io non ho idea di cosa sia una campagna elettorale,dammela tu quest'idea.Per caso hai avuto qualche esperienza in proposito,ti va di parlarne seriamente?Ciò significa che non devi rispondere con messaggini,ma esponendo un pensiero.
Questo non è lo spazio di una chat line,ma di un forum politico,che parla di politica.!
Le tue affermazioni sul parlamentarismo riflettono,secondo me,l'incapacità di capire che cosa sia una politica parlamentare rivoluzionaria e quali siano i tempi necessari per arrivarci.Ho provato a spiegarlo nel precedente messaggio,ci riprovo.Innanzitutto,le campagne elettorali sono uno strumento che,nel peggiore dei casi,cioè qualora non si giungesse a risultati elettorali positivi,avranno comunque dato la possibilità al partito per parlare pubblicamente alle masse,per avvicinarle alle sue idee,in diretta connessione ai problemi che quotidianamente toccano i lavoratori.E sono un'occasione per testare la forza organizzativa dell'apparato,che oggi lavora per organizzare al meglio la campagna elettorale,vera e propria battaglia elettorale,e che domani lavorerà per organizzare la rivoluzione.Il problema dei soldi c'è,pertanto,bisogna agire con ciò che si può,prediligendo un lavoro di propaganda e intervento quotidiano,sistematico,impostato su tempi ragionevolmente lunghi.siamo pur sempre lontani anni luce dalle cifre che adopera la borghesia per la sua politica spettacolo.
Per quanto riguarda le leggi e i decreti,ciò che dici non deve risultare demoralizzante,poichè un partito proletario,qualora riuscisse ad andare in parlamento,anche con una piccola percentuale come il 2,5 per cento,avrebbe sempre la possibilità di confrontarsi direttamente con la politica borghese,di studiare meglio quello che io chiamo il cervello della borghesia,la sua ragione,per meglio combatterla.In pratica,studiando la mente,le sue azioni(leggi,..)ne intuisci lo stato di salute,la sua forza,per agire di conseguenza.E con la semplice presenza in parlamento si potrà meglio conoscere le manovre,i sotterfugi,che stanno dietro alle leggi e che i media borghesi,ovviamente,non dicono.Cioè,capire di preciso gli interessi in gioco,gli scontri tra borghesie,le manovre contro i lavoratori,ecc.In più,un partito rivoluzionario in parlamento dovrà costantemente farsi portatore degli interessi dei lavoratori,come?incontrandoli direttamente,giungendo a formulare proposte di legge,dopo aver sentito i lavoratori(soprattutto nelle assemblee sindacali e in quelle di quartiere)che rispecchino fedelmente il volere della maggioranza di essi,che diventino vere e proprie occasioni di unire i lavoratori per la lotta in difesa dei propri interessi.Veri stendardi dietro i quali si raduni la massa proletaria.Una volta fatto questo,il più sarà fatto.E poco importa se tali proposte non saranno discusse,anzi meglio,poichè si potrà denunciare e smascherare più facilmente la politica borghese.E via con la propaganda comunista.
Si tratta di riuscire ad educare le masse con esperienza diretta,portandole a sostenere la necessità della lotta.Per essere chiari:se una legge fortemente richiesta dai lavoratori non viene approvata dal parlamento,secondo te,quanto ci vorrà perchè i lavoratori scendano massicciamente in piazza per manifestare,o arrivino allo sciopero.E avremo raggiunto un importante risultato tattico:il collegamento del partito alle masse.Il suo radicamento profondo.
Credo che l'unica vera preoccupazione saranno le possibili,anzi certe,repressioni poliziesche che la borghesia ci scaglierà contro.Problema che dovrà essere affrontato nel migliore dei modi in quanto fa parte della logica dei fatti,della logica della guerra.

SAVIO



Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 26/08/2005 08:28:38
Message:

Hi,
Bè se avessi usato il termine "sblulaccare", chissà cosa avrebbe pensato Admin......
Ri-uscito obtorto collo

p.s. x Savio - lo pseudonumo "obtorto collo" fu uno dei tanti "tali" utilizzati da Engels nel carteggio con Marx ;-)
(rif. let. 28 maggio 1876 di Eng. a Ma.)


Reply author: M.Savio
Replied on: 27/08/2005 19:06:08
Message:

Testo del messaggio scritto il 24/08 c.a.in risposta alle affermazioni di LOTUSFLOWER(visibili sul forum di Battaglia-sezione'elezioni')riproposto integralmente,senza cambiare una virgola.

"Rispondo seguendo il tuo schema.

1)Scegli pure il metodo e lo stile che preferisci,per me contano solo i fatti.E 53 anni sono fatti,sufficienti per dire:siete dei perdenti.
2)Sull'astensionismo è vero il contrario:chiunque abbia un minimo di analisi marxista nel proprio bagaglio non può che concordare sulla possibilità materiale di poter utilizzare questo strumento,così come i sindacati,per fini rivoluzionari.
3)Nel'48 Battaglia partecipò alle politiche per i motivi da te indicati;e come mai,nel'52,cambiava già idea:forse che la situazione fosse,nel frattempo,cambiata profondamente?Non era più possibile entrare in contatto con i lavoratori,tramite i comizi,ecc?Mi pare una barzelletta.
Non è che per caso,avevate paura di prendere botte da quelli del PCI,paura legittima,ma che i rivoluzionari devono superare se vogliono raggiungere qualcosa.Un po' quello che succederà ad altre organizzazioni negli anni '70(Battaglia continuava a stare lontana dal movimento reale)allorchè vi saranno organizzazioni opinabili sul piano politico e teorico,ma che,nel tentativo di poter svolgere la propria politica senza buscarle troppo dai piciisti e dai celerini,arriveranno a costituire veri e propri servizi d'ordine.Penso,ad es. a Potere Operaio,Democrazia Proletaria,Lotta Continua,ecc.Sotto questo aspetto,esempi da prendere in considerazione,poichè un simile problema è sempre all'orizzonte.Che ve la siate fatta sotto?E vi chiedo:possibile che neanche a livello locale abbiate raggiunto risultati significativi.Avete mai corso per le amministrative?
Come fronteggiare la politica spettacolo l'ho già detto precedentemente:col lavoro di tutti i giorni,soprattutto nei sindacati,allo scopo di coinvolgere i lavoratori nel lavoro politico diretto.I sindacati sono organismi di classe pre-definiti,la coscienza di classe va portata dall'esterno.
Come fare a selezionare dei quadri,se non date loro la possibilità di fare un'esperienza concreta di lotta(per quanto piccola possa essere oggi,è sempre lotta),come faranno un domani ad avere la fiducia della maggioranza dei lavoratori.Insomma,se siete delle guide rivoluzionarie,dovete dimostrarlo fin da ora.E ricordati che l'attività sindacale è solo uno strumento per la rivoluzione,non il fine;e lo stesso dicasi per il parlamentarismo.Sono elementi della tattica,un concetto più volte espresso dalla Luxenbourg,ma non corriamo.
Che cos'è,in definitiva,la tattica se non quell'attività di collegamento e coordinamento tra il partito e la massa.E la strategia altro non è che l'obiettivo finale,massimo,che il partito persegue,obiettivo che per essere attuato necessita delle condizioni oggettive più favorevoli,come la crisi economica profonda e la guerra mondiale.Ma forse voi avete una concezione diversa della tattica e della strategia.Tutta la vostra politica vi ha condotto ad essere un gruppetto di 'generali'senza esercito.
4)Questo punto te lo sei proprio inventato.
Io sostengo(e i miei messaggi sono lì a dimostrarlo)che ci vuole un'attività parlamentare che accompagni l'attività sindacale allo scopo di poter condurre una lotta su più fronti.Chiaramente ci potranno essere delle conquiste sindacali importanti,e Cheguevara ne ha indicata una particolarmente significativa,perchè non c'è alcun dubbio sul fatto che la borghesia,sentendosi attaccata,sotto minaccia,da più fronti e massicciamente,giunga a fare concessioni economiche importanti con lo scopo di placare le masse agguerrite.Per poi un domani cancellare nuovamente queste concessioni,come avviene oggi.Ma la cosa più importante è riuscire a smascherare la politica borghese,cosa più facile se fatta utilizzando più campi di lotta,e,quindi,di denuncia.
Negare ciò significa essere dei pseudomarxisti.
La crisi profonda,io,oggi,non la vedo:c'è una crisi che va avanti da qualche anno,ma aspetterei a definirla profonda e,addirittura,epocale.
5)Non vedo come possiate intervenire efficacemente restando fuori dal sindacato.All'atto pratico,come potete avere anche minimamente la possibilità di parlare a centinaia di lavoratori riuniti insieme,lì davanti a voi.La vostra attività,invece,è la solita attività di circolo,che più o meno,tutti i partiti fanno.Ma considerarla l'unica fattibile,significa condannarsi alla perenne impotenza.Con il vostro modo di fare politica,quanto tempo,pensate,vi occorra ancora prima di raggiungere risultati importanti.Forse altri 50 anni.?Non credo che la storia ve li concederà.
6)Fate bene a ridere,perchè in definitiva,ridete di voi stessi.Già perchè tra voi e Lotta Comunista ci sono parecchie somiglianze,ne elenco alcune:l'astensionismo parlamentare,l'attesa di condizioni oggettive più favorevoli per fare una politica più coraggiosa(diciamo così),la teoria dell'Imperialismo Unitario,a proposito della Russia:la teoria del Capitalismo di Stato,una totale sottovalutazione dei movimenti spontanei.Se non sbaglio,ma ti chedo conferma,anche il centralismo dialettico per la direzione del partito.Comunque,il passaggio al trotskismo è un cambiamento radicale,un vero salto di qualità.Di conseguenza,possiamo solo essere fieri di questo cambiamento.
Personalmente,in Lotta Comunista,che esiste da 40 anni,ci sono stato solo un anno facendo anche l'attivista,poichè il mio fare da studioso mi ha permesso in fretta di comprendere quanto fosse errata la sua politica,degenerante in una vera e propria azienda editoriale,priva di una reale influenza sulla classe,e me ne sono andato disgustato.Perciò le vostre risate non mi toccano minimamente.
7)Questo punto dimostra quanto sei ignorante.Lenin nella sua vita ha portato avanti determinate idee e concezioni politiche,come la necessità del parlamentarismo per le situazioni di declino del movimento operaio.Ora,o Lenin lo si accetta nella sostanza,o non lo si accetta.E così tutti gli altri.Io non accetto Bordiga,per es.,non lo considero un modello valido sul piano politico,ma solo un intellettuale marxista di spessore.I suoi scritti sulla scienza mi appassionano,il suo "Struttura economica della Russia"mi convince poco,ma allo stesso tempo ne apprezzo il lavoro di ricerca,e così per altri scritti.
Ora,voi rifiutando di condurre una politica parlamentare,in una fase storica non rivoluzionaria,dimostrate di non accettare Lenin.
Dici che siete materialisti,però,chissà come mai,in più di 50 anni vi siete mantenuti lontani dal movimento reale.Forse siete degli astratto-materialisti,una specie nuova del tutto particolare.
La verità è che siete legati ad una concezione del marxismo tipicamente bordighiana,scientista,positivista,secondo cui l'attività del partito conta meno della situazione storica.
Concezione antibolscevica ed idealista.All'Internazionale(2 Congresso)le posizioni di Bordiga furono messe in netta minoranza,con 80 voti contrari contro 11 favorevoli,risultato della famosa discussione.La cosa triste è che,forse non lo sai,Bordiga,accettando il verdetto,annunciò che avrebbe abbandonato le sue posizioni sul parlamentarismo,ma di fatto continuò a portarle avanti.Forse un po' più di coerenza non gli avrebbe fatto male.
Infine,la citazione della Luxenbourg è fatta a sproposito,è un tentativo di arrampicarsi sugli specchi.
Quando nacque il KPD?Te lo sei dimenticato?Lo dico io:nel 1918,in piena situazione rivoluzionaria.Ed è più che giusto che la Luxenbourg(che a Gennaio '19 fonderà la famosa Lega di Spartaco)inciti alla rivoluzione,rifiutando un'ulteriore utilizzo del parlamentarismo ,agisce in piena coerenza con il suo pensiero e in sintonia con quello di Lenin e Trotski:quando vi è una reale situazione rivoluzionaria ci vuole l'insurrezione.E' ciò che sosteniamo noi da sempre e che ho cercato di farvi capire finora.La L.ha sempre parlato del parlamentarismo e delle riforme sociali come un mezzo rivoluzionario,non come un fine.
Famosissimo è,in proposito,il suo testo Riforma sociale o rivoluzione?scritto per demolire le posizioni di Bernstein,che vedeva nelle riforme sociali il fine ultimo dell'attività del partito.
Quindi questa citazione non avalla la tua tesi,ma la mia.!Non sarà che dimentichi le cose?
Se è così,sta lontano dal fiore di loto perchè il suo profumo è pericoloso,porta alla dimenticanza...

SAVIO







Reply author: IVAN
Replied on: 27/08/2005 22:43:59
Message:

CIAO A TUTTI.
VORREI CHIEDERE A SAVIO,COME LUI E' ARRIVATO AD ESSERE UN MARXISTA.
NEL MIO CASO,NON E' CERTO STATO IL CONFRONTO CON IL PARLAMENTARISMO,MA IL FATTO DI AVER VISSUTO TUTTE LE CONTRADDIZIONI DEL CAPITALISMO SULLA MIA PELLE.E' STATA L'INCAPICITA' DI SPIEGARE QUESTE CONTRADDIZIONI DA PARTE DELL'IDEOLOGIA DOMINANTE,DIFFUSA A SCUOLA E DAI MASS-MEDIA,A PORTARMI AL MARXISMO.IN PERIODI STORICI COME IL NOSTRO,L'AVVICINARSI AL MARXISMO SPONTANEAMENTE,E' UNA POSSIBILITA' DATA SOLO AD UNA MINORANZA.COME SOSTENNE TROTSKIJ,LA SENSIBILITA'INDIVIDUALE,DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE,E'DIVERSA PER CIASCUNO:SE QUALCUNO NON SOPPORTA IL SOLLETICO,ALTRI AVRANNO BISOGNO DI UN TIZZONE ROVENTE PER MUOVERSI.QUALE PRURITO TI HA FATTO DIVENTARE MARXISTA SAVIO?



UN SALUTO INTERNAZIONALISTA.


Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 30/08/2005 19:55:09
Message:

Caro Savio,
Il tuo pensiero è chiarissimo, cioè, lavorare legalmente nel parlamento in questa fase di riflusso, cercando di "cavalcare" tutti i movimenti possibili.
Ma non è la posizione di lotta comunista!
Ti riporto un breve passo dell'ormai "famosissimo articolo" sull'astensionismo strategico:
"La rivoluzione d'ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere. La rivoluzione in occidente sarà costretta a svolgerla prima. Questa tendenza della strategia rivoluzionaria deve essere chiaramente individuata dalla avanguardia di classe e dal suo partito leninista. "
Questo breve passo spiega la concezione del partito per lotcom, cioè, semplificando, impiegare tutte le energie alla formazione dei quadri, visti nell'ottica militare.
Sempre in quell'articolo, si afferma che la borghesia ha imparato dal passato, ma il proletariato no, nel senso che ogni utilizzo rivoluzionario del parlamento vedrà inevitabilmente le contromisure della borghesia che non si farà più cogliere impreparata (come avvenne con K. Liebnetch e R. Luxemburg quando in parlamento contro la guerra affermarono: "il nemico è in casa nostra").

Vi è poi un'altro aspetto evidenziato da lotcom, ed è l'educazione del proletariato a non delegare ma a impegnarsi in prima persona nella lotta comunista.
E v è n fine n terz aspetto, cioè la constatazione che: "in Europa occidentale il proletariato è solo, non può avere alleati di sorta e deve fare la rivoluzione contro tutte le classi", classi che utilizzano il parlamento per i loro porci comodi.
Un quaro aspetto è relativo all'imputidrimento parlamentare con la sua corruzione e quant'altro.
Lotcom ha sempre eplicitato il suo pensiero in questo senso, basta leggersi gli innumerevoli articoli sull'astensionismo.
La posizione che tu sostieni è stata più volte ripresa da lotcom, vedi la critica ai "socialisti massimalisti" dell'aprile 1985, in cui vi si afferma: "Vi è poi una pratica quotidiana che essi affrontano, in modo completamente staccato dal programma, attraverso una mediazione tattica che rispecchia la politica collaborazionistica e riformistica dei gruppi parlamentari e delle direzioni sindacali "



Reply author: Admin
Replied on: 02/09/2005 04:05:43
Message:

Ciao a tutti.
Devo osservare che i messaggi che continuano ad accodarsi in quest'argomento hanno perso il filo di chi l'aveva inizialmente aperto.
Ricordo quindi a tutti che, per la chiarezza del dibattito, è meglio aprire nuovi argomenti, tipo "astensionismo di lotta comunista", essendo questa non una generica ma una specifica critica a Lotta Comunista, e non ai padri dell'astensionismo in questione.
Nel merito dei messaggi, devo osservare anche che ObtortoCollo continua a sostenere una sua particolare interpretazione delle posizioni di lotta comunista.
Non solo dispensa aggettivi, come tali superflui e fuorvianti, ma reinventa letteralmente le posizioni di lotta comunista. In particolare dopo aver ridotto l'astensionismo strategico ad un astensionismo di "fase", nell'ultimo messaggio afferma:

"La rivoluzione d'ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere. La rivoluzione in occidente sarà costretta a svolgerla prima. Questa tendenza della strategia rivoluzionaria deve essere chiaramente individuata dalla avanguardia di classe e dal suo partito leninista."
Questo breve passo spiega la concezione del partito per lotcom, cioè, semplificando, impiegare tutte le energie alla formazione dei quadri, visti nell'ottica militare.

Questa posizione sul ruolo dell'azione militare prima e dopo la rivoluzione è di Bordiga ma non solo. Questa si basa sulla considerazione che sotto il capitalismo, non sarà necessaria alcuna rivoluzione borghese, come in Russia. Cioè si forma, in tutti gli altri comunisti, sulla base materiale che determina la rivoluzione. Non è affatto quindi una tendenza della strategia che, oltrettutto non si capisce perché debba essere chiaramente individuata dalla avanguardia di classe e dal suo partito leninista, visto che sarebbe proprio tale avanguardia e tale partito ad elaborare una tale strategia.
Sin qui il Cervetto esposto.
Ma ObtortoCollo aggiunge di suo "semplificando", un'ottica militare che solo lui ha visto e conosce. Invece di semplificare farebbe meglio a chiarire dove, come e quando una simile bagatella è stata affermata, sostenuta, echeggiata in qualche modo da Lotta Comunista. Come e perché, caro ObtortoCollo, sostieni questa bagatella come se fossi di lotta comunista, come se tu fossi o potessi esserne un rappresentante a qualsiasi titolo, qui, comunque non riconosciuto. Liberissimo di difendere Lotta Comunista, più corretto se lo fai a nome tuo.
Può scusarti soltanto la possibilità che, nonostante il sempre definito compito prioriario di formare un partito operaio (politico), nonostante i sempre ribaditi "tempi lunghi" della rivoluzione con annessi aspetti militari, che OGGI in Lotta Comunista si spacci per acqua fresca, una putrida reinterpretazione del lavoro "illegale", a giustificazione e sostegno del piatto aziendalismo di cui vive. A maggior ragione devi però giustificare l'eventuale fonte di tale bagatella.
Possiamo escludere spero, ma sempre meglio precisare, che partendo da questa si voglia arrivare alla calunnia, che qui disprezziamo in ogni forma, essendo ben noto che altri utili idioti si sono pure posti il "problema" del partito e dell'azione "militare".
Inoltre ObtortoCollo coglie anche quattro aspetti.
1) La borghesia ha imparato dal passato, dall'esperienza tedesca ecc. ecc. La lezione sarebbe che la borghesia non permetterà più un disfattismo alla Liebnecht.
Ma caro ObtortoCollo ciò non vale solo per il parlamentarismo. Se si dovessero cambiare tutte le posizioni comuniste, solo perché la borghesia ha imparato, dovremmo smontare tutto il marxismo, non è dunque giustificazione che possa bastare.
2) Sull'impegnarsi in prima persona nella lotta comunista, effettivamente, impegnarsi in seconda persona, sarebbe una vera complicazione. Giusto perdio!
3) La classe operaia, udite, udite, sarà sola. Per di più contro tutte le classi (ma quante sono?) che utilizzano il parlamento per i loro porci comodi.
Ma caro ObtortoCollo, il fatto che la classe operaia, nella rivoluzione a venire, sarà sola, non potendo contare ad esempio sui contadini, è, in ogni caso un vantaggio non uno svantaggio, perché rappresenta, socialmente, uno sviluppo delle forze produttive di cui i precedenti tentativi rivoluzionari non hanno potuto godere. Inoltre non è che definendo porci i comodi della borghesia si possa fare un qualche passo avanti. Potremmo farlo, caro ObtortoCollo, se tu ci facessi la grazia di ricordarci in quale parlamento, nonostante i comunisti non si "astenessero", la borghesia non vi facesse i propri porci comodi.
4) Imputridimento e corruzione parlamentari. Qui, vale quanto sopra, Marx illustra bene questa putredine e corruzione, Lenin pure, se hai notizia del contrario rendicene edotti.
Il tuo finale poi, caro ObtortoCollo, è una vera perla. Chi assumi infatti come rappresentante del lavoro comunista in parlamento? Nientemeno che i "socialisti massimalisti". Ma, sbaglio od anche qui la critica che tu attribuisci a lotta comunista, era, niente di più niente di meno, la critica che, agli stessi massimalisti, rivolgevano i comunisti che teorizzavano l'utilizzo della tribuna parlamentare?
Facci sapere.



Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 02/09/2005 23:48:59
Message:

A rieccoce...
É interessante notare che rispondo a Savio e controrisponde Admin, rispondo ad Admin e controrisponde Savio, che per caso non sto dialogando con un o schizofrenico? Boh!
cmq
"La rivoluzione d'ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere"
Quì non si tratta di una "bagatella" ma semplicemente di leggere quello che sostiene lotcom e cioè che la sua attività militare (del partito) sarà svolta prima. Secondo voi Cervetto a cosa si riferiva, a Bordiga o all'Armata Rossa? E l'attività militare che il partito deve svolgere prima in che cosa consisterebbe?
Non è una mia "fantasiosa interpretazione, ma è la naturare interpretazione dello scritto del '68.

Secondo, Cervetto non dice di "cambiare posizioni comuniste" perchè il parlamento non è più utilizzabile nel futuro delle lotte di classe, dice che occorre impiegare le poche energie nell'afferrare l'anello che più difficilmente può essere strappato. Pensate che il parlamentarismo sia l'anello che più difficilmente può essere strappato? Forse per qualcuno lo sarà anche, ma per Cervetto e lotcom no!

Terzo impegnarsi in prima persona significa non delegare ad altri

Quarto - Sul fatto che la classe operaia sarà da sola nel prossimo processo rivoluzionario è una posizione di lotcom contro la tesi dell'epoca del pci che teorizzava l'alleanza della classe operaia con i ceti medi (leggi piccola borghesia). Ricordiamoci che la rivoluzione d'ottobre utilizzo l'alleanza con i contadini definiti da Lenin piccola borghesia

Quinto - Sull'imputridimento, non so se ai tempi di Marx un parlamentare prendeva l'equivalente attuale di 30mila euro mensili, cmq abbiamo visto come e finito il partito socialdemocratico tedesco e quali fatiche abbia dovuto fare Lenin alla duma pur essendo un prlamento appena formato.

Sesto - ANTIPARLAMENTARISMO E STRATEGIA LENINISTA è un articolo del 1985 dove lotcom riafferma che non ci può essere differenza tra la tattica quotidiana e la strategia. Riporto il passo: "Per i socialisti massimalisti, allora maggioritari nel movimento operaio, esiste un "programma massimo", cioè un fine ultimo di conquista del potere e di instaurazione della società socialista, che va rispettato a parole, nei deliberati congressuali, e nei comizi. Vi è poi una pratica quotidiana che essi affrontano, in modo completamente staccato dal programma, attraverso una mediazione tattica che rispecchia la politica collaborazionistica e riformistica dei gruppi parlamentari e delle direzioni sindacali dell'epoca. Questa consolidata prassi opportunista produce però una opposizione delle correnti rivoluzionarie di sinistra, che cercano in vario modo di ancorare la tattica al programma. Così combattono tali deviazioni, ma restringono la concezione della tattica fino ad arrivare al limite di rigettarla di fatto."

Settimo - Ribadisco i miei interventi non sono di scudo, difesa o attacco nei confronti di chichessia, ma sono solo un voler esplicitare alcuni errori interpretativi su posizioni varie, tra cui quelle che voi criticate. Una critica è costruttiva o demolitiva se si basa, però, su una lettura chiara della questione. Se la lettura è sbagliata ne consegue che anche la critica è sbagliata. Apprezzo Savio quando dice che lui non è daccordo con la tesi di lotcom, ma non capisco le calunnie o le distorsioni.
OC


Reply author: Admin
Replied on: 03/09/2005 02:05:40
Message:

"Caro ObTortoCollo".
Bello quel "comunque"! Se vale il "cmq" (cioè che io sarei MSavio ) perché dirlo, le parole inutili sviano il discorso.


"La rivoluzione d'ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere"
Quì non si tratta di una "bagatella" ma semplicemente di leggere quello che sostiene lotcom e cioè che la sua attività militare (del partito) sarà svolta prima. Secondo voi Cervetto a cosa si riferiva, a Bordiga o all'Armata Rossa? E l'attività militare che il partito deve svolgere prima in che cosa consisterebbe?

La bagatella è il voler spacciare come tesi profonda l'idea che Lotta Comunista avesse mai avviato da quella frase una qualsiasi formazione di quadri nell'ottica militare.
Che tu reinterpreti Lotta Comunista a piacimento, come dici, per fare il superpartes pazienza ma non capisco, non sai leggere?

Secondo, Cervetto non dice di "cambiare posizioni comuniste" perchè il parlamento non è più utilizzabile nel futuro delle lotte di classe, dice che occorre impiegare le poche energie nell'afferrare l'anello che più difficilmente può essere strappato. Pensate che il parlamentarismo sia l'anello che più difficilmente può essere strappato? Forse per qualcuno lo sarà anche, ma per Cervetto e lotcom no!

Se permetti sono io che sostengo che ciò che Cervetto ha cambaito è, senza giustificazione se non quella che la borghesia "avrebbe imparato", le tradizionali posizioni comuniste. Permetterai vero che ritenga insufficiente la sua, quindi anche la tua, giustificazione?



Terzo impegnarsi in prima persona significa non delegare ad altri

Non ho mai saputo che si potesse formare un partito per delega, reputo quindi l'affermazione di Cervetto superflua (un'eco anarchica? non saprei), ma se permetti ho trovato addirittura ridicolo il ripeterla come se fosse un pensiero profondo.

Quarto - Sul fatto che la classe operaia sarà da sola nel prossimo processo rivoluzionario è una posizione di lotcom contro la tesi dell'epoca del pci che teorizzava l'alleanza della classe operaia con i ceti medi (leggi piccola borghesia). Ricordiamoci che la rivoluzione d'ottobre utilizzo l'alleanza con i contadini definiti da Lenin piccola borghesia

Ma sei tu che hai riportato una citazione in cui l'isolamento della classe operaia è presentato come uno svantaggio. Cosa c'entra il PCI?


Quinto - Sull'imputridimento, non so se ai tempi di Marx un parlamentare prendeva l'equivalente attuale di 30mila euro mensili, cmq abbiamo visto come e finito il partito socialdemocratico tedesco e quali fatiche abbia dovuto fare Lenin alla duma pur essendo un prlamento appena formato.

Beh! Se non sai, basta. Sai però com'è finito il partito tedesco, immagino che tu sappia che è finito controrivoluzionario a causa del parlamentarismo, a causa della corruzione. Per me invece la corruzione ha uno spettro più ampio. Il tentativo di sottrarre il partito ad una tale minaccia, ritirandolo dal parlamento (perché questa sarebbe la medicina per non finire come l'SPD), è a dir poco risibile.
Tu sai, inoltre, quanta fatica ha fatto Lenin a causa della Duma. E quanta fatica ha fatto? Forse non se ne è neanche accorto perché nonostante tutto, devi sapere, Lenin non è diventato astensionista.


Sesto - ANTIPARLAMENTARISMO E STRATEGIA LENINISTA è un articolo del 1985 dove lotcom riafferma che non ci può essere differenza tra la tattica quotidiana e la strategia. Riporto il passo: "Per i socialisti massimalisti, allora maggioritari nel movimento operaio, esiste un "programma massimo", cioè un fine ultimo di conquista del potere e di instaurazione della società socialista, che va rispettato a parole, nei deliberati congressuali, e nei comizi. Vi è poi una pratica quotidiana che essi affrontano, in modo completamente staccato dal programma, attraverso una mediazione tattica che rispecchia la politica collaborazionistica e riformistica dei gruppi parlamentari e delle direzioni sindacali dell'epoca. Questa consolidata prassi opportunista produce però una opposizione delle correnti rivoluzionarie di sinistra, che cercano in vario modo di ancorare la tattica al programma. Così combattono tali deviazioni, ma restringono la concezione della tattica fino ad arrivare al limite di rigettarla di fatto."

Ebbè!! Ripetere per esteso la citazione ti pare possa mutarne il senso? Ti pare possa giustificare in qualche modo l'astensionismo? Oppure secondo te Engels, Lenin, con l'attività parlamentare dei rispettivi partiti, non separavano la tattica dalla "strategia"? ("strategia è un termine di Trotzky, mai usato dai bolscevichi e non solo da loro).


Settimo - Ribadisco i miei interventi non sono di scudo, difesa o attacco nei confronti di chichessia, ma sono solo un voler esplicitare alcuni errori interpretativi su posizioni varie, tra cui quelle che voi criticate. Una critica è costruttiva o demolitiva se si basa, però, su una lettura chiara della questione. Se la lettura è sbagliata ne consegue che anche la critica è sbagliata. Apprezzo Savio quando dice che lui non è daccordo con la tesi di lotcom, ma non capisco le calunnie o le distorsioni.

Se vuoi esplicitare alcuni errori interpretativi impara a comprendere che la loro critica non è necessariamente frutto di errori. MSavio, secondo cui sarei una specie di stalinista di ritorno, dice la sua. Tu precisi, ed io critico le tue precisazioni e le tue interpretazioni di Lotta Comunista. E' possibile secondo te? Siamo in forum o no?
Ebbene, le tue osservazioni non saranno di scudo, ma certo non si distinguono dalla difesa d'ufficio. Tale difesa arriva a mettere su di un unico piano le calunnie e le distorsioni. Per noi non è così. Se hai notizia di calunnie, qui sul forum o sul sito, d e n u n c i a l o. Ripeto qui a te ciò che ho detto ha pietro in altro argomento:

Ad Ivan che lamentava di presunte calunnie (ma in risposta ammetteva di aver esagerato i toni), ho gia osservato in altro messaggio:

Bene, bene. Sono lieto di non sentir più storie di calunnie anche se voglio ancora una volta, spero l'ultima (eventualmente possiamo passare ai nomi con tanto di esempi), ribadire che quando una organizzazione straparla dei suoi ex militanti, come di gente che abbandona il partito perché "si è fatto la donna", perché "non ha voglia di diffondere", perché "ha problemi di famiglia", oppure quando degli avversari/concorrenti sostiene che questo "è stupido", l'altro "è un cretino", e ... alla via così, un tale soggetto piuttosto che CALUNNIATO E' CALUNNIATORE.


Ciao.





Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 08/09/2005 17:29:10
Message:

Caro adMin,

«La bagatella è il voler spacciare come tesi profonda l'idea che Lotta Comunista avesse mai avviato da quella frase una qualsiasi formazione di quadri nell'ottica militare.»

Il termine militare deriva da 'milite'=In genere, chi appartiene a una milizia. (treccani)

Milizia: milìzia s. f. [dal lat. militia, der. di miles -latis «milite»]. -
1. a. ant. [...]
4. Per estens. del sign. precedente, [...] Anche come sinon. di militanza, partecipazione attiva a un partito, a un movimento: m. politica; è uscito dal partito dopo anni di m. impegnata.
[dal vocabolario Treccani]

Come vedi so leggere, ma tu hai un vocabolario tascabile? No perchè in questo caso capirei il perchè vedi la parola militare solo nel senso soldatesco, con zaino, fucile, scarponi e gavetta.

«Se permetti sono io che sostengo che ciò che Cervetto ha cambaito è, senza giustificazione se non quella che la borghesia "avrebbe imparato", le tradizionali posizioni comuniste. Permetterai vero che
ritenga insufficiente la sua, quindi anche la tua, giustificazione?»

Ha! Questa è bella, adesso con calma ci spieghi quali sono le "tradizionali posizioni comuniste"......
cmq (visto che ti piace il termine ;-)
forse l'ho già detto, ma Cervetto punta l'attenzione sul "se si può" piu che sul "se si deve" partecipare al parlamento, citando appunto Lenin.

«Non ho mai saputo che si potesse formare un partito per delega»

Bè, la stragrande maggioranza ei partiti sono delegati, a meno chè non si sostenga che coloro che cucinavano alla festa dell'unità erano militanti attivi. Anche se facevano/fanno delle ottime
pastasciutte, poco hanno a che fare con la lotta di classe....o no?

«Ma sei tu che hai riportato una citazione in cui l'isolamento della classe operaia è presentato come uno svantaggio. Cosa c'entra il PCI? »

Centra centra! Rispetto alla riv. russa non avere l'appoggio di un'altra classe contro la borghesia è sicuramente uno svantaggio, ed era il pci che opportunisticamente sosteneva il contrario, mentre lotcom criticava questa posizione che faceva presa nella classe operaia, grazie anche all'intreccio sociale tra la classe operaia e quella commerciale (es. marito in fabbrica e moglie in negozio).

«Per me invece la corruzione ha uno spettro più ampio. Il tentativo di sottrarre il partito ad una tale minaccia, ritirandolo dal parlamento (perché questa sarebbe la medicina per non finire come l'SPD), è a dir poco risibile.
Tu sai, inoltre, quanta fatica ha fatto Lenin a causa della Duma. E quanta fatica ha fatto? Forse non se ne è neanche accorto perché nonostante tutto, devi sapere, Lenin non è diventato astensionista.»

Lenin non è diventato astensionista solo perchè ha fatto una rivoluzione e l'ha vinta; e in seguito non mi risulta che abbia più avuto modo di partecipare a qualche elezione politica ne lui ne i bolscevichi, non vi è quindi controprova; infatti dopo la rivoluzione Lenin non è diventato astensionista ma non si è neanche mai più presentato alle elezioni. Come la mettiamo?

E poi, dopo tangentopoli, sostenere che la corruzzione è un pericolo risibile.....ha ma dimenticavo, i comunisti sono incorruttibili!!!

«Tale difesa arriva a mettere su di un unico piano le calunnie e le distorsioni. Per noi non è così.»

Neanche per me è così

Ciao

OC



Reply author: M.Savio
Replied on: 10/09/2005 17:02:52
Message:

Ciao,rieccomi nuovamente.
E' chiaro che tu,Ivan,sei rimasto privo di argomenti seri da usare per controbattere le posizioni altrui,come dimostra il tuo ultimo messaggio.Tuttavia,voglio stare al gioco,rispondo alla tua domanda molto sinteticamente:sono diventato un marxista dopo aver vissuto sulla mia pelle tutte le contraddizioni del capitalismo,come dici di aver fatto anche tu.Inoltre,grazie allo studio dei testi marxisti,all'osservazione della realtà,al confronto con gli altri(i non marxisti)a scuola,sul lavoro e nella vita.
Adesso,sono proprio curioso di conoscere le conclusioni del tuo ragionamento.
Di certo,la citazione di Trotskj poco si addice ad un militante di un partito come Lotta Comunista,che da 40 anni porta avanti una linea di non intervento politico,che ha fatto del suo giornale non un'organo di denuncia ed agitazione,bensì di sola analisi teorica,e pure astrusa ed illeggibile.
Se sei sensibile,come dici di essere,che ci stai a fare in Lotta Comunista?Ti piace così tanto seguire una linea politica così settaria,priva cioè di una effettiva politica di e per la classe?.
Quale tizzone ci vuole per convincerti che è una politica profondamente errata,40 anni sono fatti concreti,non ti bastano?.
Che cosa vuol dire per te essere un rivoluzionario marxista in un'epoca di reazione?Essere o non essere,questo è il problema!
E l'unica risposta che conti sul piano politico,sono le azioni,i fatti.Uno è ciò che dimostra di essere nella pratica,non con le parole.E un partito che dopo 40 anni non è riuscito a raggiungere un'influenza reale nella classe,è un partito che ha sbagliato la sua strategia politica.
E' un partito di rivoluzionari falliti.!Rivoluzionari solo a parole.
Ad Obtorto Collo dico subito che la battuta del "Savio=Admin" è una bella buffonata:tu sei un'altro che ha dimestichezza col fiore di loto(altrimenti ti saresti ricordato gli articoli precedenti).
Sul famoso articolo di Cervetto,ribadisco ciò che già avevo detto:é il prodotto di un'analisi politica e di una concezione del partito non marxista,non leninista,ma più vicina all'anarchismo o,al limite,al blanquismo..
Profondamente errata perchè inesatta sul piano storico,come dimostra la storia del movimento operaio,e inefficace sul piano pratico,come dimostra la vostra storia(di Lot Com)e quella della Sinistra Comunista storica.
Perciò discutere delle interpretazioni possibili di questo articolo non mi interessa,almeno per ora.Mi limito a dire solo che,per coerenza con il contenuto dell'articolo,i militanti di Lot Com avrebbero dovuto abbandonare anche i sindacati,luoghi di facile opportunismo,specie ai vertici.Come ha già detto Admin.
Come tutta la Sinistra Comunista ha fatto,tra l'altro.
Infine,penso che tutti i messaggi di critica e di difesa sull'astensionismo di Lot Com,apparsi in questa sezione del forum finora,dimostrino una cosa ben precisa ed indiscutibile:Lot Com
è giunta a questa scelta non sulla base di uno studio profondo,quasi'scientifico',del pensiero dei grandi del marxismo,in primis Lenin,ma unicamente sulla base dell'interpretazione teorico-politica data ad essi dal suo leader principale,Arrigo Cervetto,in relazione al suo giudizio sulla situazione storica del momento. Interpretazione discutibilissima sotto ogni aspetto.
Perciò è giusto parlare di un partito fin dall'inizio non leninista,ma cervettiano.
Ci tengo particolarmente a sottolineare l'importanza di quest'ultima affermazione,poichè la considero una verità teorica,che all'inizio non sembrava scontata.Adesso lo è,e sono sicuro che col tempo essa mostrerà nella pratica le inevitabili conseguenze,un fallimento politico che diventerà sempre più evidente..

SAVIO





Reply author: IVAN
Replied on: 19/09/2005 00:48:43
Message:

Un saluto a tutti.

Ti sbagli, SAVIO. Sto studiando seriamente. Anche per risponderti. Solo che non ho molto tempo da "dedicarti", visto il lavoro che ho da fare. Però qualcosa te la voglio scrivere. Ho l'impressione che ogni strategia astensionista, pure quella di LC, abbia la sua vera giustificazione solo nell'estrema debolezza dei gruppi rivoluzionari. Debolezza numerica che di fatto impedisce ogni partecipazione, voluta o no, al parlamento e influenza nel sindacato. Tutto questo semplifica molto le cose, e rende ogni ulteriore disquisizione priva di interesse.
Il radicamento nella classe, di qualsiasi gruppo rivoluzionario, è funzione dialettica del processo storico :poco processo rivoluzionario, pochi rivoluzionati coscienti .Contro questo dato di fatto, c'è poco da fare, se non usare il materiale umano a disposizione per creare un embrione di partito rivoluzionario. Questo non significa che, essendomi TU molto antipatico, non continuerò a scrivere ciò che penso, su ogni questione che riguarda la strategia e la tattica, presente e futura, del partito. E gli argomenti non mi mancheranno, ciao.


Un saluto internazionalista



Reply author: M.Savio
Replied on: 02/10/2005 17:33:14
Message:

UNA CRITICA ALL'ARTICOLO:
"L'ASTENSIONISMO STRATEGICO CONTRO IL PARLAMENTARISMO" di A.Cervetto

Questo articolo,apparso in "Lotta Comunista" nel Marzo 1968,contiene una serie di affermazioni che considero importanti per comprendere il pensiero(e il modo di pensare)dell'autore e che sento il dovere di confutare a fondo.
La prima è questa:

"[...]solo dalla comprensione e dall'analisi di tutti gli aspetti deriva il giudizio sulla possibilità o sulla impossibilità dell'utilizzo rivoluzionario della tribuna parlamentare." (1)

Qui Cervetto lascia intendere che le righe successive contengano i risultati di un'analisi profonda e completa del parlamentarismo e delle circostanze storiche.
Ma non è affatto così,l'articolo si limita ad enunciare poche considerazioni,molto superficiali e,a tratti,ripetitive e contradditorie.E i risultati sono una diretta conseguenza di ciò:è bene dirlo subito.
Successivamente,riprendendo Lenin,C. scrive che:

"[...]l'attività del partito rivoluzionario è una combinazione di lavoro legale e di lavoro illegale e,per queste ragioni e per questo fine ben preciso,e non tanto per un generico "fine socialista"invocato da ogni opportunista,la tribuna parlamentare deve essere utilizzata.La tribuna parlamentare è,infatti,il lavoro legale." (2)

Ben detto,proprio come Lenin.E a completamento di ciò,C. elenca quelle azioni che il partito marxista dovrebbe compiere per "preparare tutte le condizioni soggettive per la rivoluzione" come,ad es.:

"[...]lottare implacabilmente contro ogni influenza borghese e riformistica dei lavoratori,distruggere ogni tipo di direzione controrivoluzionaria nelle masse per stabilire una direzione effettivamente rivoluzionaria,fare di ogni tipo di lotta economica e politica un episodio tattico di scontro sociale che si colleghi ad un piano strategico generale rivoluzionario di distruzione del potere capitalistico e di instaurazione della dittatura del proletariato." (3)

Anche qui si rivede l'influenza di Lenin.Difatti,C. esprime una concezione della politica rivoluzionaria,senza dubbio,di tipo interventista,che mira alla lotta concreta,per una militanza attiva su più fronti,compreso quello parlamentare,alla ricerca del reale scontro ideologico e sociale.Concezione sostenuta ulteriormente nelle righe immediatamente successive e,da parte mia,pienamente condivisibile,anche perchè tale concezione presuppone,per essere attuata,l'utilizzo,per lungo tempo,dei mezzi legali(circoli,stampa,sindacato,parlamento).
Senonchè l'articolo non termina qui,ma va oltre,scivolando inaspettatamente nell'errore,tanto da far letteralmente 'saltare sulla sedia'il lettore più attento.Difatti,C.nell'ultima parte scrive che:

"Cercare di utilizzare la tribuna parlamentare in paesi come l'Italia in una situazione come l'attuale non ha un senso strategico.
Il partito rivoluzionario è ancora nella fase di preparazione dei quadri e l'attuale corso di lotta di classe restringe enormemente il lavoro di preparazione militare e di mobilitazione di massa.
Quando il corso della lotta di classe diventerà più acuto e si allargheranno le possibilità del lavoro di preparazione militare il conflitto sociale e politico assumerà aspetti tanto violenti che non ci sarà,come la esperienza dopo l'Ottobre dimostra,margine per il lavoro legale." (4)

Giuste premesse(Lenin),errate conclusioni.E che confusione.!
Per C.il parlamentarismo e,più in generale,il lavoro legale non possono più essere utilizzati né per la situazione del 1968 né per quella ipotizzata del futuro.Ma è sufficiente un po' di attenzione per capire che c'è una bella differenza fra le due situazioni.
In una situazione di debolezza del partito(mancanza di quadri preparati)e di lotta di classe sfavorevole per il lavoro militare occorre agire ancora sul piano legale,e non il contrario.
Daltronde,come si possono formare dei quadri,radicare a sufficienza il partito e compiere quelle azioni elencate nella frase n.3(e considerate essenziali per "preparare tutte le condizioni soggettive per la rivoluzione")senza il lavoro legale?!.E,poi,come si può pensare che le masse,inasprendo la lotta,automaticamente si radicalizzino anche sul piano politico,magari inneggiando alla rivoluzione comunista,dal momento che non si era in una situazione di crisi economica profonda a livello mondiale e, di conseguenza,di guerra mondiale?E poi,quanto è durato questo inasprimento della lotta?.Nel 1968-69 ci sono stati le grandi occupazioni di case,fabbriche,scuole,le grandi manifestazioni di piazza,i grandi scioperi,ma a partire dalla fine del'69 in poi,c'è stato un progressivo calo delle mobilitazioni radicali ed un ritorno del 'sentimento' moderato,interclassista,patriottico e pacifista.A ciò ha contribuito senz'altro quella 'strategia della tensione',che iniziava nel Dicembre del '69 con la strage di piazza Fontana e che fu portata avanti,in modo mascherato,dalle istituzioni politiche borghesi con la collaborazione dei servizi segreti italiani e americani,dei gruppi neo-fascisti,e,in parte,della mafia,e che riuscì a raggiungere il suo obbiettivo di spaventare le masse,e quindi di portarle su posizioni di lotta pacifiche e legali.
In definitiva,il corso della lotta degli anni successivi al biennio 1968-69,hanno dimostrato chiaramente l'errore di valutazione di Lot.Com. che si è tradotto nell'abbandono troppo repentino del lavoro legale,avvenuto in modo troppo precipitoso.E qui ci vedo quella concezione del partito e della lotta politica di tipo anarchico,per cui il partito è concepito come un insieme di cospiratori,nei fatti,isolati dalla classe.E tale fatto diventa ancora più evidente,dopo la rilettura del seguente passo:

"E nella misura in cui il sistema capitalistico è costretto a difendersi dagli assalti proletari cresce il lavoro illegale del partito rivoluzionario per due ragioni:perchè si sviluppa il lavoro militare della preparazione insurrezionale e perchè il sistema capitalistico non può tollerare neppure la semplice propaganda di idee eversive.
Il partito rivoluzionario cercherà,allora,di utilizzare tutte le possibilità legali(sindacati,giornali,tribuna parlamentare,ecc.)per poter continuare la sua propaganda e per proteggere la sua preparazione militare." (5)

Questo passo,scritto da C. prima del n.4,ne costituisce la contraddizione più evidente,perchè sottolinea la necessità e l'importanza del lavoro legale,al fine di coprire e difendere quello militare,ovvero la preparazione dell'insurrezione.
Il fatto che C.,poco dopo,cambi idea,per me,sta a dimostrare la sua scarsa comprensione della politica leninista.Poche righe sono bastate per fargli cambiare idea.Che cosa vi avrà mai scritto?.
La sorpresa delle sorprese:i risultati della sua analisi sugli ultimi 50 anni(si presume,del movimento operaio italiano ed internazionale).Ecco cosa scrive:

"L'esperienza degli ultimi 50 anni ci ha dimostrato che:
a)Ogni partito rivoluzionario che ha operato nella fase di preparazione militare è stato posto nella illegalità.
b)Il capitalismo mondiale ha scatenato violentissime ondate controrivoluzionarie(fascismo,socialdemocrazia,stalinismo)che hanno non solo distrutto tutta la fase di preparazione militare,ma addirittura dei quadri e di propaganda.
Le ondate controrivoluzionarie hanno cercato di rigettare indietro di cento anni l'avanguardia proletaria distruggendo il movimento rivoluzionario alle radici.
c)Ogni margine di utilizzazione del lavoro legale si è estremamente ridotto,se non è scomparso." (6)

Diciamolo subito:sono tutte considerazioni superficiali e che non dimostrano un bel niente.Ora vediamoli nell'ordine.
Il punto a) è come la 'scoperta dell'acqua calda' e,ancora una volta,C. dice una cosa e poco dopo ne dice un'altra.Infatti,in precedenza aveva scritto:

"In fondo stabilire ciò che è legale e ciò che è illegale nella attività generale del partito rivoluzionario è un problema che riguarda la borghesia e non il partito che si propone di infrangere tutto l'ordinamento capitalistico." (7)

Perciò,chi se ne frega?!E se davvero la cosa lo preoccupa tanto,perchè ha deciso di abbandonare il lavoro legale,che,come scritto in precedenza,permette di coprire il lavoro illegale?
Il punto b) non avalla nessuna tesi in particolare,ma è di libera interpretazione.Personalmente lo considero una ragione in più per ribadire che un'avanguardia del proletariato per fronteggiare efficacemente le forze contorivoluzionarie,ha necessariamente bisogno di utilizzare il lavoro legale.Per poter raggiungere con la propaganda e,nel caso di sindacati e parlamento,anche con l'esempio,il maggior numero di lavoratori,specialmente quelli più arretrati,che sono la maggioranza e per i quali la sola propaganda non è sufficiente.Quando,invece,un'avanguardia decide di abbandonare troppo presto il lavoro legale per il solo illegale,come nel caso di Lot.Com che esisteva da appena tre anni,le conseguenze sono inevitabili e si chiamano fallimento politico ed isolamento dal movimento di classe reale,un perenne settarismo accompagnato da una perenne impotenza.
Infine,il punto c) è un'emerita sciocchezza e chi la sostiene,evidentemente,non conosce,nello specifico,la storia d'Italia.Con la caduta del Fascismo e con la promulgazione della Costituzione del'48 le possibilità per svolgere un lavoro legale sono notevolmente aumentate.E ciò era già dimostrabile negli anni '60,e lo sarà ancora di più negli anni seguenti(come lo è oggi),anche in quelli di più accesa contestazione sociale.
Mi stupisco del fatto che a scrivere una simile cosa sia stato un ex partigiano.
Concludo commentando quest'ultima affermazione:

"La rivoluzione d'Ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere.La rivoluzione in Occidente sarà costretta a svolgerla prima." (8)

Una simile frase lascia supporre che a partire da quel momento,il partito guidato da Cervetto,abbia iniziato un lavoro di preparazione militare in vista della prossima rivoluzione.Cosa che non mi sembra proprio abbia fatto finora Lot.Com. Anzi,se c'è un'organizzazione che ancora oggi rinuncia a svolgere,anche solo in minima parte,un lavoro illegale,questa è proprio Lot.Com.,che neppure sul piano della propaganda,porta avanti un'azione realmente rivoluzionaria,limitandosi a fare solo delle 'grandi' analisi teoriche.Forse C.avrebbe fatto bene,col tempo,a rettificare questa affermazione.
Comunque sia,prima di parlare di queste cose,un partito deve preoccuparsi di riuscire a legarsi in modo stretto alla propria classe,mediante un'attività tattica intelligente ed efficace.
Altrimenti si uniscono solo chiacchiere ad altre chiacchiere.
Diciamolo una volta per tutte,caro lettore attento:quello che è emerso dalla lettura di questo famoso articolo di Cervetto è che la tesi sostenuta in esso si basa unicamente su considerazioni superficiali,prova dell'immaturità politica del suo autore e di chi,ancora oggi,continua a sostenerla come valida per condurre una efficace e vincente politica comunista-rivoluzionaria.

SAVIO





Reply author: raes
Replied on: 03/10/2005 20:20:57
Message:

le posizioni di ivan non mi sembrano quelle di lotta comunista sai pensare da solo mi sa che non resterai a lungo in lotta comunista

alberto.dinucci


Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 09/10/2005 23:45:00
Message:

Caro Savio
Nella tua "analisi ponerata" e "sobria" non hai pienamente compreso il seguente passo di Cervetto:

«E' ovvio che per il sistema capitalistico il piano strategico rivoluzionario sia illegale perché va contro i suoi dispositivi di difesa e di conservazione. In fondo stabilire ciò che è legale e ciò che è illegale nella attività generale del partito rivoluzionario è un problema che riguarda la borghesia e non il partito che si propone di infrangere tutto l'ordinamento capitalistico. E' un problema che riguarda la borghesia ed i suoi rapporti di forza con la avanguardia operaia.
E nella misura in cui il sistema capitalistico è costretto a difendersi dagli assalti proletari cresce il lavoro illegale del partito rivoluzionario per due ragioni: perché si sviluppa il lavoro militare della preparazione insurrezionale e perché il sistema capitalistico non può tollerare neppure la semplice propaganda di idee eversive. »

Cioè, in soldoni, quello che vuole rimarcare Cervetto è il fatto che, più si sviluppa il partito rivoluzionario, e più il suo lavoro diventa illegale, ma non perchè il partito svolge lavoro illegale, ma perchè diventa illegale per la borghesia tutto quello che fa il partito rivoluzionario. Hai capito?
Tutto quello che fa il partito rivoluzionario, nel momento in cui diventa una minaccia per la borghesia, è automaticamente messo nell'illegalità dalla borghesia.
É su questa considerazione che poggia l'articolo di Cervetto.

Ma vediamo un po le tue critiche:

************
"Cercare di utilizzare la tribuna parlamentare in paesi come l'Italia in una situazione come l'attuale non ha un senso strategico.
Il partito rivoluzionario è ancora nella fase di preparazione dei quadri e l'attuale corso di lotta di classe restringe enormemente il lavoro di preparazione militare e di mobilitazione di massa.
Quando il corso della lotta di classe diventerà più acuto e si allargheranno le possibilità del lavoro di preparazione militare il conflitto sociale e politico assumerà aspetti tanto violenti che non ci sarà,come la esperienza dopo l'Ottobre dimostra,margine per il lavoro legale." (4)

Giuste premesse(Lenin),errate conclusioni.E che confusione.!
Per C.il parlamentarismo e,più in generale,il lavoro legale non possono più essere utilizzati né per la situazione del 1968 né per quella ipotizzata del futuro.Ma è sufficiente un po' di attenzione per capire che c'è una bella differenza fra le due situazioni.
In una situazione di debolezza del partito(mancanza di quadri preparati)e di lotta di classe sfavorevole per il lavoro militare occorre agire ancora sul piano legale,e non il contrario.
*****************

ecco la prima incomprensione del pensiero cervettiano; come dicevo più sopra, il lavoro è legale nella misura in cui lo decide la borghesia, ovvero, fino a quando non sei un problema per la borghesia

*******************************
In definitiva,il corso della lotta degli anni successivi al biennio 1968-69,hanno dimostrato chiaramente l'errore di valutazione di Lot.Com. che si è tradotto nell'abbandono troppo repentino del lavoro legale,avvenuto in modo troppo precipitoso.E qui ci vedo quella concezione del partito e della lotta politica di tipo anarchico,per cui il partito è concepito come un insieme di cospiratori,nei fatti,isolati dalla classe.E tale fatto diventa ancora più evidente,dopo la rilettura del seguente passo:

"E nella misura in cui il sistema capitalistico è costretto a difendersi dagli assalti proletari cresce il lavoro illegale del partito rivoluzionario per due ragioni:perchè si sviluppa il lavoro militare della preparazione insurrezionale e perchè il sistema capitalistico non può tollerare neppure la semplice propaganda di idee eversive.
Il partito rivoluzionario cercherà,allora,di utilizzare tutte le possibilità legali(sindacati,giornali,tribuna parlamentare,ecc.)per poter continuare la sua propaganda e per proteggere la sua preparazione militare." (5)

Questo passo,scritto da C. prima del n.4,ne costituisce la contraddizione più evidente,perchè sottolinea la necessità e l'importanza del lavoro legale,al fine di coprire e difendere quello militare,ovvero la preparazione dell'insurrezione.
Il fatto che C.,poco dopo,cambi idea,per me,sta a dimostrare la sua scarsa comprensione della politica leninista.Poche righe sono bastate per fargli cambiare idea.Che cosa vi avrà mai scritto?.
La sorpresa delle sorprese:i risultati della sua analisi sugli ultimi 50 anni(si presume,del movimento operaio italiano ed internazionale).Ecco cosa scrive:

"L'esperienza degli ultimi 50 anni ci ha dimostrato che:
a)Ogni partito rivoluzionario che ha operato nella fase di preparazione militare è stato posto nella illegalità.
b)Il capitalismo mondiale ha scatenato violentissime ondate controrivoluzionarie(fascismo,socialdemocrazia,stalinismo)che hanno non solo distrutto tutta la fase di preparazione militare,ma addirittura dei quadri e di propaganda.
Le ondate controrivoluzionarie hanno cercato di rigettare indietro di cento anni l'avanguardia proletaria distruggendo il movimento rivoluzionario alle radici.
c)Ogni margine di utilizzazione del lavoro legale si è estremamente ridotto,se non è scomparso." (6)

Diciamolo subito:sono tutte considerazioni superficiali e che non dimostrano un bel niente.Ora vediamoli nell'ordine.
***********************************

a questo unto fai un'omissione, e fai scomparire il seguente passo:

«Mentre la classe operaia non ha assimilato la lezione bolscevica, il capitalismo ne ha fatto tesoro. Il capitalismo permette un lavoro legale oggi in certi paesi perché la situazione generale è controrivoluzionaria. Ma laddove le sue crisi parziali generano forme più intense di lotta di classe mette immediatamente in moto i suoi apparati repressivi che annullano ogni possibilità di lavoro legale e di propaganda rivoluzionaria»

come vedi, dimostri ancora una volta di non aver capito il pensiero cervettiano!
Salto le alte considerazioni che fai, perchè sono frutto dello stesso errore, e vado alle tue "conclusioni"

******************************
Una simile frase lascia supporre che a partire da quel momento,il partito guidato da Cervetto,abbia iniziato un lavoro di preparazione militare in vista della prossima rivoluzione.Cosa che non mi sembra proprio abbia fatto finora Lot.Com. Anzi,se c'è un'organizzazione che ancora oggi rinuncia a svolgere,anche solo in minima parte,un lavoro illegale,questa è proprio Lot.Com.,che neppure sul piano della propaganda,porta avanti un'azione realmente rivoluzionaria,limitandosi a fare solo delle 'grandi' analisi teoriche.Forse C.avrebbe fatto bene,col tempo,a rettificare questa affermazione.
Comunque sia,prima di parlare di queste cose,un partito deve preoccuparsi di riuscire a legarsi in modo stretto alla propria classe,mediante un'attività tattica intelligente ed efficace.
Altrimenti si uniscono solo chiacchiere ad altre chiacchiere.
Diciamolo una volta per tutte,caro lettore attento:quello che è emerso dalla lettura di questo famoso articolo di Cervetto è che la tesi sostenuta in esso si basa unicamente su considerazioni superficiali,prova dell'immaturità politica del suo autore e di chi,ancora oggi,continua a sostenerla come valida per condurre una efficace e vincente politica comunista-rivoluzionaria.

SAVIO
*******************************

Di fronte ad una tale maturità politica, aspettiamo di vedere cosa sarà in grado di fare Savio per la causa comunista....
Comunque, come dicevo in un'altro post, per lavoro militare non necessariamente si intende la formazione di guerriglieri clandestini; la stessa concezione di partito leninista è una concezione militare, cioè una milizia politica formata da militanti, quadri, altamente disciplinati. Con questa concezione, anche la chiesa cattolica è una formazione militare.
Quindi, caro Savio, quì di superficiale c'è solo la tua visione delle cose.
La sensazione negativa che tu hai di lotcom, non la devi cercare negli scritti di Cervetto, anzi, quelli ti consiglio di assimilarli, ma semmai nel comportamento e nei discorsi dei suoi militanti. Lotcom conosce bene il detto latino "verba volant, scripta manent", tu non tanto.......


Reply author: M.Savio
Replied on: 16/10/2005 17:40:38
Message:

Per OBTORTO COLLO

E' bene che qualcuno ti dimostri la seguente cosa:tu non hai affatto compreso il significato reale della parola 'militare'(preparazione,lavoro,attività)messo in evidenza da Cervetto nel suo articolo.
Per dimostrarlo,è sufficiente riscrivere i passi interessati aggiungendo,tra parentesi,la tua interpretazione.
Iniziamo.

"La rivoluzione d'Ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare(formazione di "una milizia politica formata da militanti,quadri,altamente disciplinati")dopo la presa del potere.
La rivoluzione in Occidente sarà costretta a svolgerla prima" (8)

Così,per te,il partito bolscevico ha prima preso il potere e poi ha sviluppato al suo interno una tale milizia.
STRANEZZE DEL PENSIERO.!
Come poteva,allora,conquistare il potere e,successivamente,conservarlo se ancora non possedeva una tale milizia politica?e a cosa gli sono servite le esperienze del 1905 e del febbraio '17,se non a creare già o,più semplicemente,a consolidare tale milizia?!
Tantopiù che l'elemento base della politica di partito per Lenin è sempre stato il centralismo democratico,che fonde la massima libertà di discussione e di polemica interna,con la più rigorosa disciplina
al momento dell'azione.Quindi,tale milizia aveva avuto già tutto il tempo per nascere e svilupparsi.
Probabilmente,tu pensi il contrario perchè sei abituato a stare in una organizzazione diretta col centralismo dialettico,che t'impedisce di cogliere a fondo l'importanza dell'esperienza storica rappresentata dal bolscevismo.
Per come poni tu la questione,si potrebbe pensare ad un tentativo di elogiare lo stalinismo.
la parola 'militare',per logica,comprende anche l'aspetto disciplinare ,ma ridurre tutto a questo significa avere una visione elementare delle cose.!
e aggiungo,Cervetto ha scritto un articolo confuso in più parti,ma estremamente chiaro su questo punto.
E te lo dimostro continuando l'operazione precedente con altri passi.

"L'esperienza degli ultimi 50 anni ci ha dimostrato che:
a)ogni partito rivoluzionario che ha operato nella fase di preparazione militare(preparazione di"una milizia politica formata da militanti,quadri,altamente disciplinati")è stato posto nell'illegalità." (6/a)

Ma quando mai è successa una cosa simile?!Che vuoi che gliene freghi alla borghesia della disciplina di un partito.!La tua interpretazione,oltre a suonare stonata,ridicolizza l'intero pezzo.

E ancora

b)Il capitalismo mondiale ha scatenato violentissime ondate controrivoluzionarie(fascismo,socialdemocrazia,stalinismo)che hanno non solo distrutto tutta la fase di preparazione militare(preparazione di "una milizia politica formata da militanti,quadri,altamente disciplinati)ma addirittura dei quadri e di propaganda.
Le ondate controrivoluzionarie hanno cercato di rigettare indietro di cento anni l'avanguardia proletaria distruggendo il movimento rivoluzionario alle radici." (6/b)

E qui non si capisce perchè Cervetto parli di "preparazione militare" e di "preparazione di quadri" in maniera separata.

Infine:

"E nella misura in cui il sistema capitalistico è costretto a difendersi dagli assalti proletari cresce il lavoro illegale del partito rivoluzionario per due ragioni:perchè si sviluppa il lavoro militare(sviluppo di "una milizia politica formata da militanti,quadri,altamente disciplinati")della preparazione insurrezionale e perchè il sistema capitalistico non può tollerare neppure la semplice propaganda di idee eversive.
Il partito rivoluzionario cercherà,allora,di utilizzare tutte le possibilità legali(sindacati,giornali,tribuna parlamentare,ecc.)per poter continuare la sua propaganda e per proteggere la sua preparazione militare(preparazione di "una milizia politica formata da militanti,quadri,altamente disciplinati")." (5)

Qui,finalmente,si può capire chiaramente il vero significato del termine:quello "della preparazione insurrezionale".
Altrimenti che senso avrebbe parlare,come fa Cervetto,di crescita del "lavoro legale" e di conseguente necessità,per il partito rivoluzionario,di utilizzare "tutte le possibilità legali(...)" per "proteggere la sua preparazione militare".
Perciò ti consiglio di rileggere l'articolo con più attenzione,perchè se non cogli il senso reale di questa parola,non puoi comprendere l'intero articolo.

Vediamo ora la tua prima osservazione:

"Cioè,in soldoni,quello che voleva rimarcare Cervetto è il fatto che,più si sviluppa il partito rivoluzionario,e più il suo lavoro diventa illegale,ma non perchè il partito svolge lavoro illegale,ma perchè diventa illegale per la borghesia tutto quello che fa il partito rivoluzionario.Hai capito?"

Ma certo,niente di nuovo:è l'ennesima 'scoperta dell'acqua calda',come già scritto in precedenza.Chi se ne frega,è un problema della borghesia.L'essenziale è che,prima o poi,volente o nolente,il partito rivoluzionario sarà costretto ad iniziare un lavoro di preparazione militare-illegale in vista dello scontro decisivo,e quindi avrà ancora bisogno del lavoro legale,per meglio nascondere e difendere tale preparazione.E,aggiungo,farebbe bene a non badare troppo alle opinioni della borghesia,se non vuole farsi cogliere disarmato.Tutto ciò non è stato compreso da Cervetto,come dimostra la sua scelta precipitosa di abbandonare totalmente il lavoro legale.
Il resto sono chiacchiere...

E di seguito scrivi:

"Tutto quello che fa il partito rivoluzionario,nel momento in cui diventa una minaccia per la borghesia,è automaticamente messo nell'illegalità dalla borghesia.
E' su questa considerazione che poggia l'articolo di Cervetto"

Ripetizioni a parte,colgo l'occasione per dire che,secondo me,un partito rivoluzionario può trovarsi costretto a svolgere lavoro illegale a causa delle circostanze oggettive,senza però costituire mai una minaccia reale per la borghesia.
Più chiaramente:un partito rivoluzionario rappresenta una vera minaccia quando ha l'influenza e la forza per mobilitare le masse contro la borghesia,cosa che un partito come Lot Com,con appena tre anni di esistenza,non poteva avere.
Non c'è l'ha oggi,figuriamoci ieri.!Per raggiungere una tale influenza ci vuole una politica di transizione,basata su rivendicazioni transitorie,che proceda per fasi;e ciò presuppone ancora l'utilizzo del lavoro legale e tempi lunghi.
Credo,inoltre,che i successivi anni '70 abbiano dimostrato quale sia la fine inevitabile a cui si giunge seguendo una politica precipitosa e avventata sul piano militare,senza prima accertarsi di avere una reale influenza ed un reale radicamento fra le masse proletarie.Mi riferisco,ovviamente,a quelle organizzazioni come Lotta Continua,Potere Operaio,ecc. fino alle B.R.
Altro che guerra civile,come qualche opinionista ancora oggi dice,per me,si è trattato unicamente di 'guerra' solitaria tra queste organizzazioni e lo Stato e,nel peggiore dei casi,tra queste e quelle neo-fasciste(in questo caso molto simile ad uno scontro tra bande).Col solo risultato di aumentare e consolidare,per reazione,l'apparato repressivo dello Stato,da una parte,e di rovinare l'esistenza e confondere le idee a tutti quei lavoratori a a quegli studenti che ne hanno sposato il programma.Un fallimento completo.Tutto ciò lo dico per meglio chiarire la mia precedente affermazione sugli anni successivi al '68 e su Lot Com,che come è noto,non seguì questa strada,ma che,stando al contenuto dell'articolo,sembra proprio indirizzata verso questa strada.
Presumo che Cervetto abbia preso e teorizzato la scelta di non partecipare alla lotta armata in articoli successivi a questo.

Proseguiamo con la seguente osservazione:

"A questo punto fai un'omissione,e fai scomparire il seguente passo:

"Mentre la classe operaia non ha assimilato la lezione bolscevica,il capitalismo ne ha fatto tesoro.Il capitalismo permette un lavoro legale oggi in certi paesi perchè la situazione generale è controrivoluzionaria.Ma laddove le sue crisi parziali generano forme più intense di lotta di classe mette immediatamente in moto i suoi apparati repressivi che annullano ogni possibilità di lavoro legale e di propaganda rivoluzionaria."

"come vedi dimostri ancora una volta di non aver capito il pensiero cervettiano!"

Ma quanto sei patetico!!Cosa mai conterrà questo passo di tanto importante,lo sai soltanto tu.Il lettore attento non può che convergere con me nel dire che si tratta di uno scritto generico,quasi fosse una prefazione,e che,perciò,per essere capito va unito allo sviluppo successivo del pensiero cervettiano.
E tale sviluppo lo porta a scrivere il passo n.(4) che,guarda un po',è già stato oggetto della mia critica,dal momento che lo porta a dire che non c'è più spazio per il lavoro legale,in primis quello parlamentare.E poichè è un esempio di analisi superficiale e confusa,nonostante i propositi iniziali.
Ma per essere più precisi:secondo te C. aveva ragione a dire che nell'Italia del'68 e dei ipotetici anni successivi non c'era più spazio per il lavoro legale?!Così forse ci capiamo.

E concludo:la mia opinione negativa su Lot Com è dovuta,in primo luogo,a causa dei suoi militanti.Verissimo,io Cervetto non l'ho mai visto nè conosciuto.
Tra questi militanti ci sei anche tu,dal momento che sei bravo solo a fare affermazioni superficiali e,per giunta,dimostrando una notevole ignoranza del pensiero marxista-leninista,come dimostrato dalle tue ultime osservazioni.
Un ulteriore es. di ciò è rappresentato dalla tua precedente risposta al compagno Admin,al quale scrivevi che:

"Lenin non è diventato astensionista solo perchè ha fatto una rivoluzione e l'ha vinta;e in seguito non mi risulta che abbia poi avuto modo di partecipare a qualche elezione politica ne lui ne i bolscevichi,non vi è quindi controprova;infatti dopo la rivoluzione Lenin non è diventato astensionista ma non si è neanche mai più presentato alle elezioni.Come la mettiamo?"

La mettiamo che sei un grande ignorante.!Perchè quel "solo" è il risultato di una strategia politica durata decenni che ha compreso la politica parlamentare,e che si chiama conquista del potere politico da parte del partito.E che all'indomani ha continuato ad essere propagandata e teorizzata come valida,ogniqualvolta ne avesse la possibilità.Non solo,per es.,al secondo Congresso dell'Internazionale Comunista,ma già in precedenza,riprendendo il pensiero di Marx,nel famoso e fondamentale libro "Stato e rivoluzione",sia nella prima versione(agosto 1917)sia nella seconda(dicembre 1918).E tale testo,come dovresti sapere,rappresenta un punto di riferimento fondamentale per ogni rivoluzionario comunista,un vero e proprio manuale di partito.
Perciò,ci troviamo di fronte ad un postulato del pensiero di Lenin ribadito più volte come importante ed indispensabile per l'attività rivoluzionaria.
E siccome,come dici tu,"verba volant,scripta manent" sono curioso di verificare se le cause degli errori commessi dall'intera Lot Com sono rintracciabili negli scritti di Cervetto,oppure no.E nel caso di questo famoso articolo che teorizza l'astensionismo strategico,penso proprio di avere 'fatto centro'.

Per concludere,alla tua affermazione sulla mia maturità politica,rispondo con un "Ok,non può che farmi piacere".
Generalmente preferisco il detto:"verba et scripta volant,facta manent",perchè siamo tutti bravi con le parole(orali e scritte)a farci passare per rivoluzionari e per profondi conoscitori del marxismo,ma alla fine,ciò che conta,ciò che dimostra realmente la forza e la fondatezza delle nostre idee sono solo i fatti reali,i risultati concreti.

SAVIO




Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 19/10/2005 21:50:05
Message:

Savio dice

bla bla bla chi se ne frega...

bla bla bla patetico...

bla bla bla...

Io ti dico

MA VAFFAN**** STRONZO....


Reply author: raes
Replied on: 23/10/2005 20:03:33
Message:

con gli insulti non si va da nessuna parte piutosto non si risponde


Reply author: Admin
Replied on: 24/10/2005 16:43:16
Message:

Ben detto Raes.
In fondo gli insulti, come le mail smisurate sono indice di poca chiarezza.
In fondo la logorroica e altrettanto scorretta mail di Savio si riferiva nella sostanza almeno ad una questione.
Tale questione è posta da ObTorto che ha ricordato come per Cervetto la fase militare si sia svolta dopo la rivoluzione d'ottobre, ma che non sarà così per la rivoluzione a venire.
Sin qui niente di strano, ma poi lo stesso ObTorto dichiara che militare debba intendersi, grammaticalmente, militanza al punto di equiparare, di fatto, la Chiesa all'esercito.
Savio ha confusamente fatto osservare che se così fosse, Cervetto avrebbe affermato che nel partito russo alla militanza si era giunti dopo la rivoluzione ridicolizzando la cosa.
ObTorto, nonostante non abbia tutti i torti ad incazzarsi, farebbe meglio a schiarirsi le idee, soprattutto su Lotta Comunista cui si erge a difensore senza averne la caratura.
Ciao.


Reply author: Obtorto Collo
Replied on: 24/10/2005 18:11:01
Message:

Infatti non risponderò caro Raes, nè a quell'imbecille di Savio nè al Sommo Admin, non sono al suo livello.

Chiudo solo ricordando che i partiti rivoluzionari usano termini come "srtrategia", "tattica", "ritirata ordinata", etc. etc., non perchè sono organizzazioni militari, assolutamente no, ma usano quella terminologia perchè essendo degli ordini assistenzialistici, hanno spesso a che fare con vecchi rincoglioniti che avendo fatto la guerra capiscono solo quei termini, lo fanno per farli sentire a loro agio...

Infatti il partito bolscevico, non era un'organizzazione militare, era solo un partito politico, e se vogliamo anche un po pacifista. Poi, col precipitare degli eventi ha dovuto imbracciare le armi, ma per non far cadere nella confusione mentale i vari Savi e Admin dell'epoca, ha creato l'armata rossa.

E poi chi l'ha detto che la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi? Carl Von Clausewitz, nel libro "Della guerra", del 1832 ? Ma non capiva un c***o, ne lui ne Marx che lo cita; lo si chieda a Savio cos'è la guerra. Non centra una beneamata Minc**a con i partiti, la politica, etc.

Bravi i miei dotti.... avete proprio ragione, non ho la vostra caratura

.....ma andate a caghere......


Reply author: Admin
Replied on: 24/10/2005 20:49:30
Message:

Caro ObTorto.
Cosa c'entri la FASE della lotta rivoluzionaria con l'attività di partito prima di tale fase, lo sai solo tu.
Perché non rivolgi queste belle osservazioni allo scritto di Cervetto?? Non è lui che ha posto la distinzione????
Mah!
Non hai neanche finito di dare ragione a Raes, che passi a rinnovare ed estendere infantilmente le offese. Dato che non aggradantoti la discussione non resisti ad assentartene te ne escludo io d'autorità.


Reply author: Admin
Replied on: 28/10/2005 23:01:55
Message:

Ciao.
Vero, anche MSavio non merita miglior sorte.
Ciao


Reply author: Admin
Replied on: 28/10/2005 23:26:57
Message:

Prima del mio precedente messaggio avevo risposto ad Alberto sulla questione dei reciproci atteggiamenti di ObTorto e di MSavio:



Ciao Alberto.

Sono d’accordo con la tua mail. Onestamente però volevo fosse chiaro quanto sono poi stato costretto a fare, cioè bloccare l’utenza di ObTortoCollo.

Sapevo che sarei stato costretto a fare ciò che non avevo ancora mai fatto ne voluto fare, ma in un certo senso della cosa ne è responsabile solo lui.

Anche Savio è veramente un rompipalle e non può pensare di rivolgersi così a chi non conosce neanche.

Come avrai visto il Forum è cambiato. Non solo perché è in una nuova versione ma anche perché, grazie a questa, ora posso autorizzare la registrazione che così non sarà più automatica. Lo scopo, il tentativo, sarebbe quello di costruire un dibattito che valga la pena di essere seguito, da cui si possa anche IMPARARE qualcosa.

Sono orientato quindi a concedere la registrazione solo a chi sarà rintracciabile via e-mail o per telefono, e che, pur con concezioni diverse, sia interessato alla cosiddetta RICERCA DELL’ERRORE, perché se il movimento rivoluzionario è questi livelli non ci si può accontentare di dare la colpa a Stalin od a chicchessia. Se la cosa non dovesse funzionare pazienza. Meglio un Forum morto e cassato piuttosto che lasciarlo divenire una vetrina dei vari “ego” in circolazione.
Ti ringrazio e ti saluto.

Carlo.





Reply author: raes
Replied on: 02/11/2005 20:15:10
Message:

è vero pero ci sono stati molte ambiguitasu cosa s intende per preparazione militare su in sito publico per di pi!!!!


Reply author: Admin
Replied on: 04/11/2005 08:21:25
Message:

Certamente non da parte nostra. Per parte altrui direi ingenuità, non parlerei di provocazione dato che l'oggetto era anche la Chiesa. Anche Lotta Comunista, di cui si può dire tutto quello che si vuole meno che cada in atteggiamenti che, concordo con lei, ritiene solo velleità tipiche di reazionari piccolo borghesi.
Ciao.


Reply author: raes
Replied on: 04/11/2005 20:37:34
Message:

non parlavo di te ma degli altri è ovvio che si tratta di ingenuita ma pericolosa perchè con il clima attuale puo portare anche alla chiusura del forum invito a pensare prima di scrivere


Reply author: IVAN
Replied on: 30/11/2005 03:08:00
Message:

Un saluto a tutti.

Nel lasso di tempo trascorso dal mio ultimo post a questo mio,ho maturato una convinzione.Forse è troppo,ma ho l'idea più o meno fondata,che l'astensionismo strategico di LC sia sbagliato...Già,sono venuto a tale conclusione leggendo e rileggendo L'ESTREMISMO di Lenin,guarda caso ripubblicato recentemente da LC.In sintesi credo che oggi l'astensionismo,strategico o tattico fate voi, non sia una scelta,ma una necessità imposta dalla classe:si fa di necessità virtù.Si perchè i proletari,tanto meno l'aristocrazia di questi,non ha il bisogno politico di qualsivoglia rivoluzionario e partito conseguente.Non c'è coscenza di classe punto e basta.E non sono solo io a dirlo,ma la stessa LC lo dichiara.Savio si batte per un partito rivoluzionario da mandare in parlamento,ma non vuole considerare che il partito è il risultato storico della lotta di classe,che in questa fase storica,non può che essere un embrione,un abbozzo.Il partito si crea da ciò che c'è,da ciò che il processo storico permette.Per ora c'è solo la possibilità di creare dei quadri e di raccogliere e organizzare un ristretto numero di militanti,così come nel sindacato.Ma non c'è il numero necessario di elettori,la base,la massa di proletari,quei milioni che fanno la politica quando si muovono.E poi,diciamo la verità,chi mai oggi voterebbe per un partito che propaganda la rivoluzione proletaria e senza tante diplomazie?Credo che una volta maturate le condizioni oggettive per un partito in parlamento,ogni astensionismo sarà superato,non può essere che così,anche per LC.Si,io per ora resto con i compagni di LC,perchè credo che questo nostro errore non sia determinante ora per il movimento in generale,e che sarà superato.Matureremo il nostro infantilismo o con LC o senza LC.

Un saluto internazionalista.


Reply author: enrico
Replied on: 04/12/2005 01:25:20
Message:

mi spiace che le critiche a lott.com. si siano arenate in sterili bagatelle fra ex ..,cmq,io, dopo aver letto lo scritto di gianni sono entrato in piena crisi,e credo che abbandonerò la baracca...quello che scrisse gianni 'ho sempre pensato,ma credevo fosse il pensiero di un errore,pervaso ahimè"dalle mille ideologie del capitalismo",invece...conosco militonti che vanno a far diffusione senza conoscere le "tesi del 57",che si spacciano per rif.com.per diffondere di più,che della differenza fra centralismo organico dialettico,ne sanno quanto la lecciso....poi arriva il ras di provincia a vedere quanti soldi hai tirato su,poi ti telefona il reverendo di circolo che ti chiede se dopo l lavoro vai a fare diffusione(dopo il lavoro,si badi bene...da metalmeccanico),il ras di provincia("colui che viene"da un mitico luogo immaginario laboratorio di creazione di destini collettivi)viene a connferenziare arrotondando tutto il suo sapere...sto stronzo ipocrita..credendo di scimmiottare un gramsci di "stusi difficili"...il reverendo ,uomo buono e pieno di senso ,sta a lato annuendo e segnando akakieviciamente tutti i disgraziati annuenti che cercano di stabilire una corrente di simpatia col ras-sapiente,per sentirsi piu' umani,e per sentirsi superiori ai colleghi il lun mattina(se hanno capito qualcosa...cmq qualche nugae su kissinger o de rita forse gli rimane...ammesso che di de rita nn gli rimanga solo rita ..boh)


Reply author: enrico
Replied on: 04/12/2005 02:07:18
Message:

dopo che cerchi di diffondere ,dopo il tuo lavoro da metalmeccanico,alla disperata ricerca di un senso(contro il "nullismo" predica lo stronzo-ras)vai anche a diffondere ...fregare soldi a disgraziati,...fare la questua... smerdare vecchiette,e dopo sta rapina ,dopo sta ruina esistenziale,DEVI -COMUNICARE -I -NOMINATIVI -DI- CHI- TI -HA- DATO PIU'- DI- 3EURO.Dopo la"conferenza" del sab. pomeriggio,dove andavo dopo aver lavorato fino alle 14 facendomi 80km(ma che volete...l'operaio leninisticamente non ha tempo deve intervenire "la coscienza dall'esterno",ovvero quellla del ras )dopo la conferenza,dicevo,dopo il carnevale ideologico e lo psicodramma con gli adepti e pensionati riconoscenti invitati...arrivava la realtà.Cifre e soldi,e basta.Sguardo severo e chiamate in causa per arringare gli adepti(jim jones a jonestown faceva scuola)a diffondere,ammiccamenti sguardi di simpatia,intese e celati rimproveri,cose da pazzi.Il loro compito inedito è solo far soldi...come premio il giornale in anteprima,....e se ripassi da qualche sostenitore per estorcegli soldi,il quale ha avuto la malaugurata tentazione di leggere il giornale senza capirci un a sega devi dire"il giornale è difficile perchè la realtà è difficile",vedrai che il disgraziato si confonderà,un pò si umilierà da cotanto verbo,te ne sarà riconoscente,si dedicherà, mentre la "inconscienziosa"sacra famiglia la sera prepara la cena(oh pardon -momento di riproduzione della forza lavoro),a leggere i sacri fogli,...ma li abbandonerà ben presto,sempre con l'intento di,questo è sicuro,rileggerli,...Un giorno prima o poi la coscienza dall'esterno in giacca e cravatta suonerà alla porta.


Reply author: Admin
Replied on: 23/12/2005 21:30:29
Message:

Chiedo scusa per il ritardo con cui sono stati pubblicati i due messaggi precedenti ma la nuova versione non segnala correttamente l'arrivo di nuovi messaggi inducendo all'errore chi li deve gestire.
Aggiungo solo ad Ivan che concordo perfettamente con le considerazioni esposte, ma in niente con le sue stesse conclusioni, comunque se uno vuol farsi male non c'è prevenzione che tenga.
Ad Enrico dico invece che il meccanismo che descrive, e che all'apparenza conosce molto bene, è ben noto. Forse l'esposizione è alquanto rancorosa. In quanto ex (da tempo...), dico a mia giustificazione che un tale meccanismo, privato com'è di ogni scopo politico, è manifestamente venale. Giuro che non era così. Lotta Comunista non è sempre stata così. Ciò non a giutificazione, anzi ...
Ciao.


Reply author: IVAN
Replied on: 24/12/2005 01:07:16
Message:

Un saluto a tutti.

Io mi farei del male a restare in LC? Perchè c'è qualcosa di meglio? Nei propositi,in ciò che vorremmo come rivoluzionari,sicuramente si.Nei nostri sogni di rivoluzionari,tale partito esiste,ma poi bisogna svegliarsi e affrontare la realtà.
Insisto e voglio che mi stiate a sentire.LC è una realtà che è il risultato del processo storico in atto.Come altre realtà.LC è settaria?Si,ma non più di altri partiti che si autodefiniscono rivoluzionari:di fatto,per la borghesia,siamo tutti dei settari,anzi siamo anche dei pericolosi utopisti combina guai.
Ora vi scandalizzerò:la borghesia ha ragione.
Ed io sono orgoglioso di essere settario,e vi dico che è un piccolo borghese chi si accoda alla borghesia facendone da strillone:LC è settaria,ripetono!E non può essere che così oggi:chi considera sorpassato il capitalismo e crede che il comunismo è il futuro dell'umanità,non può essere che un settario per tutta la borghesia e lacchè!Admin,oggi,essere marxista è sadomasochismo,fuori e dentro LC,credimi sulla parola!Enrico dice che LC chiede soldi,solo soldi,sempre e solo soldi...Bhè,è stato facile per Engels,miliardario figlio di miliardari fare a meno di chiedere soldi ai proletari di Manchester,ma si sa che Marx non era nelle stesse condizioni.Quanto costa fare i rivoluzionari?Quanto costa un partito rivoluzionario?Per Lenin aveva senso vendere un giornale ai proletari:era l'indice,e non solo,del radicamento del partito nell'avanguardia della classe.NELL'AVANGUARDIA DELLA CLASSE,appunto,non a tutti i proletari,che di certo non brillano per interesse per la politica,per i propri interessi,e in generale,nel maturare la loro coscienza.Il giornale di LC fa schifo vero?Un esercizio da intellettuali egocentrici,illeggibile ai più.Io facevo parte dei più e ho imparato a leggerlo,perchè volevo capire.La mia arroganza era pari solo alla mia ignoranza,ma sono dovuto diventare un marxista per leggerlo,studiare Marx,Enges e Lenin:questo è quello che vuole il giornale di LC.Rivoluzionare se stessi per essere dei rivoluzionari."Ma tu non sei un marxista,Ivan!Credi di esserlo!"Si,si può credere ciò che si vuole,ma non si può agire comne si vuole:vedremo quando si dovrà agire necessariamente da marxisti,compagni!E poi,io non credo in nulla,io so,e mi basta.
LC chiede soldi perchè servono per esistere come entità materiale,per continuare ad esistere...Ma sono soldi buttati via,vero Admin?Domanda:il proletariato tedesco,quando finanziava il partito socialdemocratico con a capo Kautsky,sbagliava?La risposta sta nella storia del marxismo,nella dialettica del materialismo storico:è stata una tappa necessaria alla crescita della coscienza di classe e del suo sviluppo,ma un processo non privo di contraddizioni.Lenin considerava tale partito,con tutti i suoi limiti,un modello da imitare,e non solo dal punto di vista organizzativo.
Io sostengo che non possono esistere entità partitiche assolutamente ortodosse dal punto di vista della teoria e prassi marxista:tutto è relativo per il marxismo,anche il partito che è condizionato dal processo storico nel suo grado di maturità teorica e pratica.LC rappresenta un momento in questa evoluzione dialettica,un punto raggiunto e da cui anche ripartire,ma non saremo noi a decire quando e perchè.Cosa pretendete,non si può essere più marxisti di Marx,più rivoluzionari del processo storico in atto.LC è quello che può essere in questo momento storico,ne più ne meno di altri omologhi.
Suggerirei ad Enrico di abbandonare LC,e di studiare e molto,poi vedrà lui.Potrà trovare tutti i classici attraverso LC che li pubblica:un merito questo oggettivo che va riconosciuto a LC...Si lo so,non è così,hanno mercificato il marxismo.Se poi,particolare futile,così facendo DIFFONDE IL MARXISMO,non è utile al proletariato...Già,perchè chi sostiene che LC non è altro un imbroglio per vendere,crede che per il solo fatto di essere marxisti,si è fuori dal sistema che condiziona tutto:che lo vogliamo o no,nel capitalismo tutto è merce,e se LC vuole diffondere il marxismo,deve vendere dei libri.

Un saluto internazionalista.


Reply author: raes
Replied on: 05/01/2006 20:06:05
Message:

yvan io sono piu ottimista sulle potenzialita rivoluzionarie.essere setteri non vuol dire essere pochi ma essere totalmente chiusi al dialogo.es i testimoni digeova che non sono certo pochi


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